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domenica 31 luglio 2011

BASILICATA-SALTATO BONUS BENZINA..RIMANGONO I TICKET


Niente più bonus Benzina ci rimangono solo i ticket. Grazie Vito Viceconte , grazie Guido De Filippo

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Tanta fatica per niente , comprese le file interminabili e le arrabbiature per il Bonus Benzina, una misura che noi avevamo considerato una miseria , una presa in giro , oggi arriva la beffa. Il Tar del lazio , su ricorso del Veneto una delle regioni che dovevano essere inclusi come beneficiari del provvedimento del bonus , grazie a una legge di matrice Leghista , ha sospeso il provvedimento del Bonus per la Basilicata fino almeno a marzo 2012. Secondo il Tar sussisterebbe il pericolo concreto che una quota rilevante del fondo possa nel frattempo essere distribuita senza essere recuperata dal veneto nel caso avesse ragione.
Al di la della presa in giro di un Bonus ridicolo , ci chiediamo perchè i benefici del petrolio lucano devono essere distribuiti anche al veneto che non estrae Petrolio. Un vero miracolo di San Gennaro altro che Roma ladrona. Noi svenduti dai nostri politici oggi ci ritroviamo solo con l'aumento dei ticket , anzi con il raddoppio visto che la regione ha deciso non solo di farci pagare quelle sulle prestazioni e pronto soccorso ma anche sulla ricetta medica. Come dire alla Basilicata i Tumori e le malattie con il ticket , la devastazione del territorio al veneto la distribuzione degli utili. Altro che Vaffanculo ci vorrebbe altro.
(Ottavio Frammartino) http://ottavioframmartino.blogspot.com/2011/07/niente-piu-bonus-benzina-ci-rimangono.html
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giovedì 28 luglio 2011

REGIONE BASILICATA e L'ESERCITO DEI CONSULENTI


Regione, l'esercito dei consulenti
Giunta regionale, collaborazioni e incarichi nel 2010 per più di 13 milioni

28/07/2011 
POTENZA - Se è veramente ora di stringere la cinghia speriamo che il messaggio arrivi forte e chiaro anche alla nostra Regione che, in fatto di sprechi, non è così virtuosa. La seconda legislatura della giunta De Filippo è cominciata con un forte monito alla riduzione dei costi della politica. Un impegno che si è tradotto in qualche atto concreto, ma che, per essere realmente rispettato, avrebbe bisogno di interventi molto più incisivi.
Di una bella sforbiciata avrebbe bisogno a esempio l'esercito di consulenti e collaboratori reclutati a Palazzo. Un elenco infinito di nomi, con una sfilza di numeri e incarichi da far venire la pelle d'oca, è quello relativo alla giunta. A guardarlo, la tentazione immediata è quella di mettersi a contare. La domanda sorge spontanea: ma quanti sono i soldi che la Regione spende per pagare tutti questi consulenti?
Il conto è complicatissimo, perché oltre alla corposità della lista, bisogna calcolare che, per ciascuna consulenza, il costo complessivo è pari alla retribuzione mensile moltiplicata per la durata dell'incarico. Noi ci abbiamo provato, la cifra che è venuta fuori - migliaia di euro più, migliaia di euro meno - è di più di 13 milioni: a tanto ammontano le consulenze attivate nel 2010.
Va detto che non tutte terminano nell'anno di riferimento, molte vengono spalmate su più di qualche anno. Ma diciamo che, nel 2010, la Regione ha assunto un impegno di spesa per consulenti pari appunto a 13 milioni. E qui l'altra considerazione altrettanto spontanea: ma la Regione non è tra le più grandi fabbriche lucane (in termini di occupazione, s'intende)? Negli uffici della giunta regionale sono quasi 900 i lavoratori dipendenti. Immaginate quanto pesi la spesa per il personale dipendente sui bilanci dell'ente.
Per alcuni tanto personale è addirittura eccessivo. Non per i nostri dirigenti di dipartimento, costretti evidentemente a reclutare all'esterno figure professionali addette a determinate mansioni.
Va detto che il problema in verità esiste. Perché alla giunta regionale i posti vacanti sono ancora 270. Il blocco delle assunzioni impedisce di assumere nuovo personale dipendente. Ma questo ha generato un meccanismo distorto. Mancando una programmazione centrale delle risorse umane ogni dipartimento procede per conto proprio e spesso in maniera discrezionale.
A volte, rivolgendosi all'esterno anche per affidare mansioni che potrebbero essere affidate all'interno, mortificando così le professionalità dei dipendenti. I continui richiami, della Corte dei Conti, a ridurre il numero di consulenze, collaborazioni e incarichi all'interno delle pubbliche amministrazioni non sembrano sortito gli effetti sperati.
E così intorno all'elefantiaca struttura della Regione si sviluppa un indotto con dimensioni di tutto rispetto, tanto da far concorrenza ai poli industriali. Ma chi sono questi consulenti esterni e di cosa si occupano? E soprattutto chi li paga? A guardare l'elenco delle consulenze attivate nell'anno del 2010 si nota, tra le voci più ricorrenti, quelle relative al Piano operativo per il fondo europeo di sviluppo regionale, al piano operativo regionale, al piano di sviluppo rurale: insomma tutti quegli strumenti coperti da fondi europei. “Assistenza tecnica”, “Assistenza di vigilanza”, o cose di questo tipo. Per importi che vanno, per tutto il periodo di durata della convenzione, per lo più, dai 22.000 euro minimi ai 60.000. Ci sono poi i “super” consulenti con retribuzione mensile da 4.000 euro, i cui contratti durano 4 0 5 anni. Coloro che si occupano di assistenza e Po Fesr e Por sono tanti, tantissimi. Costituiscono senza ombra di dubbio la fetta più grande di quei 13 milioni di spesa complessiva. Almeno ora sappiamo meglio come viene utilizzata parte dei fondi europei.
Le risorse comunitarie sono servite a pagare anche tutte le consulenze attivate nell'ambito del progetto “Natura 2000”. Se state pensando “ma cos'è questo progetto?”, sappiate che ce lo siamo chiesti anche noi. Eppure è un'ignoranza imperdonabile visto che , solo nel 2009 le consulenze attivate sono state all'incirca 160. Per importi sicuramente non eccessivi, che in genere in media non superano i 20.000 euro, ma che moltiplicati per il numero delle convenzioni danno una somma di tutto rispetto. Sì perché per attuare questo programma finalizzato alla biodiveristà (che è questione importantissima, ma non sicuramente vitale per la Regione) è stato necessario istituire una cabina di regia, quindi reclutare i componenti, individuare esperti per la redazione delle misure di tutela e conservazione, rilevare i dati, assicurare assistenza tecnica e così via. In pratica tanti contrattini, a tempo determinato, da distribuire qua e là. La copertura della spesa, anche in questo caso, è assicurata sempre dalla risorse comunitarie.
«L'ambiente è un valore da preservare e tutelare, che può generare opportunità per il territorio lucano, favorire lo sviluppo sostenibile attraverso l'integrazione della gestione delle risorse naturali con le attività economiche e le esigenze sociali e culturali delle popolazioni che vivono al loro interno». Così l'allora l'assessore al ramo Vincenzo Santochirico presentava il progetto. E diciamo che di opportunità a qualcuno ne ha date. Speriamo almeno che “Natura 2000” - con un tale schieramento di forze - di risultati tangibili ne abbia prodotti davvero.
Del resto l'ambiente sembra essere davvero una priorità per questa regione che ha inteso attivare altre convenzione da 66.000 euro l'una per l'osservatorio regionale degli habitat naturali e le popolazioni faunistiche e venatorie. Tra le voci “simpatiche” c'è anche la consulenza specialistica per il supporto delle attività amministrative connesse alla partecipazione alla conferenza Presidenti-Stato- Regioni e conferenza unificati. Costo totale: 96.000 euro. C'è anche una collaborazione non meglio specificata: l'osservatorio Opt per beni servizi e tecnologie retribuito con 27.000 euro all'anno. E poi chi più ne ha, più ne metta. I dipartimenti individuano le necessità, proprogono gli incarichi e li sottopongono alla giunta. Per verità di cronaca va detto che almeno la pubblicità è garantita visto che tutte le collaborazioni sono consultabili sul sito della Regione. A noi non rimane che restare a guardare.


Mariateresa Labanca

martedì 26 luglio 2011

SANITA' LUCANA-LA LISTA DEGLI SPRECHI



Sanità, la lista degli sprechi
Consulenze e collaborazioni esterne per oltre 15 milioni di euro nel solo 2009 Servizi sanitari ma non solo: la spesa dalla formazione ai cappellani
 ULTIMO AGGIORNAMENTO A GIUGNO 2014:   La Regione fa un REGALO da 6 MILIONI di € per mettere in ordine
i conti della Sanità ed evitare procedura di diffida...... fonte  (http://www.lasiritide.it/art.php?articolo=9651)
26/07/2011 C’E’ un buco nella Santità lucana da 40 milioni di euro, e questo è un dato di fatto. Da una settimana hanno fatto il loro ingresso in regione i ticket su codici bianchi e diagnostica che i privati cittadini devono pagare di tasca propria, e questo ormai è quasi un elemento di rassegnazione. Ci sono poi gli sprechi, i tanti sprechi che si annidano nel sistema sanitario regionale e questo è un sicuro motivo di indignazione. Se oggi i cittadini sono chiamati a nuovi sacrifici è perché qualcuno ha abusato di quelle risorse pubbliche che, invece, dovrebbero essere destinate a garantire servizi di qualità in un settore così importante e delicato. I numeri relativi alla spesa farmaceutica parlano chiaro: l’Asp di Potenza e l’Asm di Matera hanno sforato, e di parecchio, le risorse assegnate. Ma tra gli sprechi da menzionare una grossa fetta è costituita dalla spesa per consulenze, collaborazioni e interinali. Nonostante il grosso apparato di personale dipendente che le aziende hanno già a disposizione, con relativa spesa. Forse il personale in carico sarà stato pure insufficiente a garantire l’erogazione di determinate prestazioni. Ma in questi anni chi ha controllato per evitare che l’uso non si trasformasse in abuso? A guardare i dati qualche sospetto viene. Un’occhiata al conto economico di tutte le strutture sanitarie della regione relativo al 2009 aiuta a capire bene di cosa si sta parlando: consulenze, collaborazioni e interinali sono costate complessivamente più di 15 milioni di euro. Al San Carlo di Potenza, a esempio, le sole consulenze sanitarie da privato nello stesso anno hanno superato i due milioni. All’Irccs Crob di Rionero (solo per citarne alcune) 821 mila euro sono stati spesi per prestazioni aggiuntive richieste al personale dipendente “per garantire il contenimento delle liste di attesa e le continuità delle attività della radiologia, dell’anestesia, rianimazione e radiologia”. Mentre altri 108 mila euro sono stati utilizzati per 5 collaborazioni coordinate e continuative attivate nell’ambito delle attività di ricerca. Venti borse di studio sono costate, invece, 354 mila euro. Nell’azienda sanitaria di Matera il dettaglio delle voci è ancora più esplicativo. Le collaborazioni attivate con prestazioni di lavoro in area sanitaria per il solo anno 2009 hanno avuto un costo complessivo di 1.104.940 euro. Ma chi sono i destinatari di questi incarichi esterni e per quali servizi? Capirlo non è sempre è facile. Quasi 44.000 euro sono andati, a esempio, a personale per “prestazioni di sorveglianza fisica”. Ossia a esperti esterni che dovrebbe occuparsi del controllo della sicurezza del personale esposto a rischio radiologico. Ci sono poi prestazioni che, a causa della mancanza di professionalità di alta specializzazione all’interno, vengono richieste all’esterno, presso altre aziende. Costo complessivo per lo stesso anno: 261.751,55 euro. Altri 26 mila euro sono andati per collaborazioni per servizi di prevenzione della cecità. La fetta più consistente, di ben 772.658 euro, l’Asm l’ha dovuta tirare fuori per pagare prestazioni aggiuntive al personale dipendente a causa - si legge sempre nelle specifiche del documento e la cosa sembra quasi paradossale - “dell’impossibilità di reclutare personale medico (cardiologi, radiologi, anestetisti) tale da assicurare la continuità dei servizi di emergenza/urgenza”. Peggio va se si guarda alle consulenze e collaborazioni attivate, che non hanno natura sanitaria. Tra i “beneficiari” figura pure l’Arpab. C’è anche un compenso aggiuntivo per addetti stampa anche se il responsabile della comunicazione ha un contratto da dipendente. Ancora collaborazioni e contratti interinali attivati per 180.517 euro, sempre in area non sanitaria. In una lista così non può mancare di certo la formazione. Ecco il dettaglio della spesa: 111.088 euro per attività di docenza al personale dipendente, a cui vanno aggiunti quasi 5.000 euro per una più generica “spesa per attività di docenza”, con compensi ai docenti esterni per quasi 20 mila euro. E alla cura delle anime chi ci pensa? Nessun problema. Con 38.849 euro per personale religioso anche l’assistenza spirituale è garantita.


Mariateresa Labanca

lunedì 25 luglio 2011

CONCORSI PUBBLICI LUCANI- A QUESTO PUNTO MEGLIO ABOLIRLI





Concorsi pubblici, a questo punto meglio abolirli
18/07/2011
di VINCENZO MAIDA

POLITICA e concorsi, politica e affari, politica e consulenze negli enti istituzionali e sub-istituzionali, politica e incarichi pubblici, politica e carriera nella strutture pubbliche. Non c'è quasi nulla che proceda secondo regole di effettiva trasparenza e giustizia. Da noi è un sistema trasversale in senso orizzontale e verticale a cui nessuno sfugge e nel quale siamo a vario titolo e con vari livelli di responsabilità tutti coinvolti. L'unica differenza è che c'è, secondo un vecchio adagio, “chi può e chi non può”. E chi può poco. Di tanto in tanto qualche vox clamantis in deserto punta l'indice, poi gli animi si placano, la rassegnazione che così vanno le cose nella vita prende il sopravvento e tutto ritorna come prima, spesso peggio di prima e arrivederci alla prossima puntata o meglio al prossimo imbroglio. E' quello che sta succedendo da troppo tempo nella nostra regione. Su questi argomenti ci sarebbe poco da ironizzare perché sono maledettamente seri, ma una classe politica senile nello spirito prima ancora che anagraficamente e che ha come unico obiettivo quello di perpetuarsi, neanche riesce ad immaginare l'ipotesi di un cambiamento radicale. Buttarla sul ridere e sulla presa in giro dimostra una straordinaria superficialità anche quando trova qualche motivo di sollievo nelle macroscopiche contraddizioni altrui. A tal proposito consigliamo, se proprio pizza deve essere, di andarla a consumare in un nuovo locale di Matera rigorosamente con forno a legna e con mozzarella di bufala, che ha come amministratore un noto uomo politico momentaneamente in sonno. Chi c'è stato assicura che è tra le migliori prodotte in regione. E' inutile sperare in un'autoriforma in senso etico della politica, servono regole condivise e che non lascino margine al potere discrezionale. Lo sanno anche le pietre che nella nostra regione non vi è nulla o quasi nella pubblica amministrazione che non sia in qualche modo manipolato, guidato, preparato. Basterebbe ad esempio istituire una commissione d'inchiesta per andare a monitorare i nomi dei vincitori dei concorsi pubblici in Basilicata e i cognomi parlerebbero da soli. Le mani della politica arrivano anche in quel poco di imprenditoria privata che esiste: dalle imprese di pulizia, ai servizi esternalizzati negli enti istituzionali e sub-istituzionali, per non parlare anche degli insediamenti privati in Val Basento o dei consorzi di bonifica. Senza la segnalazione giusta non si va nessuna parte. E' un sistema perché coinvolge tutti, anche i cittadini che fanno la fila per chiedere la segnalazione. Son cose che sappiamo tutti, anche quelli che fanno finta di cadere dalle nuvole. E' un vecchio sistema che la Democrazia Cristiana in Basilicata applicava in maniera professionale e, va riconosciuto, spesso senza paraocchi e senza chiedere la tessera di partito come prerequisito, creando una rete clientelare diffusa e finalizzata all' acquisizione del consenso, non a caso aveva maggioranze bulgare, mentre i comunisti erano e continuano ad essere più settari. Dal '95 le due pseudo culture si sono saldate, ma se anche gli equilibri dovessero modificarsi le cose sotto tale aspetto siamo certi che non cambierebbero. Un primo passo in avanti sarebbe quello di abolire i concorsi pubblici, tanto servono solo a consumare soldi per le commissioni lautamente retribuite e spesso composte da persone “affidabili” per consentire al politico di turno di sistemare qualcuno. Meglio sarebbe la selezione per soli titoli, con questo sistema i margini di manovra, per quanto sempre possibili, sarebbero più ridotti ed il gioco più scoperto. Servirebbe una piccola modifica costituzionale, ma tutti si guardano bene dal proporla. Quanto agli affari su di una cosa concordiamo: chi sa e se sa parli. 

mercoledì 20 luglio 2011

Ticket sanitari, partita anche la Basilicata


Ticket sanitari, partita anche la Basilicata

Ieri è cominciata anche in Basilicata l’era dei ticket sanitari. Come avevamo preannunciato alcuni giorni fa – leggi QUI l’analisi del 14 luglio scorso – adesso si pagano 10 euro per la specialistica e 25 per i “codici bianchi” al pronto soccorso. La decisione della Basilicata – che era l’unica regione in Italia a non far pagare i 25 euro – viene dopo l’approvazione della manovra finanziaria, che ha drasticamente tagliato i fondi della sanità pubblica.
Dice l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Attilio Martorano: ““La difficoltà economico finanziaria che sta attraversando l’Italia è nota a tutti al punto che la manovra è stata accompagnata anche da un atteggiamento responsabile dell’opposizione a livello nazionale, ma le Regioni in tutto questo corrono il rischio di fare la fine di Masaniello: lo Stato formalmente gli dà potere di scelta, ma in pratica delega loro solamente di fare delle scelte impopolari quanto inevitabili”.
Sulla questione, ha diffuso una nota l’ente con cui il dipartimento Sanità fornisce una serie di chiarimenti a seguito di “equivoci che si sono riscontrati nelle ultime ore”. Lo pubblichiamo per aiutare i lettori.

(dal web)

“Innanzitutto va detto che il ticket a carico dei pazienti che ricorrono ai Pronto Soccorso per prestazioni classificate come livello di urgenza “codice bianco” non era in vigore in nessuna delle Aziende sanitarie lucane. Ciò che si pagava, invece, era la prestazione ambulatoriale eseguita presso pronto soccorso. Se, ad esempio, un paziente che doveva cambiare una medicazione o effettuare una radiografia di controllo su gesso si rivolgeva al pronto soccorso invece che al medico curante o all’ambulatorio della Asl, oltre a dover dare la precedenza a tutti i casi di urgenza, alla fine doveva anche pagare il ticket relativo alla prestazione sanitaria, esattamente come se si fosse recato all’ambulatorio della Asl.
Da oggi, invece, viene attuato il provvedimento nazionale che impone i ticket sulle prestazioni di Pronto Soccorso classificate come “codice bianco” e sulla specialistica. In proposito, è bene precisare che il provvedimento nazionale non richiedeva nessun atto di recepimento a livello regionale ma, al contrario, nel caso in cui si fosse voluto non applicare la nuova previsione era necessario adottare un atto che, tra l’altro, indicasse la copertura finanziaria del mancato introito.
In proposito va anche detto che la manovra nazionale nel suo complesso ridurrà ulteriormente le risorse della Sanità.
La Basilicata avrà una riduzione alla propria quota di Fondo Sanitario pari a 3 milioni 776mila euro, mentre con i ticket si stima sia possibile recuperare 2 milioni e 325mila euro, con una perdita di quasi 1,5 milioni per le casse regionali. Una somma, questa, che si aggiunge alle altre da recuperare per portare i conti della Sanità lucana in equilibrio. Un eventuale crisi dei conti della sanità non solo indebolirebbe ulteriormente il già difficile bilancio regionale, ma metterebbe a rischio la tenuta dell’intero sistema sanitario, con conseguenze sia economiche che assistenziali ben più dolorose di quelle proposte dal Governo Regionale.
A tal fine, la manovra di assestamento di bilancio 2011 predisposta dalla Giunta e presentata al Consiglio, prevede una serie di misure volte a recuperare risorse per circa 25 milioni di euro. In questo ambito andrà correttamente valutato anche l’impatto dei ticket ora introdotti per decisione del Governo, nella consapevolezza che il sistema dovrà trovare nel complesso un suo bilanciamento economico.
articolo de IL GIORNALE LUCANO
http://giornalelucano.com/2011/07/19/ticket-sanitari-partita-anche-la-basilicata/comment-page-1/#comment-2356

martedì 19 luglio 2011

REGIONE e TRASPARENZA -Assunzione 10 interinali- no selezione pubblica


ACRUna mozione sui “rapporti di lavoro a tempo determinato in somministrazione” e una interrogazione su “10 assunzioni interinali Tempor Spa presso il dipartimento Formazione della Regione Basilicata” saranno presentate dal Gruppo del Popolo della Libertà. Ad annunciarlo questa mattina, durante una conferenza stampa, i consiglieri Gianni Rosa, Nicola Pagliuca, Mario Venezia, Mariano Pici, Franco Mattia e Michele Napoli.

Nell’illustrare i due documenti il consigliere Rosa ha sottolineato "l’importanza di metodi e procedure trasparenti in materia di occupazione", ha parlato di "provvedimenti che rientrano in un ambito di ampia discrezionalità della PA e della struttura burocratica da ritenersi, oggi più che mai, ‘fuori luogo’" e ha criticato "l’eccessivo ricorso in Regione alle collaborazioni esterne (co.co.co. e lavoratori interinali) sempre motivate dalla necessità di far fronte alla mancanza di organico nei Dipartimenti, nonostante il rapporto dipendenti regionali/popolazione residente in Basilicata sia di circa 1 ogni 500 abitanti”. Con la mozione il Pdl impegna la Giunta regionale “a non fare ricorso alla forma di lavoro in somministrazione, seppur previsto dalla normativa nazionale, quale mezzo di assunzione temporanea nell’Ente Regione Basilicata e negli enti sub-regionali e a vincolare le future collaborazioni esterne a tempo determinato in Regione e negli enti sub-regionali solo ed esclusivamente previa selezione pubblica per titoli ed esami”. Con l’interrogazione, in particolare, si fa riferimento a dieci assunzioni a tempo determinato (figure professionali di categoria C) avvenute presso il dipartimento Formazione. I firmatari interrogano il presidente della Giunta al fine di sapere “le motivazioni amministrative/politiche/giuridiche che sono alla base della scelta di avvalersi di collaboratori con contratto interinale e il motivo di una mancata selezione pubblica; le ragioni politiche e/o amministrative per la palese incoerenza tra la determinazione dirigenziale (n.182 del 7/3/2011) che richiedeva personale con provata esperienza pluriennale in attività concernenti i programmi Po Fse e la successiva richiesta di unità lavorative con semplice conoscenze informatiche per lavori di inserimento ed elaborazione dati”. I consiglieri chiedono, altresì, di conoscere, nello specifico, per i 10 lavoratori interinali “le generalità anagrafiche, la tipologia di contratto, il trattamento economico, l’ufficio ove svolgono l’attività e la funzione, il curriculum vitae, le precedenti esperienze lavorative nel settore dei programmi europei e la data di iscrizione presso la Tempor Spa”. Gli esponenti del Pdl chiedono, infine, se “Angela Lombardi e Antonio Vitucci (due dei 10 lavoratori con contratto in somministrazione interinale) siano, la prima, parlamentare dello Stato italiano e il secondo già assessore alla Provincia di Potenza; se si ritiene opportuno interrompere anticipatamente i rapporti di lavoro instaurati e quali provvedimenti si intendono adottare rispetto alla conclamata carenza di organico presente in Regione”.

Pagliuca nel suo intervento ha sottolineato il lavoro minuzioso compiuto dal Pdl per mettere in evidenza “le contraddizioni presenti in alcune forze politiche, vedi l’Idv, che fanno battaglie moralizzatrici e che poi cadono nella trappola dei vecchi metodi della politica”. Pici ha dichiarato che spesso “si opera diversamente da come si predica e che a volte il ricorso ad agenzie interinali è un modo per condizionare la scelta di giovani da occupare”. Venezia ha affermato che “si continua ad operare contra legem, mettendo in pratica atti di furberia al fine di evitare il ricorso a procedure concorsuali”. “La politica adotti strumenti di trasparenza per ogni azione amministrativa”, è quanto ha affermato Mattia il quale ha ribadito la necessità di “continuare sulla strada della moralizzazione della politica al fine di dare certezza al popolo lucano”. Infine, è intervenuto il consigliere Napoli il quale ha fatto riferimento ai “tanti giovani che perdono la fiducia nelle istituzioni e che abbandonano la propria regione”. “Spesso - ha concluso Napoli – si parla di inciuci tra opposizione e centrosinistra. Siamo qui, invece, per ribadire che non ci sottraiamo al ruolo dell’opposizione e per rivolgere al Governo lucano l’invito a cambiare rotta”.  Fonte Consiglio Informa
http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=299124&value=consiglioInforma