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mercoledì 6 giugno 2012

ASM: I VERTICI SI AUMENTANO GLI STIPENDI MA TAGLIANO LA NAVETTA PER GLI ONCOLOGICI


I vertici Asm non sentono la crisi
I vertici dell'Asm si sono aumentati i compensi per un totale di 18.483 euro in più all’anno
06/06/2012 Un aumento lordo di 18.483,50 su base annua. E' la cifra che viene fuori sommando il contenuto degli aumenti previsti per i vertici apicali della Asm. La cifra, al lordo, è quella che dovrà essere pagata in più dall'azienda sanitaria del materano secondo quanto previsto in una determina, la 1268, della stessa Asm datata 23 maggio 2012 che tratta della “rideterminazione dei compensi di direttore generale, direttore sanitario ed amministrativo e collegio sindacale”. Un provvedimento rigoroso nel rispetto e nell'applicazione della norma e rideterminazione dei compensi in base all'aggiornamento annuale dei prezzi Istat al consumo che nel 2010 è dell'1,6 per cento ed ai contratti della dirigenza medica.
Nella determina vengono aumentati i compensi non solo del direttore generale, sanitario e amministrativo ma anche del presidente e degli altri quattro componenti del collegio sindacale. L’effetto è retroattivo a far data dal 1 gennaio 2012 per cui i conti sui costi all’Asm su base annua sono molto più semplici. Nello specifico lo stipendio del direttore generale passa, su base annua da 149.121,48 a 155.045,65 euro con un aumento di poco meno di seimila euro. Quelli del direttore amministrativo e del direttore sanitario passano, sempre su base annua, da 119.297,16 a 124.036,52 con un aumento di poco inferiore ai cinquemila euro annui lordi. Così come a 14.884,38 viene fissato lo stipendio annuo del presidente del collegio sindacale con un aumento di poco più di 700 euro e a 12.403,65 viene fissato quello degli altri componenti del collegio con un aumento di poco meno di 600 euro.
Alla base del provvedimento nello specifico vi è la legge regionale del 4 febbraio 2003 che spiega chiaramente come “il trattamento economico da attribuire al direttore generale delle aziende sanitarie, non può eccedere il 90 per cento del compenso massimo previsto salve le rivalutazioni da effettuarsi in base all'incremento percentuale delle retribuzioni riconosciute alla sottoscrizione del nuovo contratto collettivo di lavoro della dirigenza medica e veterinaria e comunque all'aggiornamento annuale in misura pari alla variazione Istat dei prezzi al consumo rilevato nei dodici mesi precedenti”.
Sin qui il fatto che siamo riusciti a verificare non tanto attraverso il sito dell'Asm (la determina viene riportata ma non è accessibile se non attraverso una parola chiave così come succede per molti altri provvedimenti) ma attraverso una puntuale verifica del provvedimento emanato dalla stessa azienda. Naturali ne conseguono a questo punto alcune valutazioni. Innanzitutto di ordine generale e che possono sembrare banali e scontate ma che, in casi come questi, sorgono spontanee. Evidentemente la crisi generale non colpisce tutti quanti ed altrettanto evidentemente anche i tagli alla sanità non riguardano tutti quanti ma solo alcuni. E' una questione di priorità e di opinioni, la priorità può essere il taglio dei servizi di vigilanza in via Firenze, il taglio di una navetta che porta i malati al Crob di Rionero oppure la rinuncia ad un adeguamento, previsto e sacrosanto, per dirigenti di un'azienda sanitaria che viaggiano sopra i 100.000 euro annui se proprio vogliamo mantenerci bassi. Noi le idee sulle priorità ce le abbiamo ben chiare ed a quanto pare anche l'azienda sanitaria del Materano, purtroppo però sul concetto di priorità non ci si trova d'accordo. Ma a questo ragionamento se ne aggiunge un altro altrettanto semplice ed è quello della credibilità di una classe politica e manageriale che in un momento di oggettiva crisi generale (per quasi tutti) deve chiedere uno sforzo ed un sacrificio ai cittadini ma per farlo deve essere affidabile, credibile, deve dare il buon esempio. Perché un qualsiasi infermiere o impiegato amministrativo (facciamo l'esempio più semplice che ci viene in mente) dovrebbe sacrificarsi cambiando magari sede di lavoro da Tinchi a Policoro, da Stigliano a Matera se chi glielo chiede si aumenta il proprio già lauto compenso? Come si vede la questione non è di voler fare i conti in tasca a nessuno ma di voler chiedere credibilità nelle scelte e nelle politiche che si vogliono svolgere. Su questo ovviamente non può mancare il richiamo e la responsabilità diretta di una politica che ha certamente scelto gran parte di questi manager per svolgere il proprio compito. E' così che l'assessore Martorano o il presidente De Filippo vogliono portare avanti una politica di tagli e di razionalizzazione della spesa sanitaria evitando che ogni scelta diventi un focolaio su cui impantanare i tentativi di riforma? Sono queste le domande a cui attendiamo, e stavolta dovranno essercene, risposte da cittadini e da osservatori. Altra cosa sarebbe invece esserci sbagliati: la crisi non esiste ma è solo nella nostra mente, la gente va avanti senza problemi, il buco da 40
milioni   di cui 24 solo per la Asm sono una nostra fantasia ed i tagli a vigilanza e trasporti (probabilmente i primi di una lunga serie) non esistono. Se così è, se ci siamo sbagliati ed allora chiediamo scusa. 
Abbiamo i migliori manager che ci sono e che si meritano un aumento anche se così misero. Purtroppo così non è anche se pare concreto il rischio che qualcuno confonda la realtà con la fantasia.

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