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venerdì 20 febbraio 2015
PITTELLA e la TRIVELLA...
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venerdì 13 febbraio 2015
l'Asp dei sogni... per i dirigenti!!!
La notizia dell’ennesimo suicidio di un imprenditore soffocato da
tasse e debiti mi induce a fare alcune riflessioni circa le
diseguaglianze e le tutele nel mondo del lavoro al giorno d’oggi.
A
soffrire principalmente sono i lavorati autonomi e quelli dipendenti
del settore privato, per quelli del settore pubblico ci sono tutte le
tutele di questo mondo.
Poi
c’è una marea di lavoratori in n nero e le cosiddette “partite IVA” che
sarebbero finti lavoratori autonomi impiegati in aziende che evitano di
pagare le esose tasse previste in Italia.
Un popolo variegato
di precari oggi e poveri di domani, quando andranno in pensione
prenderanno importi da fame che non consentirà loro di vivere ma di
sopravvivere.
Le tutele della Legge 300, statuto dei
lavoratori, e i contratti nazionali di lavoro sono diventati un
privilegio riservato ai lavoratori con molti anni di servizio, nella
stragrande maggioranza nel settore pubblico, delle banche, delle
principali società erogatrici di servizio.
Ho fatto un giro
sul web per reperire dati e mi sono imbattuto nel sito dell’ASP (Azienda
Sanitaria del Potentino) ed ho scoperto che i dirigenti (compenso
lordo da 40.000 euro circa fino 140.000) sono un numero esorbitate, oltre 600! Di cui 55 percepiscono stipendi di oltre 100.000 euro l’anno e 180 prendono fra gli 80.000 e i 100.000 euro all’anno!
Ho
fatto un giro fra le altre Aziende Sanitarie italiane e non ho trovato
situazioni simili! Nell’ASP esiste un dirigente ogni 630 abitanti! Ma è
normale? Se i dirigenti ne sono così tanti vorrei capire quanti sono
gli impiegati “normali”, si suppone di più dei dirigenti altrimenti il
dirigente su chi esercita il potere di coordinamento? . Mettiamo che gli
impiegati “semplici siano un migliaio e facendo il rapporto con il
numero degli abitanti , in provincia di Potenza c’è un addetto del
settore sanitario ogni 380 abitanti! A questi bisogna aggiungere il
personale del CROB e dell’Ospedale San Carlo. Dovremmo avere il miglior
settore sanitario d’Italia!
Ed invece ci sono tanti problemi
nel settore sanitario lucano, con tempi lunghissimi per accedere a
prestazioni di vitale importanza, per esempio la risonanza magnetica,
oppure ci sino tagli, come quelli operati a sfavore dei dializzati o nel
campo dell’assistenza domiciliare per i disabili gravi!
Come
si conciliano queste anomalie? Un numero esagerato di dirigenti, con
stipendi adeguati al ruolo ma che, in tempi di vacche magre, andrebbero
rivisti, almeno per quanto riguarda le voci accessorie (e qui mi faccio
molti nemici fra il personale interessato ed i sindacalisti) e i disagi e
i sacrifici patiti dalla popolazione, soprattutto anziana e dal reddito
basso?
Poi leggi sulla stampa delle resistenze che fanno gli
ex consiglieri regionali a cui si chiede di rinunciare al 10% del
vitalizio e ti accorgi che in te c’è un gene che ti vorrebbe terrorista e
giustiziere, una sorta di Robin Hood traslato ai tempi d’oggi…..https://www.facebook.com/notes/astronik-antonio-nicastro/lavoro-il-caso-dellasp-tanti-dirigenti-e-servizi-al-lumicino/10153096738428764?pnref=story
venerdì 6 dicembre 2013
San Benedetto, impianto di Viggianello... Vietato sapere?
A settembre è stato sottoscritto un accordo tra Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. e Regione Basilicata per la realizzazione a Viggianello di un impianto di imbottigliamento dell'acqua minerale della sorgente Mercure, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. L'investimento iniziale sara' di 12 milioni e 391 mila euro di cui 3 milioni e 391 mila euro finanziati dalla Regione Basilicata e, nella fase iniziale, saranno impiegate 15 unita' lavorative. Apertura del cantiere ottobre 2013, start up produttivo a settembre 2014.
E questo è tutto quanto è dato sapere! Per il resto silenzio totale....
Soprattutto in tema di assunzioni.... Nessuna informazione dalla società... La tipologia delle assunzioni? Mistero! I profili richiesti? Boh! Insomma ogni informazione utile all'ipotetico giovane disoccupato medio lucano viene negata! Ogni tentativo di contatto informativo -documentabile- frustrato, dirottato e poi ignorato...! Ci si domanda come mai, perchè... e le risposte che, spontanee, vengono alla mente sono tutt'altro che rassicuranti. Sanno di vecchio... di preoccupante dejà vù.
Qualcuno obietterà che , in fondo in fondo, è un comportamento legittimo, trattandosi di azienda privata. Probabilmente si! ...se non fosse per quei tre milioni e passa di denaro pubblico incassato che impongono un minimo di rendicontazione e di trasparenza!
PERCHE' IN FONDO, PARLANDO DI ACQUA MINERALE, LA TRASPARENZA DOVREBBE ESSERE TUTTO....!
sabato 23 marzo 2013
Sfilata di signorine in procura a Potenza...dai portaborse alle “portalletto”
Inchiesta sui rimborsi: dai portaborse alle “portalletto”
Sfilata di signorine in procura a Potenza
I pm sentono
le accompagnatrici
I pm sentono le accompagnatrici
di LEO AMATO
POTENZA - Vallettopoli sei anni dopo? Così verrebbe da dire a guardare le avvenenti signorine che stanno sfilando in questi giorni nei corridoi della procura. Pure la città è la stessa anche se il pm Henry John Woodcock se n’è andato via. Ma c’è una sostanziale differenza. Nessuna di loro lavora in televisione, e in un’epoca segnata dagli scandali per i privilegi della casta al posto dei Corona, dei Mora e degli Schicchi c’è una pattuglia di consiglieri regionali, che avrebbero “caricato” le loro notti “brave” tra i costi per l’«esercizio del mandato senza vincolo di mandato». Esiste un filone “camere matrimoniali” nell’inchiesta sui rimborsi che ormai da più di cinque mesi agita i palazzi del parlamentino lucano. E’ l’ultimo su cui gli inquirenti stanno cercando di vederci chiaro dopo i portaborse “fantasma”, le fatture taroccate e le spese pazze di chi si è fatto risarcire di tutto, inclusi anniversari e vacanze. Il riserbo degli investigatori rimane assoluto perciò è impossibile sapere con certezza a chi andrebbero attribuite le “frequentazioni” intraviste al quarto piano del Palazzo di giustizia. Ma le frenetiche attività di riscontro effettuate dai militari delle fiamme gialle e dei carabinieri assieme agli agenti della squadra mobile, non sono potute passare inosservate e hanno diffuso un certo allarme tra i diretti interessati. Alla base delle convocazioni ci sarebbe infatti il dato delle verifiche effettuate in questi mesi sulle fatture per i pernottamenti dei consiglieri, ospiti più o meno assidui di varie strutture alberghiere lungo tutto lo stivale. In teoria si parla di trasferte legate alla loro attività politica protrattesi ben oltre il tempo utile per tornare in sede. Ma una volta alla reception il consigliere di turno non avrebbe preso una stanzetta per sé o una matrimoniale a uso singola in quanto sempre in buona compagnia. Così le casse del parlamentino di via Verrastro sarebbero state alleggerite del sovrapprezzo pagato per la signora. Da intendersi come donna. Se poi si tratti della moglie, un’amica o una senzatetto raccolta ai bordi della strada con spirito francescano è tutta un’altra questione. L’inchiesta potentina è condotta dai pm Sergio Marotta e Francesco Basentini, che ha ereditato il fascicolo dalla collega Eliana Franco in partenza verso un nuovo incarico, e seguita da vicino anche dal procuratore Laura Triassi. Al centro ci sono due distinte voci del bilancio del consiglio regionale: le spese per i gruppi e quelle dei singoli consiglieri per un ammontare complessivo di circa un milione e mezzo all’anno. Al momento sono finiti sotto osservazione soltanto rendiconti e documentazione giustificativa per quanto erogato nel 2010 e nel 2011, ma non è escluso che una volta completate le verifiche possano essere presi in considerazione anche periodi precedenti. A far scattare il blitz delle forze dell’ordine che a metà ottobre hanno riempito tre auto di fatture e scontrini vari l’onda lunga degli scandali esplosi in Lombardia, nel Lazio e in Campania, e una campagna di stampa avviata dal Quotidiano della Basilicata sulla trasparenza delle spese di segreteria e rappresentanza dei consiglieri regionali.
sabato 23 marzo 2013 11:25
http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/politica/711808/Inchiesta-sui-rimborsi--dai-portaborse.html

http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/politica/711808/Inchiesta-sui-rimborsi--dai-portaborse.html

sabato 16 febbraio 2013
LA PICCOLA, MISEREVOLE, MIGNOTTOCRAZIA DELLA CASTA LUCANA
Al vaglio il rischio di altri sperperi come quelli già accertati: tra le carte anche soggiorni all’estero
Prova catenaccio in corsivo prova e riprova con catenaccio in corsivo etc etc etc
Vacanze e signorine così così. Al vaglio il rischio di altri sperperi come quelli già accertati: tra le carte anche soggiorni all’estero.
di LEO AMATO
Titolo ad una sola riga
Catenaccio light per primo piano da non modificare - CATEGORICO
di LEO AMATO
POTENZA - C’è la signorina di dubbia professione che ha disconosciuto il contratto di collaborazione a suo nome, e piuttosto ha ammesso una frequentazione “a chiamata” con il consigliere. Ci sono le fatture di ristoranti oltreconfine che sembrano accessorie di un periodo di beata vacanza con i propri cari, più che di impegnative missioni internazionali. Pranzi di compleanno per sé e per i propri familiari. Fatture inesistenti, fatture contraffatte, fatture usate più volte, spese personali (anche le più banali), e tanto altro ancora: tipo portaborse fantasma, e schede carburante che farebbero la felicità di qualunque distributore. Tutto pagato con soldi pubblici, e raccolto in un unico grande libro che rischia di travolgere un’intera classe dirigente, senza distinzioni tra destra e sinistra. Perché in Basilicata la mangiatoia per anni è stato un fatto bipartisan.
Sono al vaglio dei pm Eliana Franco e Sergio Marotta da mercoledì i risultati del lavoro di quasi quattro mesi sulla documentazione giustificativa del “rimborso” per spese di segreteria e rappresentanza, che tra il 2010 e il 2011 è finito in tasca a 48 tra consiglieri, assessori esterni più il governatore, che si sono avvicendati nel parlamentino di via Verrastro. Certo se si vanno a guardare le presenze, rispetto ai lavori dell’assemblea, c’è chi è stato più assiduo e chi molto meno. Ma poco conta, dato che il rimborso lo intascavano lo stesso, e perdipiù in maniera anticipata a colpi di 2.600 euro al mese. Poi però bisognava presentare le proverbiali “pezze”, ed è qui che a quanto pare si sarebbe scatenato il più squallido dei saccheggi alle casse dell’assemblea.
All’inizio era solo un sospetto alimentato dagli scandali del Lazio e della Campania che il Quotidiano della Basilicata aveva provato a smentire chiedendo di vedere le carte. Ma in tanti si sono opposti, e gli uffici hanno eretto uno scudo di protezione invocando la privacy dei consiglieri, nemmeno si trattasse della loro biancheria sporca. Poi sono arrivati in forze finanza, carabinieri e polizia, e non si sono limitati a una scorsa veloce: hanno esaminato ogni singolo scontrino risalendo alla fonte per accertarne la veridicità. E ne è venuto fuori di tutto.
Ai due magistrati spetterà adesso il compito di portare avanti un’inchiesta destinata a restituire la dubbia moralità di tanti, tantissimi per essere precisi, e la sfrontatezza, se non proprio l’arroganza e la presunzione d’impunità, di tutti gli altri, sempre in numero considerevole, che con ogni probabilità verranno chiamati a renderne conto davanti al Tribunale. Soltanto in pochi finora sarebbero andati esenti da segnalazioni: si parla di 9 in tutto nell’arco delle due legislature, ma concentrati perlopiù tra quelli non rieletti della prima, per cui sono stati presi in considerazione gli ultimi sei mesi e basta. A pensar male si capisce anche perché, se si considera che tra le spese ammissibili per legge al rimborso ce ne sono diverse riferibili a una campagna elettorale, con la possibilità - utilissima in occasione di simili ricorrenze - di giustificare ora per allora pure il “non speso” già erogato in precedenza. Legale ma immorale, tanto per restare in tema, dato che il contributo di cui si parla era stato previsto per «l’esercizio del mandato senza vincoli di mandato», mentre il rinnovo del mandato è cosa molto diversa.
Resta aperta la questione dei tempi, vista la mole e la complessità degli accertamenti effettuati che richiederebbero uno studio più che approfondito. D’altra parte c’è però l’esigenza di impedire che altri soldi vengano sperperati da chi ha dimostrato leggerezza, o peggio, nell’utilizzo di risorse pubbliche. Qui però il discorso andrebbe diversificato, distinguendo i singoli consiglieri dai capogruppo e dagli assessori in carica che ogni giorno firmano delibere di spesa più o meno impegnative a seconda del rispettivo portafoglio. Per i primi di fatto la questione quasi non si pone, una volta reintrodotti - da un lato - i controlli dell’ufficio economato per l’anno 2012 (quelli sostanzialmente aboliti dal 2005, ndr) e tagliati - dall’altro - i rimborsi stessi con la spending review sugli sprechi degli enti locali. Per i rimanenti, al contrario, la questione potrebbe essere presa molto sul serio, come avvenuto anche in altre regioni dove sono scattate misure cautelari di vario tipo. Un’eventualità che potrebbe comportare una proroga sui termini di chiusura delle indagini fissati per aprile e la trasmissione degli atti al gip per un ulteriore vaglio di quanto emerso finora.
......."POTENZA - C’è la signorina di dubbia professione che ha disconosciuto il contratto di collaborazione a suo nome, e piuttosto ha ammesso una frequentazione “a chiamata” con il consigliere. Ci sono le fatture di ristoranti oltreconfine che sembrano accessorie di un periodo di beata vacanza con i propri cari, più che di impegnative missioni internazionali. Pranzi di compleanno per sé e per i propri familiari. Fatture inesistenti, fatture contraffatte, fatture usate più volte, spese personali (anche le più banali), e tanto altro ancora: tipo portaborse fantasma, e schede carburante che farebbero la felicità di qualunque distributore. Tutto pagato con soldi pubblici, e raccolto in un unico grande libro che rischia di travolgere un’intera classe dirigente, senza distinzioni tra destra e sinistra. Perché in Basilicata la mangiatoia per anni è stato un fatto bipartisan. Sono al vaglio dei pm Eliana Franco e Sergio Marotta da mercoledì i risultati del lavoro di quasi quattro mesi sulla documentazione giustificativa del “rimborso” per spese di segreteria e rappresentanza, che tra il 2010 e il 2011 è finito in tasca a 48 tra consiglieri, assessori esterni più il governatore, che si sono avvicendati nel parlamentino di via Verrastro. Certo se si vanno a guardare le presenze, rispetto ai lavori dell’assemblea, c’è chi è stato più assiduo e chi molto meno. Ma poco conta, dato che il rimborso lo intascavano lo stesso, e per di più in maniera anticipata a colpi di 2.600 euro al mese. Poi però bisognava presentare le proverbiali “pezze”, ed è qui che a quanto pare si sarebbe scatenato il più squallido dei saccheggi alle casse dell’assemblea. All’inizio era solo un sospetto alimentato dagli scandali del Lazio e della Campania che il Quotidiano della Basilicata aveva provato a smentire chiedendo di vedere le carte. Ma in tanti si sono opposti, e gli uffici hanno eretto uno scudo di protezione invocando la privacy dei consiglieri, nemmeno si trattasse della loro biancheria sporca. Poi sono arrivati in forze finanza, carabinieri e polizia, e non si sono limitati a una scorsa veloce: hanno esaminato ogni singolo scontrino risalendo alla fonte per accertarne la veridicità. E ne è venuto fuori di tutto. Ai due magistrati spetterà adesso il compito di portare avanti un’inchiesta destinata a restituire la dubbia moralità di tanti, tantissimi per essere precisi, e la sfrontatezza, se non proprio l’arroganza e la presunzione d’impunità, di tutti gli altri, sempre in numero considerevole, che con ogni probabilità verranno chiamati a renderne conto davanti al Tribunale. Soltanto in pochi finora sarebbero andati esenti da segnalazioni: si parla di 9 in tutto nell’arco delle due legislature"......Rif. e articolo completo su:http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/politica/711002/La-piccola-miserevole-mignottocrazia--.html#.UR9JaWDqDnE.facebook
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mercoledì 19 ottobre 2011
L'Unione Europea Boccia la Regione Basilicata
L'Unione Europea Boccia la Regione Basilicata, L'arbea ma a farne le spese sono l'agricoltura e gli agricoltori lucani
pubblicata da Gianni Rosa il giorno martedì 18 ottobre 2011 alle ore 10.06
“L’Arbea non sa da toccare” è il coro quasi unanime del Consiglio Regionale di Basilicata, organo sovrano della nostra Regione specie quando si tratta di proteggere piccoli e grandi interessi di cui l’oligarchia nostrana è portatrice. Ma il mondo va ben oltre i confini della regione, comprende anche Bruxelles ove essendo “tanto cattivi” l’Arbea l’hanno toccata con una punizione esemplare da 86 milioni di euro causa le inadempienze della stessa per gli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009.
Quando denunciammo l’accaduto acquisimmo le rassicurazioni dell’Assessore Mazzocco in quanto la prevista procedura conciliativa da espletare avrebbe senz’altro modificato la situazione. Intanto, sindacati di categoria rimanevano nel più assoluto silenzio.
Oggi acquisiamo informalmente la notizia (l’Assessore Mazzocco in tutti questi mesi ha ritenuto opportuno tacere) che il 27/05/2011 la Commissione Europea Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale tramite il suo Organo di Conciliazione ha deciso che per il caso 11/IT/471 Accreditamento Arbea non sia possibile addivenire ad alcuna transazione, ovvero la multa resta nella sua interezza e va pagata. Unica speranza un ricorso alla Corte Europea nell’attesa che abbia pietà verso l’Agenzia Regionale e verso chi l’ha maldestramente guidata sin dalla fondazione ai nostri giorni nel segno della “Filiera e della Clientela”. Intanto per ora tocca all’Italia pagare, che si rifarà sui trasferimenti in favore della nostra regione e quindi chi subirà realmente le conseguenze saranno gli operatori, le aziende ed il mondo dell’agricoltura.
E’ ovvio che anche questa circostanza conferma che la nostra proposta di legge di soppressione di questo ente ormai inutile se non alla casta lucana, bocciata trasversalmente in Consiglio Regionale, era corretta ed avevamo visto giusto nel ritenere superfluo anzi dannoso il suo operato e la sua stessa esistenza.
Ma ai nostri Illuminati censori piace tenere i doppioni, apprezzano le inefficienze e preferiscono buttare milioni di euro per far galleggiare un rottame pubblico che ha fatto male, fa male e continuerà a fare male all’agricoltura lucana. Eppure soldi, tanti soldi sono stati buttati sul disastro ARBEA, cui si aggiungono il 1.700.000 euro con i quali si sono state assunte altre 28 unità che servono (secondo i governanti) a dar forza, o le consulenze del Formez che invia altra gente per fornire un supporto tecnico.
E’ evidente che Arbea viene difesa a spada tratta con le parole del politichese, mentre è praticamente utilizzata per altri scopi dai politicanti, anche nella gestione del personale.
Mentre a Bruxelles si preparava la condanna, a Potenza si trasferivano tre dirigenti da Arbea per spostarli alla Presidenza della Giunta. Quale è la logica? Mentre la U.E valutava inadeguato il lavoro di Arbea, in Basilicata si procedeva a premiare anche economicamente in funzionari con le POC. Mentre qualche anno fa la commissione d’inchiesta interna della Regione valutava negativamente anche la composizione dell’organigramma di Arbea, ancora oggi registriamo che vi sono pochi dipendenti tecnici e professionali a discapito di una pletora di amministrativi.
Verrebbe la domanda: ma sui campi chi ci va? Per ora sappiamo soltanto che la Commissione Europea tramite il suo Organo di Conciliazione ha deciso che per il caso 11/IT/471 Arbea non sia possibile alcuna conciliazione (punto C. "VIEWS OF THE CONCILIATION BODY" 6.1 "the Conciliation Body does not see a possibility for reconciliation in this case". Tramite l’ennesima interrogazione abbiamo chiesto al Presidente De Filippo quale sia attualmente lo stato del contenzioso con la Commissione Europea per le inadempienze ARBEA per gli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009 e quali provvedimenti sono stati adottati o si ritiene utile adottare. Per favore, che l’assessore al ramo ci fornisca una risposta chiara e precisa e che lasci stare il Governo Nazionale, perchè la colpa è solo e soltanto lucana, aggravata anche nel suo breve ma negativo operato in Giunta regionale.
Potenza 17/10/2011
Gianni Rosa, Mario Venezia, Mariano Pici
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venerdì 13 maggio 2011
Consigliere Regionale Ruggiero condannato: deve lasciare Regione.
MERCOLEDÌ 11 MAGGIO 2011
Sentenza della corte di appello di Potenza di decadenza da consigliere Regionale per il capogruppo regionale UDC Enzo Ruggiero
Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale,Vincenzo Ruggiero (nella foto), è decaduto dalla carica. Lo ha stabilito stamane la “sentenza esecutiva” emessa dal Giudice della Corte di Appello di Potenza che ha praticamente capovolto la pronuncia di primo grado. Subito dopo il deposito della sentenza Ruggiero dovrà abbandonare i banchi del parlamentino lucano e fino ad allora dovrà astenersi da ogni deliberazione in quanto presente durante la lettura del Giudice. Ruggiero, difeso dall’avv. Gulfo e dal prof. Caputi Jambrenghi, potrà chiaramente ricorrere in Cassazione. Dunque, il Giudice d’Appello ha accolto il ricorso presentato tra gli altri dall’ex sindaco di San Giorgio, Gennario Labollita, difeso dall’avv. Vincenzo Montagna, e dal subentrante consigliere Gagliardi difeso dal prof.re Abbamonte del foro di Napoli. Certamente Ruggiero potrà ricorrere in cassazione , ma la sua carriera di consigliere Regionale per adesso finisce qui. In questo periodo si era distinto soprattutto perchè si era attivato per scippare , riuscendoci , l'indirizzo informatico al professionale di Policoro e poi essendo stato l'artefice dell'accordo con Lopatriello dell'entrata dell'UDC in giunta , e protagonista dell'alleanza del grande centro Policorese consumatasi con una cena in una capannina a base di bufale napoletane . Adesso molti saranno gli orfani che lascerà per strada , a cominciare dai piani fatti per una casa di mastrisimoniana memoria. Ma come i Virgorsol si cambia aria , morto un re se ne cercheranno un'altro.......... tanto la quaglianide è diventata un'infezione dilagante.......(foto a sinistra tratta dal corriere di policoro)
Pubblicato da Ottavio Frammartino a mercoledì, maggio 11, 2011
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