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mercoledì 15 gennaio 2014

Asl 3: COMPRA 21 ECOTOMOGRAFI E NON LI UTILIZZA

Le indagini della Finanza: "Imballati e in alcuni casi addirittura scomparsi"

di Eli Galgano

L'ex Asl 3 compra 21 ecotomografi ma non li utilizza
Un caso di malasanità e spreco di soldi pubblici quello segnalato dai finanzieri della Compagnia di Lauria nell'ambito di un’attività di polizia economico-finanziaria volta a verificare inefficienze e sprechi di denaro pubblico nella spesa sanitaria.

I FATTI. I militari della Finanza hanno scoperto che l'ex Asl3 di Lagonegro aveva acquistato 21 ecotomografi digitali portatili, destinati ad essere utilizzati nelle ambulanze e negli elicotteri del servizio 118, per interventi ecografici d’urgenza, poi dislocati presso i nosocomi ed i punti 118 dell’intera Regione Basilicata. Si tratta di attrezzature del costo medio di 18mila euro euro l'uno. Per un totale, dunque di 378mila euro. Apparecchi che, nella maggior parte dei casi, non sono stati mai utilizzati. I controlli dei militari di Lauria, coadiuvati dai finanzieri di Potenza, Matera, Policoro, Rionero in Vulture, Viggiano e Metaponto, hanno riguardato ospedali, punti territoriali di Soccorso e Poliambulatori per verificare l’effettiva disponibilità degli ecotomografi presso le strutture assegnatarie e constatarne il reale ed effettivo utilizzo.
APPARECCHI MAI UTILIZZATI, SCOMPARSI E OPERATORI CHE NON SAPEVANO UTILIZZARLI. Le indagini, espletate sia attraverso quesiti rivolti agli operatori interessati che attraverso l’esame diretto degli apparati, hanno portato alla luce diverse anomalie. E' risultato infatti che in due strutture sanitarie non si sapeva dell'esistenza degli ecotomografi. In un caso, alla richiesta, da parte dei militari, di visionare specificamente l’apparecchio in questione, ne è stato mostrato uno totalmente differente. In un altro caso sono stati necessari 15 giorni per rinvenire l’apparecchio, inutilizzato e abbandonato in un ufficio amministrativo; in altre 14 strutture sanitarie regionali è stata accertata la mancata utilizzazione dell'apparecchio, accertata dagli investigatori, attraverso la quantificazione dello spazio di memoria digitale occupato e l’elenco numerico dei pazienti beneficiari di prestazione, rilevabili analizzando il software interno delle macchine. Nella maggior parte dei casi, i finanzieri hanno rinvenuto le attrezzature ancora imballate. I finanzieri hanno poi constatato che gli operatori sanitari che avrebbero dovuto usare gli ecotomografi non sapevano come utilizzarli, ed inoltre è risultato che numerosi operatori sanitari che avevano la disponibilità degli apparecchi non avevano frequentato alcun corso di formazione per l'utilizzo degli stessi. Ed ancora sui mezzi di soccorso gli ecotomografi non solo non venivano utilizzati ma non avevano uno spazio dove essere collocati in sicurezza. Accertata la mancata utilizzazione di 14 apparecchi, è stato appurato, altresì, che i rimanenti 7 ecotomografi sono stati adoperati solo sporadicamente dal personale medico. Nel caso dell’Ospedale di Lagonegro, ad esempio, l’ecotomografo destinato al pronto soccorso, è stato “recuperato” per finalità diagnostiche programmate dai reparti di degenza, in ausilio alla strumentazione già esistente.
SANITA', APPALTI E DANNO ERARIALE. Dagli accertamenti eseguiti, è inoltre risultato che la ditta fornitrice, oltre a quelli destinati a strutture della Regione Basilicata, ha ceduto, negli ultimi anni, solo 9 esemplari ad altre strutture sanitarie dislocate sull’intero territorio nazionale. All’esito delle indagini, il danno erariale segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti, conseguente alla gestione delle attrezzature inutilizzate, è risultato ammontare a circa 300mila euro. 

lunedì 9 dicembre 2013

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO ...Ovvero il Sistema Basilicata


[Comunicato stampa: si opera sempre allo stesso modo, il sistema basilicata non cambia]

Esempio lampante di cosa intenda continuare a fare il Sistema Basilicata è il bando pubblico “Sostegno alle imprese per lo sviluppo delle micro-filiere multicomparto” indetto dal Gal la Cittadella del Sapere nell'ambito dei fondi Feasr. Il bando è destinato alle imprese dell'area Lagonegrese, Alto Sinni, Pollino. Si tratta di iniziative di sostegno a favore degli imprenditori agricoli professionali in grado di accrescere la competitività delle produzioni agro-industriali locali attraverso la promozione, implementazione e messa a regime delle micro-filiere produttive multi-comparto che costituiscono la base economica del sistema produttivo locale. Fin qui nulla quaestio. I dubbi sorgono immediatamente dopo aver letto il termine entro il quale devono essere presentate le domande. E cioè il 17 dicembre prossimo. Il bando è stato pubblicato solo il 1 dicembre scorso. Poiché gli adempimenti e i requisiti per poter partecipare al bando sono molteplici, tra cui la redazione di progetti specifici e dettagliati, e poiché è impossibile redarre tali progetti e approntare tutti gli altri atti/requisiti richiesti in 15 giorni sorge spontaneo il dubbio che siamo di fronte a un bando “sartoriale” cioè tagliato e cucito ad hoc per chi i progetti li ha già belli e pronti. Altrimenti ci spieghi il presidente del Gal, Nicola Timpone, tra l'altro responsabile del procedimento, come si può in così poco tempo approntare tutta la documentazione per poter avere i requisiti richiesti dal bando. La nostra impressione che siamo di fronte si ad una misura di sostegno, ma per i soliti noti appartenenti alle solite filiere del centrosinistra lucano.

Gianni Rosa
Potenza 9/12/2013

venerdì 6 dicembre 2013

San Benedetto, impianto di Viggianello... Vietato sapere?


A settembre è stato sottoscritto un accordo tra Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. e  Regione Basilicata per la realizzazione a Viggianello di un impianto di imbottigliamento dell'acqua minerale della sorgente Mercure, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino.  
L'investimento iniziale sara' di 12 milioni e 391 mila euro di cui 3 milioni e 391 mila euro finanziati dalla Regione Basilicata e, nella fase iniziale, saranno impiegate 15 unita' lavorative.  Apertura del cantiere  ottobre 2013,  start up produttivo a settembre 2014.
E questo è tutto quanto è dato sapere! Per il resto silenzio totale....
Soprattutto in tema di assunzioni....  Nessuna informazione dalla società... La tipologia delle assunzioni? Mistero! I profili richiesti? Boh! Insomma ogni informazione utile all'ipotetico giovane disoccupato medio lucano viene negata! Ogni tentativo di contatto informativo -documentabile- frustrato, dirottato e poi ignorato...! Ci si domanda come mai, perchè... e le risposte che, spontanee, vengono alla mente sono tutt'altro che rassicuranti. Sanno di vecchio... di  preoccupante dejà vù.
Qualcuno obietterà che , in fondo in fondo, è un comportamento legittimo, trattandosi di azienda privata. Probabilmente si! ...se non fosse per quei tre milioni e passa di denaro pubblico incassato che impongono un minimo di rendicontazione e di trasparenza!
PERCHE' IN FONDO, PARLANDO DI ACQUA MINERALE, LA TRASPARENZA DOVREBBE ESSERE TUTTO....!

giovedì 24 ottobre 2013

30 AUTISTI D'AMBULANZA - MOLTI AMMESSI "SENZA I REQUISITI DEL BANDO" - TAR ANNULLA CONCORSO ASP







Sta diventando una preoccupante consuetudine quella di sbagliare -"calibrare" o "interpretare" male - i Bandi di concorso.
Questa volta si tratta del  "concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di n. 30 posti di operatore tecnico specializzato - autista di autoambulanza (servizio 118) - cat. BS " (delib. Direttore Generale n. 611 del 10.06.2010). Orbene sembrerebbe che l’amministrazione abbia ammesso concorrenti privi del prescritto requisito dell’esperienza maturata come autista di ambulanza e escluso i ricorrenti, in possesso del requisito prescritto. Pare anche che alcuni tra i vincitori privi del "requisito" siano già stati assunti ed "operativi"....
E'intervenuto il TAR annullando il concorso con sentenza del 22/10/2013 (ricorso numero di registro generale 371 del 2012).
Al di la di ogni altra considerazione di carattere generale, viene da chiedersi quali siano le responsabilità dirigenziali di questo ripetersi di situazioni anomale (ricordiamo la bocciatura TAR di un altro precedente concorso per Amministrativi) e in quale spreco di risorse, energie, ritardi e disagi si traducano tali "disattenzioni". Perchè una cosa è certa: poco più di un terzo dei vincitori erano stati, nel frattempo, già assunti - alcuni con, altri senza i "requisiti. Poi c'è la questione dei "riservisti" vincitori -  fortunati con pregressi contratti a termine di 36 mesi contro gli 8 mesi della media.
Insomma, una gran bella grana per L'ASP.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Potenza/Sezione%201/2012/201200371/Provvedimenti/201300631_01.XML

http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2012/03/sospeso-concorso-asp-per-ordinanza-tar.html

http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2012/03/concorso-autisti-asp-bloccato-dal-2010.html

lunedì 23 settembre 2013

AREE PROGRAMMA.... CHI CI CAPISCE E' BRAVO!



A poco meno di tre anni dall'istituzione delle Aree Programma, continua il mistero circa il ruolo che dovrebbero avere: ricordiamo, a beneficio dei più, che inglobano le disciolte Comunità montane con lo scopo di “agevolare e favorire il concorso delle Amministrazioni locali nella impostazione e nella attuazione delle politiche pubbliche”. Come dire tutto e niente...aria fritta! Sta di fatto che, ad oggi, un gran quantità di dipendenti dalle qualifiche e professionalità più disparate se ne sta parcheggiata nelle vecchie sedi di C. M. a fare le parole crociate.
Tuttavia, periodicamente, tanto per fare qualcosa, si provvede al conferimento degli Incarichi di Responsabilità degli Uffici dell'Area Programma (ultimo quello dell'A.P. del Lagonegrese Pollino-prot. 2406 da parte del Sindaco del Comune Capofila) con una girandola di spostamenti, attribuzioni, soppressioni. Responsabilità di Area a laureati e non; titolati laureati “retrocessi” , Dirigenti di provata professionalità “solo” responsabili di Area...

Mirabile esercizio di “layout” organizzativo di cui però, sfugge il metodo. Non si capisce, cioè, se si tratta di attribuzioni fatte su base meritocratica, politica, geografica o altro. Se fatte in maniera “autocratica” o di concerto con il Presidente; se con le rappresentanze sindacali, la Regione o i sette nani....
Non Si Capisce proprio....


http://www.aplagonegresepollino.it/

mercoledì 18 settembre 2013

AQL: AGGIUNGI UN “POSTO” A TAVOLA...

ASSUNZIONI “SOSPETTE” AD ACQUEDOTTO LUCANO

Acquedotto lucano (foto TRM)Acquedotto lucano (foto TRM)



Una decina quelle che, dal 2008 in poi, sarebbero state effettuate senza le procedure previste dalla legge n. 133 del 2008. Aperta un’inchiesta. Dirigenti della public utility regionale saranno ascoltati dai magistrati.
di ANTONIO GRASSO
BASILICATAAssunzione “sospette” ad Acquedotto Lucano. Una decina quelle su cui la magistratura vuole vederci chiaro. Perché sarebbero state effettuate senza le procedure espressamente previste dalla Legge n.133 del 2008 (che dispone, tra l'altro, la necessità di “procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e servizi e per l’assunzione di personale” ndr). Si tratterebbe (il condizionale è d’obbligo) di contratti “di favore” destinati a “parenti ed amici” di uomini politici, amministratori locali e dirigenti di Aql (società per azioni operativa dal 1 gennaio 2003). Per questo, nei prossimi giorni, due dirigenti della public utility lucana (il cui capitale azionario appartiene ai 119 Comuni soci - nella misura di un euro per ciascun abitante - e alla Regione Basilicata, che detiene il 49 per  cento dello stesso capitale) saranno ascoltati dai magistrati della Procura della Repubblica di Potenza nell’ambito di un’inchiesta (condotta dal pm Francesco Basentini) sulle assunzioni fatte dal 2008 in poi nell’azienda che gestisce – in applicazione della Legge Galli - il servizio idrico integrato (dal prelievo alle sorgenti, al trasporto attraverso gli acquedotti e la rete idrica, dalla distribuzione nelle abitazioni fino alla depurazione negli impianti di trattamento) in Basilicata. Al momento non ci sono indagati. Altro non è dato sapere.
http://www.sassiland.com/notizie_matera/notizia.asp?id=25270&t=assunzioni_sospette_ad_acquedotto_lucano


http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2012/01/concorso-pubblico-pd-raccomandati-2.html

venerdì 14 giugno 2013

TUBO RADIOATTIVO, FRAGOLE E MARE


Da anni un tubo scarica liquami radioattivi in mare, nel territorio di Rotondella, attraversando frutteti. Tutto è stato tenuto nascosto, segreto. Ancora adesso, che la notizia è diventata di pubblico dominio, grazie a una video-inchiesta di Ulderico Pesce, si continua a fare finta di niente, palleggiandosi le responsabilità. Ulteriore, singolare notizia: i controlli li fa la Sogin.... che è anche la società che scarica a mare i liquami!

Il video:
http://www.uldericopesce.it/index.php?option=com_jvideo&view=watch&id=9&Itemid=45

giovedì 25 aprile 2013

IL VENTO STA CAMBIANDO ANCHE IN BASILICATA

La bomba prima o poi doveva scoppiare! Vicende squallide che, se confermate (esiste la presunzione d'innocenza), ci rimandano un sistema marcio ma dilettantistico, da ladri di polli.... scontrini ritoccati, raccolti a terra, pneumatici, vacanze con amanti....
Al momento sembrano non interessati SOLO 10 consiglieri, un terzo! Probabile che ci saranno altri sviluppi, altre "chicche". Noi aspettiamo curiosi. Ed impazienti!





TRUFFA SUI RIMBORSI
Tutti gli indagati dell'inchiesta che ha fatto crollare la Regione
Iscritti dai pm altri 21 nomi

Solo in dieci consiglieri si salvano dalle accuse dei pm di Potenza, il governatore. De Filippo nei guai per le fatture dell'acquisto di francobolli e per il capo del parlamentino lucano Santochirico giornali "doppi"
di LEO AMATO
POTENZA - Ha deciso di nominare una nuova giunta per gestire gli affari correnti e poi di fare un passo indietro sciogliendo il parlamentino lucano. Senza i toni di una Polverini, per non «anticipare giudizi», ma prendendo di fatto le distanze da tutto quanto emerso che «deturpa l'immagine della Basilicata». Ieri sera il presidente Vito De Filippo si è dimesso, prima che le notizie dell'operazione di carabinieri, finanza e polizia scattata in mattinata finissero sui giornali. E con queste le accuse nei suoi confronti.
C'è anche quello del governatore rieletto tra i nomi dei 37 indagati dell'inchiesta sui rimborsi per le attività dei gruppi e le spese di segreteria e rappresentanza dei consiglieri regionali. Tanto tuonò che piovve dalle parti di via Verrastro, ma già si annunciano "ulteriori precipitazioni" nei prossimi giorni se partiranno gli avvisi di garanzia con le contestazioni  per altri 21 tra i membri dell'attuale e della scorsa legislatura, oltre ai 16 che sono stati raggiunti ieri mattina dall'ordinanza di misure cautelari personali e reali firmata dal gip Luigi Spina.
Tra questi ultimi ci sono due assessori -ormai ex assessori - finiti agli arresti domiciliari, Vincenzo Viti del Pd e Rosa Mastrosimone dell'Idv, assieme capogruppo dell'eterna opposizione del Pdl Nicola Pagliuca. L'Udc Agatino Mancusi si era dimesso quattro mesi fa per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa da vicepresidente di una giunta sostenuta da tutto l'arco del centrosinistra inclusi i vendoliani, e da semplice consigliere si è visto recapitare l'obbligo di dimora fuori dal capoluogo. Con lui ci sono altri 6 colleghi divisi alla pari tra maggioranza e minoranza, più un ex, candidato alle scorse politiche, che detiene ancora il record della media giornaliera di benzina rimborsata. Una roba da camionista robot, tanti sono i chilometri che avrebbe potuto percorrere con quel carburante (per lui l'obbligo è di dimorare nel paese di residenza). E per tutti più altri cinque è scattato anche il sequestro sui conti corrente di 170mila euro complessivi: a chi 5mila e a chi 26mila, come allo stakanovista del volante.
Ma anche gli altri della vecchia e della nuova giunta "ponte" per le elezioni che già si annunciano a settembre non se la passano molto meglio. L'assessore alla sanità Attilio Martorano? L'uomo che gestisce il budget più ricco tra quelli dei dipartimenti della Regione Basilicata, rimpinguato spesso e volentieri di royalties del petrolio? Anche lui sembra aver commesso qualche leggerezza, tipo aver pagato con i soldi pubblici i pranzi per il compleanno della signora. Idem per il nuovo assessore all'ambiente Enrico Mazzeo e il nuovo assessore alla formazione Roberto Falotico, che sarebbe riuscito a mangiare due volte, lo stesso giorno, nello stesso ristorante: prima come consigliere e poi come capogruppo-monogruppo di "Per la Basilicata". E senza mettere un filo di pancia!
Il vecchio ufficio del neo assessore all'Agricoltura Nicola Benedetto sembra essere infestato da un portaborse "fantasma", di quelli che costano una cosa sulla carta ma in realtà guadagnano ben altro. E l'assessore alle infrastrutture Luca Braia, ex capogruppo del Pd in consiglio? Provate a chiederlo a Ravello dove ad agosto si è fatto vivo con la moglie, la cognata senatrice col suo accompagnatore, l'altra cognata con moglie e nipoti, l'assessore alla cultura del Comune di Matera e consorte. La cena per tutti sotto il pergolato di glicini di uno dei ristoranti più belli e prestigiosi dev'essersi confusa tra le spese del Consiglio.
Infine l'assessore alle attività produttive, Marcello Pittella, appena nominato vicepresidente. A lui viene addebitato di aver portato in giustificazione del rimborso (anticipato) per "l'esercizio del mandato senza vincolo di mandato" lo scontrino di un ristorante "pezzottato" con l'aggiunta di una cifra davanti: da 23 euro a 223. Certo, è stato più elegante di chi invece che aggiungere una cifra a destra o a sinistra del "mangiato" si è messo a correggere gli 1 in 2 e i 2 in 4. Questo gli va riconosciuto. Ma la sostanza non cambia rispetto al pane di rappresentanza dell'ex Rosa Mastrosimone, e la cancelleria invisibile dell'altro ex Vincenzo Viti.
Chiaro però che se si vuole chiudere la giunta serve anche De Filippo, capace di portare a rimborso più francobolli di quanti ne ha mai visti la rivendita che ha emesso le fatture. «Mai avuto clienti del genere» ha spiegato il titolare disconoscendo la scrittura sulle carte depositate nell'ufficio di presidenza del consiglio regionale per giustificare la spesa del rimborso, che in realtà è un contributo anticipato per l'esercizio dell'attività politica. Ad ogni modo non parliamo di grandi cifre, un paio di migliaia di euro e nulla più, anche se adesso rischiano di costare tantissimo al governatore lanciato verso ben altri lidi se l'amico Enrico Letta dovesse riuscire a formare il governo. 
Tutti gli altri? Quelli "muniti di ombrello" al momento sono soltanto 10, e dato il numero esiguo si fa prima a chiamarli per nome. Della vecchia legislatura: la rifondarola Emilia Simonetti, i democratici Adeltina Salierno e Nino Carelli e il pidiellino Sergio Lapenna (oggi Udeur). Della nuova: Ernesto Navazio del gruppo misto, il Fratello d'Italia Gianni Rosa, il vendoliano Giannino Romaniello, l'ex assessore esterno Rosa Gentile (oggi ad di Acquedotto lucano spa) e i democratici Giuseppe Dalessandro e Vincenzo Folino, il deputato ex presidente del Consiglio.
Non l'ha scampata invece il suo successore, Vincenzo Santochirico, a sua volta democratico. Per lui si parla di fatture per l'acquisto di giornali portate a rimborso due volte, una per ognuna delle annualità prese in considerazione dagli investigatori, che sono il 2010 e il 2011. Un migliaio di euro di riviste e quotidiani che diventa due migliaia di euro per le stesse riviste e gli stessi quotidiani. Forse è poco ma basta e avanza per finire nella black list dei pm del capoluogo.

lunedì 1 aprile 2013

NUCLEARE IN BASILICATA-SEGRETI, PERICOLI E OMISSIONI


Trisaia - centro nucleare - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

[...]Nel profondo Sud, in Lucania, c’è un luogo chiamato Trisaia (tre aie) su un’altura che sovrasta il fiume Sinni, ad un soffio dal Mar Jonio, dove in un tempo antico si ripulivano le spighe di grano, sfruttando l'azione del vento. Il posto limita il confine amministrativo tra Basilicata e Calabria. Percorrendo la statale 106, ad una manciata di minuti dai paesi di Policoro e Nova Siri, appare quello che non t’aspetti: un centro nucleare, in un’area densamente abitata e coltivata dai contadini. Poco più a nord emergono le miniere di salgemma: qui c’è il Terzo Cavone nell’agro di Scanzano Jonico, dove il 13 novembre 2003, con tanto di decreto legge numero 314, il Governo Berlusconi, per mano del generale Carlo Jean - nominatocommissario straordinario per l’emergenza nucleare, calpestando i crismi della legalità e della trasparenza - intendeva realizzare il deposito unico nazionale per i rifiuti atomici. Non più mare, agricoltura a misura umana e pesca, ma scorie radioattive da nascondere nel sottosuolo. La gente di Lucania si ribellò in massa ed il governo del massone deviato, in affari con Cosa Nostra (tessera P 2 numero 1816) fu costretto a rimangiarsi in un solo boccone avvelenato quell’insana decisione.

Tomba atomica - Il popolo tricolore non sa. 40 anni fa lo Stato italiano ha realizzato in Lucania il primo cimitero nucleare, scavando semplicemente delle fosse nella nuda terra e distruggendo per sempre una mirabile area archeologica. I vari governi del Belpaese - pilotati dall'alleato USA - senza informare nessuno, né gli enti locali né tantomeno la popolazione civile, in maniera decisamente criminale, calpestando leggi e normative di sicurezza, allestirono la prima tomba a cielo aperto degli scarti dell'atomo letale.

Passano i decenni e si fa sempre finta di niente. Questa zona in riva al Golfo di Taranto (su cui lo Stato in barba al buon senso, ha recentemente rilasciato autorizzazioni per trivellare idrocarburi a tutto spiano) - come ben sanno tutte le autorità istituzionali e sanitarie a livello nazionale, regionale e provinciale - è contaminata anche a seguito di esperimenti e svariati incidenti di cui non è mai stata notiziata né la Prefettura di Matera né l'Autorità Giudiziaria. Soltanto in seguito ad una circostanziata denuncia di un medico, il dottor Morano, decollarono le indagini, grazie soprattutto alla determinazione di un giudice autoctono, Nicola Maria Pace (scomparso prematuramente). Accanto al giudice c'era Angelo Chimienti (anche lui morto improvvisamente) che più di tutti e prima di tutti ha denunciato e documentato questa barbarie. 



Come sostiene il medico Agnesina Pozzi "in Basilicata è possibile fare impunemente quello che altrove, non è nemmeno proponibile". Argomentazioni pienamente condivisibili, riscontrate dai fatti.

Itrec: l’acronimo - apparentemente innocuo - sta per Impianto trattamento e rifabbricazione elementi combustibile. Il centro nucleare del Cnen, poi Enea, sorto tra il 1961 ed il 1968, anche su sollecitazione diretta del padrino democristiano Emilio Colombo (assurto alle cronache giudiziarie in anni più recenti per consumo di cocaina in Parlamento - aveva come scopo ufficiale “la dimostrazione della realizzabilità della chiusura del ciclo uranio-torio, mediante il riprocessamento del combustibile irraggiato e fabbricandone del nuovo”. A cavallo tra il 1969 ed il 1971 - ai sensi di un accordo Cnen-Usaec (Commissione USA per l’energia atomica) mai ratificato dal Parlamento italiano -  giunsero dagli Stati Uniti d’America ben 84 barre di elementi uranio-torio ad alta attività (ossia di terza categoria, le più pericolose), provenienti dalla centrale Elk River nel Minnesota. Su venti di queste barre fu effettuato il cosiddetto riprocessamento, ma il Governo nordamericano non ha mai accettato di riprendersi quelle avanzate. La sperimentazione durò ufficialmente fino al 2003, quando la Sogin avviò ildecommissioning. Attualmente non esistono impianti al mondo per mettere in sicurezza i 64 elementi di combustibile irraggiato[...] Inondazione nucleare - “Un’inondazione radioattiva potrebbe investire il materano, da un momento all’altro”. L’allarme non è infondato. Il pericolo che incombe a tutt’oggi, sulla Basilicata e le regioni confinanti - Puglia, Calabria e Campania - è legato alla mancata solidificazione - un rigoroso obbligo di legge nazionale ed internazionale - di 2,7 metri cubi di scorie liquide radioattive ad alta attività, custoditi in alcuni serbatoi non più adeguati e sicuri, all’interno del centro ricerche dell’Enea, derivati dal trattamento di 24 elementi di combustibile nucleare irraggiato, provenienti dagli USA[...]Segreto di Stato - Una sensibile giornalista come Marisa Ingrosso dopo opportune verifiche, due giorni fa ha pubblicato un approfondimento sul quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno: «Non è possibile conoscere il futuro dell’Impianto trattamento elementi combustibile (Itrec) di Trisaia, in provincia di Matera. Così il Ministero dello Sviluppo Economico risponde alla richiesta della «Gazzetta» di visionare il piano di smantellamento della Società Gestione Impianti Nucleari (Sogin Spa) o, per meglio dire, il «Piano globale di disattivazione dell’impianto Itrec di Trisaia» e la «Proposta di prescrizioni per la disattivazione…[...]
(1 – continua…)
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/03/basilicata-segreti-e-pericoli-del.html

sabato 23 marzo 2013

Sfilata di signorine in procura a Potenza...dai portaborse alle “portalletto”


Inchiesta sui rimborsi: dai portaborse alle “portalletto”
Sfilata di signorine in procura a Potenza

I pm sentono
le accompagnatrici
I pm sentono le accompagnatrici
di LEO AMATO
Inchiesta sui rimborsi: dai portaborse alle “portalletto”
Sfilata di signorine in procura a Potenza
 POTENZA - Vallettopoli sei anni dopo? Così verrebbe da dire a guardare le avvenenti signorine che stanno sfilando in questi giorni nei corridoi della procura. Pure la città è la stessa anche se il pm Henry John Woodcock se n’è andato via. Ma c’è una sostanziale differenza. Nessuna di loro lavora in televisione, e in un’epoca segnata dagli scandali per i privilegi della casta al posto dei Corona, dei Mora e degli Schicchi c’è una pattuglia di consiglieri regionali, che avrebbero “caricato” le loro notti “brave” tra i costi per l’«esercizio del mandato senza vincolo di mandato». Esiste un filone “camere matrimoniali” nell’inchiesta sui rimborsi che ormai da più di cinque mesi agita i palazzi del parlamentino lucano. E’ l’ultimo su cui gli inquirenti stanno cercando di vederci chiaro dopo i portaborse “fantasma”, le fatture taroccate e le spese pazze di chi si è fatto risarcire di tutto, inclusi anniversari e vacanze. Il riserbo degli investigatori rimane assoluto perciò è impossibile sapere con certezza a chi andrebbero attribuite le “frequentazioni” intraviste al quarto piano del Palazzo di giustizia. Ma le frenetiche attività di riscontro effettuate dai militari delle fiamme gialle e dei carabinieri assieme agli agenti della squadra mobile, non sono potute passare inosservate e hanno diffuso un certo allarme tra i diretti interessati. Alla base delle convocazioni ci sarebbe infatti il dato delle verifiche effettuate in questi mesi sulle fatture per i pernottamenti dei consiglieri, ospiti più o meno assidui di varie strutture alberghiere lungo tutto lo stivale. In teoria si parla di trasferte legate alla loro attività politica protrattesi ben oltre il tempo utile per tornare in sede. Ma una volta alla reception il consigliere di turno non avrebbe preso una stanzetta per sé o una matrimoniale a uso singola in quanto sempre in buona compagnia. Così le casse del parlamentino di via Verrastro sarebbero state alleggerite del sovrapprezzo pagato per la signora. Da intendersi come donna. Se poi si tratti della moglie, un’amica o una senzatetto raccolta ai bordi della strada con spirito francescano è tutta un’altra questione. L’inchiesta potentina è condotta dai pm Sergio Marotta e Francesco Basentini, che ha ereditato il fascicolo dalla collega Eliana Franco in partenza verso un nuovo incarico, e seguita da vicino anche dal procuratore Laura Triassi. Al centro ci sono due distinte voci del bilancio del consiglio regionale: le spese per i gruppi e quelle dei singoli consiglieri per un ammontare complessivo di circa un milione e mezzo all’anno. Al momento sono finiti sotto osservazione soltanto rendiconti e documentazione giustificativa per quanto erogato nel 2010 e nel 2011, ma non è escluso che una volta completate le verifiche possano essere presi in considerazione anche periodi precedenti. A far scattare il blitz delle forze dell’ordine che a metà ottobre hanno riempito tre auto di fatture e scontrini vari l’onda lunga degli scandali esplosi in Lombardia, nel Lazio e in Campania, e una campagna di stampa avviata dal Quotidiano della Basilicata sulla trasparenza delle spese di segreteria e rappresentanza dei consiglieri regionali.