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giovedì 25 aprile 2013

IL VENTO STA CAMBIANDO ANCHE IN BASILICATA

La bomba prima o poi doveva scoppiare! Vicende squallide che, se confermate (esiste la presunzione d'innocenza), ci rimandano un sistema marcio ma dilettantistico, da ladri di polli.... scontrini ritoccati, raccolti a terra, pneumatici, vacanze con amanti....
Al momento sembrano non interessati SOLO 10 consiglieri, un terzo! Probabile che ci saranno altri sviluppi, altre "chicche". Noi aspettiamo curiosi. Ed impazienti!





TRUFFA SUI RIMBORSI
Tutti gli indagati dell'inchiesta che ha fatto crollare la Regione
Iscritti dai pm altri 21 nomi

Solo in dieci consiglieri si salvano dalle accuse dei pm di Potenza, il governatore. De Filippo nei guai per le fatture dell'acquisto di francobolli e per il capo del parlamentino lucano Santochirico giornali "doppi"
di LEO AMATO
POTENZA - Ha deciso di nominare una nuova giunta per gestire gli affari correnti e poi di fare un passo indietro sciogliendo il parlamentino lucano. Senza i toni di una Polverini, per non «anticipare giudizi», ma prendendo di fatto le distanze da tutto quanto emerso che «deturpa l'immagine della Basilicata». Ieri sera il presidente Vito De Filippo si è dimesso, prima che le notizie dell'operazione di carabinieri, finanza e polizia scattata in mattinata finissero sui giornali. E con queste le accuse nei suoi confronti.
C'è anche quello del governatore rieletto tra i nomi dei 37 indagati dell'inchiesta sui rimborsi per le attività dei gruppi e le spese di segreteria e rappresentanza dei consiglieri regionali. Tanto tuonò che piovve dalle parti di via Verrastro, ma già si annunciano "ulteriori precipitazioni" nei prossimi giorni se partiranno gli avvisi di garanzia con le contestazioni  per altri 21 tra i membri dell'attuale e della scorsa legislatura, oltre ai 16 che sono stati raggiunti ieri mattina dall'ordinanza di misure cautelari personali e reali firmata dal gip Luigi Spina.
Tra questi ultimi ci sono due assessori -ormai ex assessori - finiti agli arresti domiciliari, Vincenzo Viti del Pd e Rosa Mastrosimone dell'Idv, assieme capogruppo dell'eterna opposizione del Pdl Nicola Pagliuca. L'Udc Agatino Mancusi si era dimesso quattro mesi fa per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa da vicepresidente di una giunta sostenuta da tutto l'arco del centrosinistra inclusi i vendoliani, e da semplice consigliere si è visto recapitare l'obbligo di dimora fuori dal capoluogo. Con lui ci sono altri 6 colleghi divisi alla pari tra maggioranza e minoranza, più un ex, candidato alle scorse politiche, che detiene ancora il record della media giornaliera di benzina rimborsata. Una roba da camionista robot, tanti sono i chilometri che avrebbe potuto percorrere con quel carburante (per lui l'obbligo è di dimorare nel paese di residenza). E per tutti più altri cinque è scattato anche il sequestro sui conti corrente di 170mila euro complessivi: a chi 5mila e a chi 26mila, come allo stakanovista del volante.
Ma anche gli altri della vecchia e della nuova giunta "ponte" per le elezioni che già si annunciano a settembre non se la passano molto meglio. L'assessore alla sanità Attilio Martorano? L'uomo che gestisce il budget più ricco tra quelli dei dipartimenti della Regione Basilicata, rimpinguato spesso e volentieri di royalties del petrolio? Anche lui sembra aver commesso qualche leggerezza, tipo aver pagato con i soldi pubblici i pranzi per il compleanno della signora. Idem per il nuovo assessore all'ambiente Enrico Mazzeo e il nuovo assessore alla formazione Roberto Falotico, che sarebbe riuscito a mangiare due volte, lo stesso giorno, nello stesso ristorante: prima come consigliere e poi come capogruppo-monogruppo di "Per la Basilicata". E senza mettere un filo di pancia!
Il vecchio ufficio del neo assessore all'Agricoltura Nicola Benedetto sembra essere infestato da un portaborse "fantasma", di quelli che costano una cosa sulla carta ma in realtà guadagnano ben altro. E l'assessore alle infrastrutture Luca Braia, ex capogruppo del Pd in consiglio? Provate a chiederlo a Ravello dove ad agosto si è fatto vivo con la moglie, la cognata senatrice col suo accompagnatore, l'altra cognata con moglie e nipoti, l'assessore alla cultura del Comune di Matera e consorte. La cena per tutti sotto il pergolato di glicini di uno dei ristoranti più belli e prestigiosi dev'essersi confusa tra le spese del Consiglio.
Infine l'assessore alle attività produttive, Marcello Pittella, appena nominato vicepresidente. A lui viene addebitato di aver portato in giustificazione del rimborso (anticipato) per "l'esercizio del mandato senza vincolo di mandato" lo scontrino di un ristorante "pezzottato" con l'aggiunta di una cifra davanti: da 23 euro a 223. Certo, è stato più elegante di chi invece che aggiungere una cifra a destra o a sinistra del "mangiato" si è messo a correggere gli 1 in 2 e i 2 in 4. Questo gli va riconosciuto. Ma la sostanza non cambia rispetto al pane di rappresentanza dell'ex Rosa Mastrosimone, e la cancelleria invisibile dell'altro ex Vincenzo Viti.
Chiaro però che se si vuole chiudere la giunta serve anche De Filippo, capace di portare a rimborso più francobolli di quanti ne ha mai visti la rivendita che ha emesso le fatture. «Mai avuto clienti del genere» ha spiegato il titolare disconoscendo la scrittura sulle carte depositate nell'ufficio di presidenza del consiglio regionale per giustificare la spesa del rimborso, che in realtà è un contributo anticipato per l'esercizio dell'attività politica. Ad ogni modo non parliamo di grandi cifre, un paio di migliaia di euro e nulla più, anche se adesso rischiano di costare tantissimo al governatore lanciato verso ben altri lidi se l'amico Enrico Letta dovesse riuscire a formare il governo. 
Tutti gli altri? Quelli "muniti di ombrello" al momento sono soltanto 10, e dato il numero esiguo si fa prima a chiamarli per nome. Della vecchia legislatura: la rifondarola Emilia Simonetti, i democratici Adeltina Salierno e Nino Carelli e il pidiellino Sergio Lapenna (oggi Udeur). Della nuova: Ernesto Navazio del gruppo misto, il Fratello d'Italia Gianni Rosa, il vendoliano Giannino Romaniello, l'ex assessore esterno Rosa Gentile (oggi ad di Acquedotto lucano spa) e i democratici Giuseppe Dalessandro e Vincenzo Folino, il deputato ex presidente del Consiglio.
Non l'ha scampata invece il suo successore, Vincenzo Santochirico, a sua volta democratico. Per lui si parla di fatture per l'acquisto di giornali portate a rimborso due volte, una per ognuna delle annualità prese in considerazione dagli investigatori, che sono il 2010 e il 2011. Un migliaio di euro di riviste e quotidiani che diventa due migliaia di euro per le stesse riviste e gli stessi quotidiani. Forse è poco ma basta e avanza per finire nella black list dei pm del capoluogo.

mercoledì 18 aprile 2012

BASILICATA - CLIMA DA SALOON AL CONSIGLIO REGIONALE



Attacchi al limite della rissa. L'esponente dell'Api le canta a Folino (assente). Faccia a faccia durissimo tra Pagliuca e l’esponente dell’Mpa sui Consorzi
Clima da saloon 
al consiglio regionale18/04/2012 POTENZA - La tensione ieri si tagliava a fette a via Verrastro. La seduta di consiglio regionale è stata infatti contraddistinta da un nervosismo in certi momenti davvero eccessivo.
Urla, faccia a faccia quasi ci si trovasse in un bar e non nella massima assemblea legislativa regionale, accuse, richieste di dimissioni e risposte piccate hanno riempito per la tutta la giornata il taccuino del cronista. E in estrema sintesi tre sono stati i casi più accesi. Prima Singetta che ha criticato Folino con Mollica che ha fatto notare che lo stesso Folino avrebbe dovuto dimettersi da presidente.
Poi lo scontro verbale accesissimo tra Pagliuca e Mollica sul rinvio dell’ordine del giorno sui
Consorzi di bonifica. E infine le dichiarazioni di Romaniello sulla trasparenza dei concorsi pubblici in cui lo stesso consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà ha parlato del ricorso alla Magistratura.
Il primo momento di tensione c’è stato comunque durante la discussione in merito al progetto di legge presentato dal consigliere regionale dell’Api, Alessandro Singetta che riguarda la modifica del regolamento sulle doppie indennità. In buona sostanza Singetta ha ripreso il punto della discussione da dove si era conclusa la scorsa volta. E cioè dai giudizi che il presidente del consiglio regionale, Vincenzo Folino (ieri assente ai lavori consiliari) aveva espresso sulla proposta di legge di Singetta.
E l’esponente dell’Api deve aver pensato molto a quelle frasi tanto che ieri ha aperto il proprio intervento leggendo le frasi dette due settimane fa da Folino: «Io sono un modesto contadino, se vuole che le dica di più lei, come avvocato, avrebbe dovuto scrivere un testo di legge molto più preciso».
Singetta oltre che consigliere regionale è anche uno stimato avvocato. Ed è evidente che si è sentito “offeso”. Da qui le conclusioni di ieri dello stesso Singetta: «Mi esimo evidentemente da qualunque polemica, che se io dovessi dire come il presidente Folino rappresenta tutti i lucani, non soltanto evidentemente gli avvocati, si potrebbe fare una lunga discussione, comunque ribadisco le inappropriatezze e l'infondatezza delle sue valutazioni». Frasi che non sono passate inosservate al consigliere regionale del Mpa, Franco Mollica che intervenuto subito dopo ha aggiunto: «Sinceramente dopo le parole che ho sentito il presidente Folino, si dovrebbe dimettere. Perché oltre a rappresentare questo Consiglio e così come viene rappresentata l'intera comunità, credo che il presidente Folino, da quelle parole che ho sentito dovrebbe dimettersi, dovrebbe dimettersi». Ripetuto due volte. A quel punto è stato il presidente della giunta De Filippo a chiedere di abbassare i toni.
E così è stato seppur con i nervi a fior di pelle. Per la cronaca poi la proposta di Singetta (solo uno dei due articoli) è stata approvata all’unanimità. Il testo approvato dall’aula prevede che, nel caso in cui un consigliere regionale venga eletto, nel corso del suo mandato, alla Camera o al Senato, la corresponsione dell’indennità sia sospesa automaticamente dal momento della proclamazione degli eletti. Successivamente è stato approvata la proposta dei consiglieri Navazio (Ial), Falotico (Plb) e Mollica (Mpa), inerente le norme per l’accesso e la trasparenza in materia ambientale.
Ma la “pace” in consiglio è durata poco. Perchè alla discussione della proposta di legge di Enrico Mazzeo Cicchetti dell’Idv sulle disposizioni in materia di trasparenza dell’amministrazione regionale nei concorsi pubblici di nuovo i toni si sono alzati. La questione della trasparenza dei concorsi pubblici ovviamente è tema delicato. E anche in questo punto all’ordine del giorno non sono mancati i “siparietti”. Alla fine Mazzeo Cicchetti, ha accettato di rinviare la proposta in commissione consiliare competente ma fissando un limite di tempo in 30 giorni. Critico durante il dibattito è stato Romaniello, oltre che Mario Venezia del Pdl, che ha sottolineato come i cittadini lucani siano sempre più scoraggiati e sfiduciati e ha parlato anche di ricorsi alla Magistratura.
Ma il “bello” doveva ancora venire. Perchè c’è stato poi l’intervento del capogruppo Nicola Pagliuca che in pratica ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno per permettere di discutere dei Consorzi di bonifica «a meno che il presidente della giunta non faccia dichiarazioni in merito». In buona sostanza Pagliuca spiegando che la discussione doveva servire a togliere dubbi sulla volontà della giunta di continuare nel Commissariamento dei Consorzi di bonifica, ha chiesto a De Filippo preventivamente chiarimenti.
Da parte sua De Filippo ha dichiarato: «La cosa che dispiace di più è che siano stati esposti in questi mesi nomi e cognomi ripetutamente, anche sulla stampa che ovviamente fa il suo mestiere. E rendere questa attività della stampa un'attività incisiva e rilevante sulla vista istituzionale è di per sé la presentazione di una debolezza dell'istituzione della politica». E poi ha aggiunto: «Stiamo facendo una ricognizione sulla materia ed io non vorrei fare avanzamenti senza tener presente anche il dibattito in Consiglio, farò in modo che ciò non avviene, ma non assumete nessuna decisione che possa essere limitativa di una responsabile autonoma attività di Governo. Solo questo».
Risposta considerata buona da Pagliuca che ha ritirato l’inversione dell’ordine del giorno facendo di fatto slittare la questione di due settimane. Ma a quel punto c’è stata la furia di Mollica che parlato di “inaccettabili” messaggi. Non c’è stato alle accuse Pagliuca e i due hanno iniziato a urlarsi in faccia con il presidente del consiglio che ha sospeso i lavori tra le grida.
Successivamente è iniziato il dibattito sulla legge regionale in materia di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che si è protratto oltre la chiusura del giornale.


Salvatore Santoro


mercoledì 8 febbraio 2012

Sanità: gli sprechi nelle prestazioni sanitarie sono del 23,8% in Basilicata


Sanità: in Basilicata gli sprechi nelle prestazioni sanitarie sono del 23,8%

E’ stato presentato “Ospedali & Salute 2011″, l’annuale rapporto dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP), da cui si evincono sprechi nelle prestazioni sanitarie che oscillano fra un 17,2% del Veneto e un 46,4% della Calabria (mentre la Corte Dei Conti ritiene che, mediamente, il 29% dei fondi annualmente stanziati vanno perduti). La Basilicata si attesta sul 23,8%, che tradotto in moneta, significa che a fronte di 304,4 milioni di prestazioni sanitarie effettive, sono stati spesi 399,4 milioni. Generando coì una differenza (spreco) di 95 milioni di euro. Sanità Futura, anche attraverso le parole del presidente onorario, Michele Cataldi, fa sapere che “complessivamente il budget di spesa per le politiche di sanità regionale per il 2012 sarà di 1.112.898.441,84 euro di previsioni di competenza, a cui aggiungere 196.106.585,26 euro di previsioni di cassa a fronte di 3.135.348.412,87 euro per lo stato di previsione di competenza di 4.422.295.257,45 euro dello stato di previsione di cassa delle entrate della Regione Basilicata per l’esercizio finanziario 2012. Circa un terzo del bilancio regionale è dunque destinato alla sanità con le voci più importanti che sono quelle delle risorse per la rete ospedaliera e le infrastrutture sanitarie (96 milioni), il ripiano dei disavanzi delle Asl (45 milioni), i trasferimenti alle Asl per la gestione del Ssr (36,7 milioni), altre azioni di supporto alla gestione del Ssr e altre attività in materia di tutela della salute e della sanità veterinaria (13,4 milioni), le iniziative di supporto ed innovazione dei servizi sanitari (2 milioni).”


Contro gli sprechi, in realtà, c’è una legge regionale (17/2011 ) che impone ai medici degli ospedali e dei distretti sanitari di utilizzare il ricettario del Servizio sanitario nazionale per le prescrizioni farmacologiche e le prestazioni specialistiche .
Una misura voluta per contenere i costi, disattesa puntualmente, e che è oggetto di una denuncia da parte della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), che insieme a Sanità Futura condivide anche il rifiuto di una certa “latitanza della Regione riguardo i protocolli terapeutici della riabilitazione ambulatoriale. Un’area di prestazioni questa che anacronisticamente, in Basilicata, si continua a definire fisioterapia, a volte banalizzandola, quando nel resto d’Italia è riabilitazione ambulatoriale.” Entrambe le associazioni ritengono “che le “p re s c r i z i o n i ” oggetto di contestazione ai medici di famiglia sono anche un problema per le stesse strutture e per gli stessi pazienti.” Bisogna “puntare attraverso una strategia di riposizionamento dell’offerta di servizi e prestazioni sulla riconversione delle aree della specialistica ambulatoriale attraverso progetti-obiettivo-risorse per raggiungere il mix pubblico-privato più adeguato per raggiungere lo scopo qualificante di azzerare il saldo della mobilità passiva.”
http://giornalelucano.com/2012/02/07/sanita-in-basilicata-gli-sprechi-nelle-prestazioni-sanitarie-sono-del-238/

giovedì 26 gennaio 2012

Parentopoli: esiste e riprorremo la Commisione di Inchiesta sulla assunzioni pubbliche


Le cronache politiche di questo ferragosto si sono concentrate sui cosiddetti “privilegi diretti” della “casta” (esistenti da sempre, solo oggi c’è ne ricordiamo), tra cui le pensioni d’oro, e dei privilegi indiretti, riguardanti congiunti, parenti, amici ed affini che riescono a trovare una sistemazione fin troppo facilmente rispetto ai “normali“ giovani lucani. Si è posta l’attenzione anche sulla meritocrazia che non esiste in Basilicata e sulle assunzioni sospette o anche sugli stessi contratti da esperti e di collaborazione, interinali e varie dell’universo del “Potere Pubblico”. ......
......Ad inizio legislatura – primo firmatario Mario Venezia- si propose una mozione (bocciata dal Consiglio) per la costituzione di una commissione d’inchiesta per tutti i concorsi effettuati negli ultimi anni presso la Regione Basilicata, gli Enti Pubblici e le società partecipate; in quest’anno sono seguite molte altre iniziative del Popolo della Libertà sul fenomeno lucano che vede il “Pubblico” quale grande collocatore e selezionatore senza criteri di trasparenza e meritocrazia.  Riteniamo che la Commissione d’Inchiesta fosse una proposta valida, e la reputiamo alla luce di quanto accaduto in questo anno sempre più attuale, tanto che è nostra intenzione riproporla nuovamente in questa settimana. Il sistema esistente in Basilicata è stato creato ed alimentato dai Partiti del centrosinistra, che sta bene alle classi privilegiate ed ai gruppi di potere, ma non sta bene ai cittadini e a chi crede nel Bene Pubblico, qualunque sia la sua filosofia di vita e credo politico. Noi rilanceremo la proposta, ci auguriamo che oggi sia sostenuta da chi crede nella Politica e nella Meritocrazia e desideri scardinare il sistema. Poi, chi ha sbagliato paghi, senza né alibi o giustificazioni ma solo dopo aver accertato i fatti, le responsabilità e le contiguità. Questo solo e soltanto nell’interesse dei lucani e dei giovani lucani, quelli con curriculum e capacità ma senza cognomi o protettori.

Potenza 20/08/2011
                                                                                  Gianni Rosa, Mario Venezia, Mariano Pici
ARTICOLO COMPLETO SU:

https://www.facebook.com/notes/gianni-rosa/parentopoli-esiste-e-riprorremo-la-commisione-di-inchiesta-sulla-assunzioni-pubb/10150348018226675


domenica 1 gennaio 2012

BILANCIO REGIONALE - ECCO ALCUNI SPRECHI



DC: GLI SPRECHI SI ANNIDANO NEL BILANCIO REGIONALE

L’abolizione del vitalizio ai consiglieri regionali, anche se a differenza del Parlamento che decorrerà dal primo gennaio 2012 da noi decorrerà dal 2016, è sicuramente un primo passo per la riduzione dei costi della politica che richiedono i cittadini chiamati dal nuovo Governo a nuovi pesanti sacrifici. Ma gli sprechi sono più consistenti e si annidano nella macchina amministrativa e burocratica della Regione.
A sostenerlo è il segretario regionale della DC-Libertas Giuseppe Potenza.
Se i cittadini potessero leggere i capitoli di spesa del bilancio regionale o le previsioni della Finanziaria della Regione 2012, come ho avuto la “fortuna” di fare, mentre il bilancio viene pubblicato solo sul Bur da acquistare nei pochi punti di vendita diffusi sul territorio – aggiunge Potenza – avrebbero la possibilità di scoprire piccoli interventi di spesa che messi insieme fanno una cifra consistente sottratta ad altri scopi. Alcuni esempi: la Regione prevede contributi per investimenti a bordo di pescherecci per circa 100mila euro e 200mila per la piccola pesca. Siamo curiosi di sapere quanti sono i pescherecci e i pescatori della nostra regione. Ancora, il fondo spesa di rappresentanza del Presidente è di 65mila euro e il fondo spese viaggi degli assessori ammonta a 80mila euro; gli organi collegiali sanitari costano 600mila euro; la consulenza del Cinsedo 300mila euro; il piano editoriale che è comprensivo dell’unico quotidiano web di una Regione Italiana sfiora i 700mila euro, a cui aggiungere 250mila per acquisizione di notiziari da agenzie di stampa; 30mila euro sono destinati a salvaguardare il patrimonio tartufario.
Giuseppe Potenza

mercoledì 23 novembre 2011

ARPAB & GIUNTA - CORVI CON CORVI NON SI CAVANO GLI OCCHI


17 novembre 2011
L'ex direttore dell'Arpab Vincenzo Sigillito, dalla metà di ottobre agli arresti insieme al dirigente Bruno Bove perché accusato di disastro ambientale e omissione d’atti d’ufficio, è già stato "sistemato" dai suoi sodali i quali, evidentemente, temono di più il disastro di un possibile  effetto domino  nell'ambiente politico. L'etica della politica nostrana, la volontà  di "alzare l' asticella", l'attenzione ai diritti dei cittadini è tutta riassunta nella delibera 1623 che qui di seguito riportiamo. L' 8 novembre scorso Vito De Filippo, Agatino Mancusi, Rosa Gentile, Attilio Martorano, Rosa Mastrosimone, Emilio Restaino,  tutti insieme appassionatamente, affidavano al dott. Vincenzo Sigillito ( a questo stesso dott. Vincenzo Sigillito!!!) la direzione della struttura "Ufficio monitoraggio, sistemi informativi, banche dati, supporto alla programmazione" del Dipartimento Agricoltura Sviluppo Rurale Economia Montana della Regione Basilicata. Non male per uno che ha nascosto i dati dell'inquinamento per circa dieci anni! E adesso, per far finta di cambiare qualcosa, il Presidente De Filippo, come fosse cosa normale, aspetta che sua eccellenza Erminio Restaino, "protagonista negativo di una brutta vicenda di clientelismo, sulla quale la magistratura farà chiarezza ", designi il successore al suo feudo.
tratto da:http://noicittadinilucani.ilcannocchiale.it/2011/11/17/indignatevi_lucani.html

giovedì 6 ottobre 2011

SANITA' LUCANA: SI RILANCIA?


L’assessore Martorano ribatte a voci di tagli e soppressioni. C’è un progetto di riorganizzazione che consentirà di superare il blocco delle assunzioni e potenziare l’emergenza-urgenza...
"....La rassicurazione viene dall’assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano, a seguito di notizie di stampa e richieste di informazioni di Consiglieri regionali e amministratori locali che paventavano soppressioni dei servizi di guardia medica Le proposte di riorganizzazione verranno vagliate da un tavolo tecnico, insediato presso il dipartimento salute, cui parteciperanno le aziende sanitarie, Agenas ed esperti del settore e, successivamente, si procederà a un’intensa attività di consultazione popolare con un ciclo di incontri sul territorio per raccogliere altre osservazioni e illustrare i vantaggi che tale riorganizzazione potrà comportare. In particolare, si mira a rafforzare un’area strategica del sistema sanitario, ed anche di istituire qualche postazione aggiuntiva di presidio del 118........."
".........Non c’è alcun progetto di smantellamento, sia pur parziale, della rete di continuità assistenziale lucana (i medici di guardia) ma anzi un progetto di riorganizzazione che mira ridisegnare anche questo servizio sotto forma di rete, procedendo in parallelo ad un potenziamento del “118” grazie a nuove postazioni territoriali per le quali, in base a quanto previsto dalla recente legge di assestamento del Bilancio, attuando la riorganizzazione della continuità assistenziale potrebbe essere anche superato il blocco delle assunzioni........"

Commenti 


VA BENISSIMO SE SI TRATTA DI POTENZIARE I SERVIZI ESSENZIALI SUL TERRITORIO (OSPEDALI, 118, MEDICI, INFERMIERI, OSS, ETC).
VA MENO BENE SE SI TRATTA DI UN ESCAMOTAGE PER CONTINUARE AD INCREMENTARE IL SETTORE AMMINISTRATIVO (SONO GIA’ I 2/3 DEL TOTALE DEI DIPENDENTI), RICETTACOLO DI CLIENTELISMI E “FAVORI” A POLITICI E DIRIGENTI PER SISTEMARE PARENTI E “AMICHETTE”……….
Donato - 5 ottobre 2011

..e poi chiudono le postazioni esistenti perchè non hanno ne infermieri ne autisti…. e come ne aprono altre, chiudendo quali altre ?! ahahhhahahahhaha
,,, la coperta è corta….! mi spiegassero perchè san nicola di melfi è chiusa e perchè genzano di lucania non ha tutti i turni coperti…e siamo ad ottobre ! e perchè quest’estate c’erano anche 5 postazioni chiuse! ahahahhahah sono solo comici, specchietto per le allodole…..
sasà - 6 ottobre 2011