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mercoledì 19 ottobre 2011

L'Unione Europea Boccia la Regione Basilicata


L'Unione Europea Boccia la Regione Basilicata, L'arbea ma a farne le spese sono l'agricoltura e gli agricoltori lucani

pubblicata da Gianni Rosa il giorno martedì 18 ottobre 2011 alle ore 10.06
“L’Arbea non sa da toccare” è il coro quasi unanime del Consiglio Regionale di Basilicata, organo sovrano della nostra Regione specie quando si tratta di proteggere piccoli e grandi interessi di cui l’oligarchia nostrana è portatrice. Ma il mondo va ben oltre i confini della regione, comprende anche Bruxelles ove essendo “tanto cattivi” l’Arbea l’hanno toccata con una punizione esemplare da 86 milioni di euro causa le inadempienze della stessa per gli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009.
Quando denunciammo l’accaduto acquisimmo le rassicurazioni dell’Assessore Mazzocco in quanto la prevista procedura conciliativa da espletare avrebbe senz’altro modificato la situazione. Intanto, sindacati di categoria rimanevano nel più assoluto silenzio.
Oggi acquisiamo informalmente la notizia (l’Assessore Mazzocco in tutti questi mesi ha ritenuto opportuno tacere) che il 27/05/2011 la Commissione Europea Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale tramite il suo Organo di Conciliazione ha deciso che per il caso 11/IT/471 Accreditamento Arbea non sia possibile addivenire ad alcuna transazione, ovvero la multa resta nella sua interezza e va pagata. Unica speranza un ricorso alla Corte Europea nell’attesa che abbia pietà verso l’Agenzia Regionale e verso chi l’ha maldestramente guidata sin dalla fondazione ai nostri giorni nel segno della “Filiera e della Clientela”. Intanto per ora tocca all’Italia pagare, che si rifarà sui trasferimenti in favore della nostra regione e quindi chi subirà realmente le conseguenze saranno gli operatori, le aziende ed il mondo dell’agricoltura.
E’ ovvio che anche questa circostanza conferma che la nostra proposta di legge di soppressione di questo ente ormai inutile se non alla casta lucana, bocciata trasversalmente in Consiglio Regionale, era corretta ed avevamo visto giusto nel ritenere superfluo anzi dannoso il suo operato e la sua stessa esistenza.
Ma ai nostri Illuminati censori piace tenere i doppioni, apprezzano le inefficienze e preferiscono buttare milioni di euro per far galleggiare un rottame pubblico che ha fatto male, fa male e continuerà a fare male all’agricoltura lucana. Eppure soldi, tanti soldi sono stati buttati sul disastro ARBEA, cui si aggiungono il 1.700.000 euro con i quali si sono state assunte altre 28 unità che servono (secondo i governanti) a dar forza, o le consulenze del Formez che invia altra gente per fornire un supporto tecnico.
E’ evidente che Arbea viene difesa a spada tratta con le parole del politichese, mentre è praticamente utilizzata per altri scopi dai politicanti, anche nella gestione del personale.
Mentre a Bruxelles si preparava la condanna, a Potenza si trasferivano tre dirigenti da Arbea per spostarli alla Presidenza della Giunta. Quale è la logica? Mentre la U.E valutava inadeguato il lavoro di Arbea, in Basilicata si procedeva a premiare anche economicamente in funzionari con le POC. Mentre qualche anno fa la commissione d’inchiesta interna della Regione valutava negativamente anche la composizione dell’organigramma di Arbea, ancora oggi registriamo che vi sono pochi dipendenti tecnici e professionali a discapito di una pletora di amministrativi.
Verrebbe la domanda: ma sui campi chi ci va? Per ora sappiamo soltanto che la Commissione Europea tramite il suo Organo di Conciliazione ha deciso che per il caso 11/IT/471 Arbea non sia possibile alcuna conciliazione (punto C. "VIEWS OF THE CONCILIATION BODY" 6.1 "the Conciliation Body does not see a possibility for reconciliation in this case". Tramite l’ennesima interrogazione abbiamo chiesto al Presidente De Filippo quale sia attualmente lo stato del contenzioso con la Commissione Europea per le inadempienze ARBEA per gli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009 e quali provvedimenti sono stati adottati o si ritiene utile adottare. Per favore, che l’assessore al ramo ci fornisca una risposta chiara e precisa e che lasci stare il Governo Nazionale, perchè la colpa è solo e soltanto lucana, aggravata anche nel suo breve ma negativo operato in Giunta regionale.

Potenza 17/10/2011
Gianni Rosa, Mario Venezia, Mariano Pici

martedì 18 ottobre 2011

Le telefonate tra Sigillito e Restaino per pattuire assunzioni ai raccomandati


Le telefonate tra Sigillito e Restaino
per pattuire assunzioni ai raccomandati
Filo diretto tra Restaino e Sigillito per i soldi degli interinali. Quel «treno» di raccomandati: così chiamavano i soldi per assumere gli “amici di”
Le telefonate tra Sigillito e Restaino 
per pattuire assunzioni ai raccomandati17/10/2011 POTENZA - Lo chiamavano «il treno», Sigillito e i suoi interlocutori. Gli investigatori del reparto operativo dei carabinieri di Potenza non ci hanno messo molto a decifrare quel codice. «Il treno è partito?». «È arrivato?». Alla fine il treno è arrivato. Eccome. Ma in stazione non si è visto nessuno, anche se i posti erano già tutti occupati.
Si tratta del milione di euro deliberato dalla Regione per prorogare i contratti a tempo determinato dei tanti raccomandati assunti grazie all’intermediazione della Tempor. Il terzo filone dell’inchiesta del pm Salvatore Colella sul bubbone Arpab ruota tutto attorno a queste delibere che si sono susseguite per almeno tre anni con le motivazioni più disparate. Alla base dell’ultima ci sarebbero state «esigenze straordinarie ed eccezionali ascrivibili a situazioni d’urgenza non fronteggiabili con il personale di servizio». Chi scrive è l’ex dg del Arpab Vincenzo Sigillito, ma non parla del disastro di San Nicola, questo sia chiaro, bensì di un’altra emergenza legata più che altro ad assicurare un “tornaconto” elettorale per l’assessore Erminio Restaino visto l’avvicinarsi delle consultazioni regionali del 2010.
Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori che messo telecamere e microspie nello studio dell’ex dg e contemporaneamente intercettavano il suo telefono cellulare: «I voti venivano garantiti da Sigillito e richiesti ai beneficiari dei posti di lavoro e ai loro familiari». Non si andava troppo per il sottile quando bisognava passare all’incasso.
Sembra che una delle occupazioni principali dei vertici dell’Agenzia regionale per l’ambiente fosse diventata alimentare il consenso per il sistema di potere che li aveva piazzati in quel posto. Quella di Fenice è l’emergenza che non ti aspetti. Quest’altra un’emergenza programmata a tavolino, che sa tanto dell’ultimo giro di danze sul transatlantico che sta affondando, con i viaggiatori che si preoccupano soltanto di estorcere i soldi alla Regione per rinnovare i contratti degli “amici di”.
Venerdì prossimo l’assessore Erminio Restaino, capo della corrente di riferimento dell’amico, nonchè altissimo funzionario a denominazione politica controllata, Vincenzo Sigillito, verrà chiamato a rispondere proprio su questi fatti. In quanto indagato per truffa e concorso esterno nell’associazione a delinquere composta dai vertici dell’Arpab vecchi e nuovi, con l’amministratore delegato dell’agenzia di lavoro interinale Tempor di Potenza Luigi Montano (un’accusa formulata in verità maniera molto originale) dovrà farsi accompagnare da un avvocato e potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Con lui lo stesso giorno dovranno comparire negli uffici della Procura della Repubblica di Potenza davanti al pm Salvatore Colella lo stesso Montano, e il braccio destro dell’ex dg, Claudio Dresda, un factotum con amicizie molto particolari. Gli investigatori lo hanno tenuto a lungo sotto controllo e hanno registrato contatti con personaggi che un tempo venivano considerati vicini al boss Renato Martorano. Poi l’hanno visto entrare nello studio del direttore con dei fogli e indicargli il nome del presunto delatore che avrebbe dato il là all’inchiesta.
Metteva ordine tra i dipendenti Claudio Dresda, assunto come collaboratore amministrativo, e se serviva informava il suo superiore di quello che i colleghi dicevano nei corridoi. Occorreva un’ambiente sereno per inventarsi un’emergenza e dimenticarsene un’altra nei cassetti. Per chi faceva il lavoro sporco era sempre pronta una degna ricompensa.

lama

lunedì 17 ottobre 2011

L'agonia del sistema Basilicata


L'agonia del sistema Basilicata
17/10/2011 

"........Lo diciamo senza tentennamenti: il sistema di potere e di occupazione della cosa pubblica di questo centrosinistra è nella sua fase terminale, e questo ci preoccupa non poco, perché significa che trascorreremo i prossimi mesi a registrare una caotica agonia, e non a occuparci di sviluppo, di sanità, di petrolio, di turismo, di cultura, di infrastrutture, di energia, di efficienza amministrativa e professionale. Il vecchio metodo della congiura del silenzio – usato in queste ore ancora una volta dal presidente De Filippo – non funziona più, perché la società civile si è evoluta (non siamo più contadini subalterni dei tempi di Colombo), e perché in questa Regione ci sono migliaia di uomini liberi che non devono niente al munifico portafoglio regionale.

Non pensasse il segretario regionale del Pd di cavarsela dando in pasto all’opinione pubblica l’ennesimo capro espiatorio (Vincenzo Sigillito), perché è un film già visto, e perché il vero tema è il clientelismo degli enti regionali o subregionali, che poi, a catena, crea asservimento e incapacità professionale (se c’è un solo non raccomandato dell’Arpab, che esca allo scoperto), e quindi negligenza (caso Fenice). Detto in altri termini: non è Sigillito in sé il problema, ma il dato di fatto che chiunque voglia far parte della classe dirigente regionale (e sono in pochi, sempre gli stessi da quindici anni, e sono pochi perché non è facile rispettare tutti i patti “segreti” che la politica ti chiede) deve rispettare precise regole non scritte, che Speranza si guarda bene dal cancellare; Speranza, anzi, del sistema clientelare condivide ogni cosa (vedi sponsorizzazione di Maroscia al San Carlo di Potenza), e ai cittadini lucani offre una stucchevole e vergognosa doppia morale: da un lato dice che bisogna alzare l’asticella della buona politica, dall’altro si è fatto furbissimo arbitro e garante di un sistema corrotto e clientelare (non basta essere giovani per essere “nuovi”).

Anziché dire di avere fiducia nella magistratura, perché Speranza non dice che il partito che lui dirige è una sorta di ufficio di collocamento (a discapito di tante professionalità “senza santi in paradiso”) per iscritti più o meno illustri? Siccome lui non può dirlo, allora lo diciamo noi: il partito-Regione è una gigantesca macchina di affari “interessati”, di prebende e di clientelismo, e questo sarebbe anche accettabile (paradossalmente) se il risultato fosse un buon Pil, una buona sanità, una buona pubblica amministrazione, un buon ruolo della Basilicata sullo scacchiere nazionale, una crescita della società civile e culturale, una spesa pubblica sobria, oculata e giusta, e invece questo non accade, perché sempre la corruzione e il clientelismo ammalano la società, e la società lucana (e non solo i suoi terreni) è gravemente ammalata, e noi tutti – intellettuali, giornalisti, amministratori onesti, semplici cittadini che vivono di lavoro – abbiamo il dovere di dirlo, di dirlo senza paura, perché parliamo solo in difesa dei “beni comuni”, del futuro della nostra terra.

Succedono cose strane, in questa Regione. Succede per esempio che fratelli, sorelle (o fratelli e sorelle insieme), cugini, autisti, ecc., siano tutti sistemati nei vari Eldoradi che si chiamano Arpab, Arbea, Asl, Acquedotto lucano, Regione, ecc. E come mai i più intelligenti e i più preparati di questa Regione sono sempre imparentati o legati a uomini politici? Ne dobbiamo dedurre che i figli di nessuno siano sempre ignoranti e impreparati? Ora, siccome tutti – da Pagliuca a Restaino, da Latronico a Folino – condividono lo stesso metodo clientelare, è ovvio che si abbia interesse ad acquietare le acque, perché “il sistema” va preservato anche a costo di calpestare la verità e la dignità di un popolo. Noi però non ci stiamo, perché vogliamo che qualcuno bonifichi la nostra terra dai veleni della politica e dai veleni delle multinazionali. E che lo faccia subito, prima che sia troppo tardi.

Si proceda perciò al commissariamento del Pd (essendo il partito il luogo di confluenza degli interessi particolari e dei governi locali, e quindi lo snodo principale del “sistema Basilicata”), e si costringa il Pd ad autorinnovarsi, per spingere la politica di governo a tagliare i ponti con un “sistema” che è entrato nella sua fase finale. Se non lo farà il Pd, lo farà autonomamente il corso progressivo degli eventi politici, perché la maggioranza dei lucani non ne può più di corruzione, di lotte per bande, di signori delle tessere, di nomine squalificanti, di manovre di palazzo, di rimestatori pagati dal pubblico danaro. Se in coscienza Roberto Speranza pensa che quella lucana sia davvero “buona politica”, o che da quando c’è lui qualcosa è migliorato, allora le sue dimissioni diventano obbligatorie e doverose. A meno che non ammetta di essere il garante di un “sistema” corrotto che premia i pochi a svantaggio dei tanti. In quel caso ne apprezzeremo la cinica onestà. Ma non ci faremo intortare da un linguaggio astratto e furbo, di chi cerca di accontentare tutte le bande affamate del partito. Ci aspettiamo parole chiare. Perché non permetteremo che la sua ambizione di diventare futuro presidente della Regione passi sulla dignità di migliaia di persone offese da un sistema squallido e corrotto che sta mettendo in pericolo addirittura la nostra sopravvivenza istituzionale. Le dimissioni di De Filippo (che volle fortemente Sigillito all’Arpab) non le chiediamo solo perché non abbiamo voglia di impantanarci nella sua furbesca bravura a scaricare responsabilità e connivenze, a cadere dalle nuvole di fronte a ogni problema (in perfetto stile andreottiano). La furbizia logora chi non ce l’ha. E noi non abbiamo tempo da perdere. "


Andrea Di Consoli

estratto da:

mercoledì 12 ottobre 2011

Basilicata e veleni


Basilicata e veleni
Sono 890
i siti contaminati

di ANTONELLA INCISO
Ci sono le industrie a rischio di incidente rilevante da un

 lato. E ci sono i siti da bonificare dall’altro. Insieme sono 
due degli aspetti più delicati delle politiche ambientali 
che toccano la regione. In Basilicata, infatti, ci sono sia
 le industrie a rischio di incidente rilevante, sia i siti da 
bonificare. Ad evidenziarlo uno degli ultimi rapporti 
dell’Istituto superiore per la protezione e sicurezza 
ambientale che analizza il rischio antropogenico. In 
particolare, secondo quanto spiega la relazione sul 
territorio lucano vi sono ben dieci industrie a rischio 
incidente rilevante. Di queste cinque sono sul territorio
 potentino e cinque in quello materano. Fra esse, poi, vi sono sicuramente quattro 
stabilimenti chimici o petrolchimici, quattro depositi di gas liquefatti, un deposito di olii 
minerali e un’azienda che rientra nella categoria altro. Insomma, dieci attività delicate che
 utilizzano sostanze tossiche o infiammabili in quantità rilevanti e che in caso di incidente, 
esplosione o diffusione nell’ambiente possono provocare gravi danni.

Ma se in questi casi quelle stesse aziende sono sottoposte a norme precise e a controlli

 periodici, è altrettanto vero che un altro degli aspetti inquietanti che emerge dal dossier
 dell’Ispra è quello legato alla presenza dei siti potenzialmente contaminati. Secondo l’Ispra 
in Basilicata sono 890 e di questi - dato ancor più preoccupante - nessuno fino ad ora è 
stato bonificato. Quali siano l’Ispra non lo dIce, ma è chiaro che essendo tanti (più della 
Puglia, del Piemonte, del Veneto, del Lazio e della Calabria) sono sicuramente sparsi 
sull’intero territorio regionale. Insomma, un quadro decisamente allarmante. Una situazione
 che richiede attenzione e soprattutto interventi in tempi brevi.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=12&IDNotizia=462003

lunedì 10 ottobre 2011

BASILICATA : LA REGIONE PIU' COLPITA DA TUMORI


LA BASILICATA E' LA REGIONE PIU' COLPITA DA TUMORI

pubblicata da Leonida Russo il giorno domenica 9 ottobre 2011 alle ore 13.37
A dirlo è l’Istituto Superiore della Sanità Questo è quanto emerge dall’indagine sviluppata da un gruppo di studiosi dell’istituto Superiore della Sanità in collaborazione con il Dipartimento della Salute della regione Basilicata e con l’ausilio dell’Istat.  
L’incidenza di malattie tumorali tra i lucani è addirittura superiore rispetto alla popolazione che vive nelle regioni settentrionali, dove a rigor di logica per via della maggiore presenza nel territorio di fabbriche e per la massiccia presenza dell’inquinamento atmosferico, dovrebbe essere di gran lunga più incisiva. 
Per non parlare del fatto che la Lucania, sempre secondo l’Istat, ha una densità di popolazione nettamente inferiore a quella delle popolatissime città del Nord.  
Allora come si spiegano questi allarmanti dati e quali potrebbero essere le cause dei tanti casi di tumori registrati nel territorio lucano? 
Per rispondere a questi drammatici quesiti sono state avviate delle indagini supplementari da parte del Dipartimento della Salute della Regione Basilicata le quali ipotizzano dei forti legami tra l’incidenza tumorale e fattori ambientali. 
La prova di questi dati è contenuta nello studio “Current cancer profiles of the italian regions” e indicata da una curva che cresce e crescerà anche in futuro, la quale rappresenta i tumori lucani relativi agli abitanti della Basilicata, da zero a 84 anni.  
Inoltre guardando con attenzione i dati contenuti nella «Relazione di attività» redatta dal Registro tumori di Basilicata, si scopre che - tra il 1997 ed il 2005 - sono stati soprattutto i maschi della Usl1 (Venosa) ad ammalarsi di leucemie e di neoplasie alla prostata, al polmone, al retto, al colon, allo stomaco. 
Mentre sono soprattutto le donne della Ausl4 (Matera), ad ammalarsi di tumori all’utero,alla mammella e all’ovaio.  
L’Ufficio regionale della Basilicata per le Politiche della prevenzione sanità pubblica, conferma che i casi tumorali in Basilicata non sono mai diminuiti e quindi in controtendenza con quanto avviene nel resto dell’Italia dove il picco delle forme tumorali è stato registrato nel lontano 1985. 
In Basilicata praticamente siamo in una situazione di perenne picco. Già, perché i numerosi ben pensanti che credono nella Lucania come oasi verde lontano dal logorio della vita moderna, si dovranno ricredere. 
In parte è anche vero, c’è tanto mare azzurro, verdi praterie e montagne tutte da mangiare con gli occhi e lo spirito.  
Ma cosa c’è a questo punto, alla luce dei dati che abbiamo raccolto, nell’acqua che beviamo, nei frutti che mangiamo direttamente dalla nostra terra, cosa respiriamo nell’aria a pieni polmoni?  
Domande alle quali si potranno avere risposte dalla recente indagine avviata dall’Ufficio regionale per le politiche della prevenzione sanità pubblica che interessano le zone ritenute a maggior pericolo: il territorio circostante l’impianto Itrec ( Enea, Zona Trisaia tra Policoro-Rotondella ); area Sud ai confini con la Calabria per la presenza di rocce con amianto.
AD OGGI LE MORTI STANNO ULTERIORMENTE AUMENTANDO... 

domenica 9 ottobre 2011

Matera: al via il processo ai manager della sanità

Al via oggi a Matera il processo ai manager della sanità Il Tribunale di Matera MATERA - Prime battute, questa mattina, presso il Tribunale di Matera, del dibattimento del processo in cui sono imputati Vito Gaudiano, direttore generale dell’Asm, e gli altri due manager della sanità lucana Giuseppe Mantagano e Rocco Maglietta. L’accusa, come già reso noto nei mesi scorsi, quando fu disposto il rinvio a giudizio dei tre, è di abuso d’ufficio che sarebbe consistito nel “forzare” le procedure per la nomina di Gaudiano alla carica attuale nonostante sussistesse un’incompatibilità, ovvero il fatto che avesse già un contratto di lavoro dipendente con l’Asm, generante un conflitto d’interessi potenzialmente dannoso per l’azienda sanitaria, come denunciato dall’ex-responsabile della Banca delle cellule staminali dell’ospedale “Madonna delle Grazie”, il medico Carlo Gaudiano. Fatti che risalgono al dicembre del 2008, quando nella notte tra il 29 e il 30 la Giunta regionale lucana assegnò il prestigioso incarico a Gaudiano nonostante fosse incompatibile. Per superare l’ostacolo, secondo l’accusa, Mantagano, che nel frattempo era stato nominato commissario dal governo regionale, trasferì Vito Gaudiano al Crob di Rionero dove nel frattempo aveva ricevuto incarico Maglietta. Gaudiano poi, qualificandosi come semplice dottore, avrebbe richiesto il trasferimento, avallato da Maglietta. Un meccanismo contorto su cui si è indagato e su cui la legge ordina un processo ma che, a quanto pare, per l’Asm non si configura come danno. L’Azienda sanitaria di Matera, che avrebbe potuto nominare un commissario ad-acta e decidere se costituirsi o meno come parte offesa, ritiene che questa situazione non abbia configurato alcun danno, nemmeno potenziale, per se stessa. 
                                                                                                              Sergio Palomba

© 2006-2011 Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno.

Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/cronaca/2011_10_05/27347.html

venerdì 7 ottobre 2011

Acqua di fogna dai rubinetti a marina di Pisticci

Hanno bevuto, si sono lavati ed hanno cucinato per mesi, utilizzando un'acqua contaminata quasi certamente da infiltrazioni fognarie.   
Sembra avere tutti i contorni di una potenziale emergenza sanitaria, il caso di tredici famiglie resident
i in contrada “Tamma” di Pisticci, a pochi metri dall'ex Club Med, nei pressi del borgo San Basilio.
Il problema, secondo quanto denunciato dai residenti, si è manifestato a fine maggio, quando hanno iniziato a notare che l'acqua del rubinetto usciva lievemente colorita tra il giallo e il marrone. Per le prime settimane il fenomeno si manifestava in maniera episodica, tanto che si era pensato a piccole infiltrazioni di terreno per eventuali riparazioni sulla condotta. In quella zona, infatti, pare che a cadenza periodica si verifichino rotture sulle condotte, evidentemente obsolete. Nel cuore dell'estate, tra luglio e agosto, l'acqua è diventata quasi inutilizzabile, acquisendo un colore marrone non proprio rassicurante. “Sembrava di avere in casa un fiume giallo - racconta preoccupato il residente Michele Santarcangelo - tanto che ci siamo subito allarmati, iniziando ad utilizzare le prime precauzioni. Non ci sono prove di un collegamento con l'acqua torbida, ma sta di fatto che alcuni componenti della mia famiglia hanno avuto problemi gastrointestinali, finché io stesso sono stato ricoverato in ospedale per l'aggravarsi di quegli stessi disturbi. Allora abbiamo iniziato a non utilizzare l'acqua delle condotte, ricorrendo ad autobotti di nostra proprietà, o a qualche pozzo di falda della zona”.   
E' trascorso anche il mese di settembre senza novità, perché l'acqua è rimasta marrone. Allora Domenico Telesca, titolare del “Centro Ippico San Basilio”, ha deciso di procedere privatamente a un'analisi dell'acqua “potabile”; ha prelevato un campione con tutti gli accorgimenti del caso e lo ha portato al vicino laboratorio analisi di Marconia, lo stesso centro accreditato dove si rivolgono i vicini villaggi turistici per certificare la salubrità del servizio.   
I risultati emersi sono sconcertanti. “A fine settembre, dunque pochi giorni fa, la carica batterica totale supera le 500 Unità coloniche formanti (Ufc) ogni 100 millilitri, a fronte di una soglia tollerabile di 20 Ufc - spiega ancora Santarcangelo - con una evidente contaminazione da streptococco e tracce vistose di ammoniaca. Dati realmente preoccupanti, tanto che lo stesso analista ci ha sconsigliato vivamente di utilizzare l'acqua del rubinetto anche solo per lavarci o lavare la biancheria”.   
Oggi i residenti sono allarmati, tanto da costituirsi in comitato e sottoscrivere una richiesta formale di intervento indirizzata, lunedì scorso, agli uffici competenti dell'Azienda sanitaria del Materano e al sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, in qualità di massima autorità sanitaria territoriale. Nel momento in cui andiamo in stampa, però, dopo cinque giorni, nessuna delle autorità preposte si è ancora mossa. “Chiediamo delle controanalisi ufficiali sull'acqua - spiega Telesca al Quotidiano- perché vogliamo capire cosa sia successo realmente e cosa rischiamo per la nostra salute”. Il caso è molto serio; tanto che avrebbe dovuto determinare, a nostro avviso, una risposta immediata da parte di chi dovrebbe tutelare la salute pubblica. Tredici famiglie sono esposte a un forte rischio. “In questa zona - ricorda Santarcangelo - c'è un'unica condotta fognaria che arriva al vicino depuratore e le vecchie tubature fognarie sono sottoposte a notevole pressione, soprattutto d'estate con i villaggi turistici in piena attività. Lo dimostrano i ripetuti guasti che hanno richiesto anche interventi molto laboriosi”.   
Resta da accertare, inoltre, se lo schema idrico piuttosto datato della contrada, sia ancora quello che prevede una sostanziale vicinanza tra l'acqua potabile e la fogna, con pericolo reale di contaminazione in caso di guasto. Tutti dati che vanno verificati con la massima tempestività, per tutelare la salute di tredici famiglie realmente esposte a un grave rischio per la salute. “Oggi chiediamo anche l'ausilio di autobotti comunali - concludono i residenti - perché non siamo sicuri di poter sopperire per molto tempo con le nostre forze”.


http://www.pisticci.com/cronaca/2809-acqua-di-fogna-dai-rubinetti-a-marina-di-pisticci
Antonio Corrado
Il Quotidiano della Basilicata


giovedì 6 ottobre 2011

SANITA' LUCANA: SI RILANCIA?


L’assessore Martorano ribatte a voci di tagli e soppressioni. C’è un progetto di riorganizzazione che consentirà di superare il blocco delle assunzioni e potenziare l’emergenza-urgenza...
"....La rassicurazione viene dall’assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano, a seguito di notizie di stampa e richieste di informazioni di Consiglieri regionali e amministratori locali che paventavano soppressioni dei servizi di guardia medica Le proposte di riorganizzazione verranno vagliate da un tavolo tecnico, insediato presso il dipartimento salute, cui parteciperanno le aziende sanitarie, Agenas ed esperti del settore e, successivamente, si procederà a un’intensa attività di consultazione popolare con un ciclo di incontri sul territorio per raccogliere altre osservazioni e illustrare i vantaggi che tale riorganizzazione potrà comportare. In particolare, si mira a rafforzare un’area strategica del sistema sanitario, ed anche di istituire qualche postazione aggiuntiva di presidio del 118........."
".........Non c’è alcun progetto di smantellamento, sia pur parziale, della rete di continuità assistenziale lucana (i medici di guardia) ma anzi un progetto di riorganizzazione che mira ridisegnare anche questo servizio sotto forma di rete, procedendo in parallelo ad un potenziamento del “118” grazie a nuove postazioni territoriali per le quali, in base a quanto previsto dalla recente legge di assestamento del Bilancio, attuando la riorganizzazione della continuità assistenziale potrebbe essere anche superato il blocco delle assunzioni........"

Commenti 


VA BENISSIMO SE SI TRATTA DI POTENZIARE I SERVIZI ESSENZIALI SUL TERRITORIO (OSPEDALI, 118, MEDICI, INFERMIERI, OSS, ETC).
VA MENO BENE SE SI TRATTA DI UN ESCAMOTAGE PER CONTINUARE AD INCREMENTARE IL SETTORE AMMINISTRATIVO (SONO GIA’ I 2/3 DEL TOTALE DEI DIPENDENTI), RICETTACOLO DI CLIENTELISMI E “FAVORI” A POLITICI E DIRIGENTI PER SISTEMARE PARENTI E “AMICHETTE”……….
Donato - 5 ottobre 2011

..e poi chiudono le postazioni esistenti perchè non hanno ne infermieri ne autisti…. e come ne aprono altre, chiudendo quali altre ?! ahahhhahahahhaha
,,, la coperta è corta….! mi spiegassero perchè san nicola di melfi è chiusa e perchè genzano di lucania non ha tutti i turni coperti…e siamo ad ottobre ! e perchè quest’estate c’erano anche 5 postazioni chiuse! ahahahhahah sono solo comici, specchietto per le allodole…..
sasà - 6 ottobre 2011

martedì 4 ottobre 2011

BASILICATA: DATI SEMPRE PIU' PREOCCUPANTI





Rapporto Svimez: dati sempre più preoccupanti per la Basilicata


E' stato presentato ieri il rapporto Svimez 2011 che fotografa il quadro attuale in cui versa il Sud Italia. Ne emerge un quadro preoccupante per tutto il Mezzogiorno e in particolare per la Basilicata.
Ecco alcuni dati:
Occupazione -2,8%
Disoccupazione +14,7%
3.500 emigrati nel 2011......

.........La ricchezza non viene equamente distribuita, ma resta appannaggio di una cerchia oligarchica sempre più ristretta che la utilizza per foraggiare e rinforzare un apparato clientelare e assistenzalista, in cui tutto è incentrato sul pubblico e le PMI vengono messe da parte e man mano costrette a chiudere le proprie attività.
In una Regione in cui i posti di lavoro dipendono direttamente o indirettamente per oltre il 70% dal pubblico o da strutture parastatali, in cui la massima ambizione di un giovane è quella di poter ottenere da un politico di turno una comoda postazione di lavoro in cambio del quieto vivere, è impossibile immaginare una inversione di tendenza se non si assume la consapevolezza che i politici che ci rappresentano son capaci di pensare solo al proprio piccolo tornaconto personale.
Sarebbe ora di iniziare a prendere coscienza dei veri problemi che ci interessano da vicino piuttosto che farci distrarre da media faziosi che distolgono l'attenzione dai problemi che affrontiamo nel nostro vissuto quotidiano.
di flavio facioni


3 commenti:



Anonimo ha detto...
Perchè meravigliarsi? Dimentichiamo forse le consulenze d'oro? Gli strani bandi e gli ancora più strani "concorsi"? Dimentichiamo una sanità prossima al collasso strutturale ed economico dove tuttavia e nonostante tutto ci si ingegna per...................................(continua)
Anonimo ha detto...
.....fanno stare apposta il popolo affamato, per creare più clientelismo, perchè se risolvessi davvero i problemi alla gente, questi non tornerebbero più da loro per elemosinare un lavoro o altro... Ecco perchè fanno corsi di formazione, lavori precari a tempo determinato e tanto altro... Devono tenere il popolo affamato, questa è la loro tattica..........(continua)
http://ottavioframmartino.blogspot.com/2011/10/rapporto-svimez-dati-sempre-piu.html