ARTICOLI PIU' LETTI

martedì 13 settembre 2011

Emergenza nucleare in Francia Basilicata un cimitero di scorie


Emergenza nucleare in Francia
Basilicata un cimitero di scorie
di PASQUALE DORIA
MATERA - Ci sono state commissioni parlamentari 

e verifiche di ogni tipo per stabilire cosa rimane 
della stagione «atomica» al Centro ricerche della 
Trisaia. L’ultima conferma è nella pubblicazione di 
una serie di cablogrammi tra la Sogin, la società
 del ministero del Tesoro che gestisce le scorie 
radioattive custodite nella struttura in riva allo Jonio
 lucano, e un’agenzia governativa Usa. Le notizie 
sono affiorate dalla montagna di documenti scaricati 
in rete da Julian Assange tramite WikiLeaks. È stata
diffusa, tra l’altro, una lista di materiale nucleare nella
 quale non compare il plutonio. Ma l’uranio altamente arricchito c’è. È noto anche come
 uranio a gradazione per le armi (Heu) e, nello stato che i tecnici definiscono fresh, ovvero
 puro, è presente nella quantità di 15.398,4 grammi unitamente a 92.414,2 grammi irradiati.
La prima quantità dovrebbe essere riconducibile alle 84 barre Usa trasferite tra il 1969 e
 il 1971 al Centro ricerche della Trisaia dal reattore di Elk River, centrale nucleare del
Minnesota in disarmo. La Trisaia allora era gestita dal Cnen; poi, arrivò l’Enea e ora, per
 la parte nucleare, opera Sogin. Una ventina di queste barre subirono un trattamento
 particolare, furono riprocessate, un procedimento che tecnicamente ha prodotto materiale
 altamente radioattivo.

Gli addetti ai lavori definiscono fissile l’uranio, nel senso che può sostenere una reazione

 a catena. Quello altamente arricchito è utile per usi civili e per realizzare ordigni nucleari. 
Si tratta di materiale strategico, interessante dal punto di vista commerciale e anche 
bellico, cosa che fa della Trisaia, un vero e propio cimitero di scorie, un obiettivo sensibile
 piazzato dagli anni Sessanta nel cuore della piana Metapontina. È la zona agricola e
 turistica più ricca della regione Basilicata. Nella lista diffusa online figurano, inoltre, 2.754
 grammi di uranio a basso arricchimento e 6.069 grammi di uranio impoverito conservato 
in una soluzione nitro. Grande è la quantità di uranio naturale, pari a 1.114.042,8 grammi.
 L'uranio, che non è un minerale abbondante, è stato il primo elemento fissile scoperto in
 natura. Qualità, che dopo complessi processi di lavorazione, lo rende la principale 
materia prima per gli ordigni nucleari e la costruzione, nonchè l'alimentazione di reattori
 nucleari. Vale molto e muove grandi appetiti. Per la cronaca, è solo il caso di ricordare
 il Centro ricerche sorge non lontano dal Terzo Cavone, ubertosa contrada nel territorio 
di Scanzano Jonico, quasi attaccata ai cento ettari sui quali si è sviluppata la breve 
stagione nucleare made in Italy.

Il 12 novembre del 2003, mentre il paese piangeva i morti di Nassirya, il Consiglio dei 

ministri del Governo Berlusconi decise che tutte le scorie del Belpaese dovevano
 essere stoccate in una miniera di salgemma a Terzo Cavone. Non fu rotto neppure 
un vetro, ma in centomila protestarono contro questa decisione destinata ad essere
 ben presto ritirata, anche perchè tecnicamente irrealizzabile.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=454915&IDCategoria=1

Nessun commento:

Posta un commento