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lunedì 12 marzo 2012

CONCORSO AUTISTI ASP, bloccato dal 2010...


Concorso autisti Asp, interrogazione di Venezia

11/03/2012 20:14Il consigliere regionale del Pdl parla “dell’ennesimo concorso bloccato”, a cui sono stati ammessi “anche i soggetti privi dei requisiti espressamente richiesti”
ACRIl consigliere regionale Mario Venezia (Pdl) ha presentato un'interrogazione al presidente De Filippo “sull’ennesimo concorso bloccato, questa volta per interpretazioni della Azienda Sanitaria di Potenza che - afferma l'esponente del Pdl -, dopo aver realizzato il bando di concorso e, quindi, sicuramente a conoscenza dei suoi contenuti, si rivolge ad un legale, spendendo 15.000,00 euro, per un parere chiarificatore sul bando stesso. Un concorso, per 30 autisti soccorritori di 118, bandito nel 2010 che a distanza di due anni è ancora fermo in attesa di cosa? L’Asp nel bando richiede ai concorrenti, pena l'esclusione, requisiti specifici ed in corso d'opera accoglie fra gli esaminandi anche i soggetti privi dei requisiti espressamente richiesti. Siamo al paradosso”.

“Ad inizio legislatura – afferma ancora Venezia - avevo chiesto di istituire una Commissione d'inchiesta sulle assunzioni negli Enti lucani, proposta bocciata, ovviamente, da chi ha scheletri negli armadi e non vuole che i lucani scoprano il lerciume che si annida nel palazzo del potere. Quello che accade nella nostra regione, quotidianamente, lascia senza parole. Ogni giorno veniamo a conoscenza di cose strane, di fatti che non trovano alcuna giustificazione, almeno nelle menti delle persone normali. La Basilicata è una regione da manicomio”.

lunedì 9 gennaio 2012

OSPEDALI E TAGLI - DOPO VENOSA, A CHI TOCCHERA' DOMANI?


Certamente il Presidente De Filippo è un politico “che ascolta tutti ed è sempre disponibile ad ascoltare i cittadini anche i venosini”, questa tra le tante frasi che sono echeggiate durante la conferenza stampa di questa mattina. Personalmente credo, che come da prassi, De Filippo sia disposto ad ascoltare i cittadini, ma dubitiamo che alle parole seguano fatti e atti positivi. Per adesso si nota solo un gioco di parole con la cosiddetta “rimodulazione” invece di utilizzare il giusto lemma ovvero “Ridimensionamento dell’Ospedale di Venosa”; senza giri e senza usare eufemismi. Domenica ho partecipato alla manifestazione per la difesa della struttura sanitaria, non ero solo ovviamente, assieme a centinaia di cittadini dell’area, ai sindaci, ai consiglieri comunali, e assieme ai miei colleghi di partito on. Taddei, i consiglieri regionali Venezia e Napoli. Lungi da me un intervento dai toni polemici per poter cavalcare l’onda di un legittimo sdegno popolare che si percepiva e si provava nella cittadina oraziana; però era una atmosfera carica di tensione che prima o poi sarebbe scoppiata; ieri a Venosa domani e dopodomani in qualche altra cittadina dove vi è un presidio sanitario. Capiterà, senza essere facili profeti, capiterà perché le cause sono nell’assoluta mancanza di strategia del governo regionale in ogni settore pubblico, tranne nel dividere poltrone, enti ed incarichi poiché lì sono straordinari esperti. Tutto questo nasce in un settore che assorbe oltre un miliardo di euro all’anno ed è in perenne deficit, anche se il Presidente De Filippo e l’Assessore Martorano si vantano che la Sanità lucana non abbia mai avuto commissariamenti governativi e superato le soglie del default; ma questo è successo dovuto solo a giochi finanziari e iniezioni di soldi del petrolio, mentre sui dati qualitativi si è nella mediocrità e per la gestione amministrativa si è nel perenne indebitamento. Ieri a Venosa, domani in altre località, ci troveremo altre manifestazioni simili che purtroppo faranno il gioco dell’oligarchia regionale grazie ad una scientifica strategia di ridimensionare a pezzi e a tappe le strutture ospedaliere lucane ma senza però avere un orizzonte preciso, un progetto di governance. Lo definisco scientifico perché faranno passare ogni protesta quale singolo malumore di una determinata esigenza localistica, minimizzando così il disagio vero e camuffando l’incapacità di riformare strutturalmente con tagli ragionieristici sui servizi e non sui veri sprechi della sanità.
Ma questa Giunta ora non ha più l’alibi del governo nazionale nemico dei lucani – hanno anche un sottosegretario amico adesso- e ne ammettere che hanno ereditato quel buco dalle loro stesse maggioranze passate; un continuum politico ed istituzionale che ha usato l’enorme budget della Sanità per far proliferare postazioni, posti di lavoro da filiera, strutture doppioni e nessuna centro specializzato o di eccellenza se non il Crob. Continueranno ancora a bleffare sulla salute dei lucani? Spero di no ed in ogni caso il Popolo della Libertà non lo permetterà sia in Consiglio Regionale, che in Parlamento, che nei vari comuni, sia che siamo maggioranza o opposizione. Se il 2010 sarà stato un pessimo anno istituzionale in Basilicata, se il 2011 è stato simile, ci auguriamo che nel 2012 la Maggioranza cambi passo ed inizi con coscienza ad analizzare i propri errori ed ad ammetterli nelle sedi opportune. Poiché la salute dei nostri corregionali sta al primo posto delle politiche pubbliche, il Popolo della Libertà sarebbe disposto ad una collaborazione istituzionale e di alto profilo; in caso contrario se il centrosinistra continuerà nella gestione ragionieristica e clientelare della sanità la nostra opposizione e la nostra azione diverrà sempre più martellante e capillare. Niente più alibi e basta con i tagli senza logica e senza costrutto.

Potenza 9/1/2012
 Gianni Rosa        http://www.giannirosapdl.it/

venerdì 23 dicembre 2011

Parco Val d'Agri, il posto ai figli dei politici


Parco Val d'Agri, il posto
ai figli dei politici
Cinque concorsi a tempo per i parenti degli amministratori e i simpatizzanti di partito. Uno dei concorsi ripetuto due volte. E quello per il settore turistico sparito nel nulla
Parco Val d'Agri, il posto
 ai figli dei politici 22/12/2011 MARSICO NUOVO - Ricordate la polemica che investì il Parco dell’Appennino Val d’Agri a seguito del commissariamento da parte dell’allora ministro Prestigiacomo, che, scavalcando il presidente della Regione Vito De Filippo, nominò il commissario del Pdl, Domenico Totaro? Furono giorni di guerra, combattuta anche a colpi di ricorso nelle aule del tribunale amministrativo, che alla fine diede ragione al ministro. A ben guardare oggi si capisce ancora meglio cosa significhi avere il proprio uomo al posto giusto. E in effetti, a distanza di anni dalla risoluzione della controversia, più che alla gestione di un Parco nazionale sembra di essere di fronte alla conduzione di un’azienda familiare. Dove a entrare attraverso il portone principale sono per lo più i parenti di politici e amministratori. Insomma, la gestione dei posti di lavoro, anche al Parco dell’Appennino Val d’Agri, sarebbe funzionale al mantenimento di un certo tipo di consenso politico. Ammenoché non si voglia concludere che tutti quei nomi famosi assunti, anche se a tempo determinato dall’ente, non siano altro che una casualità. Ecco cosa è successo tra febbraio e giugno del 2011. L’ente guidato da Totaro mette a bando ben cinque concorsi per varie figure professionali: si cercano specialisti funzionari e collaboratori amministrativi, funzionari tecnici e addetti al sttore turismo . I contratti sono solo a tempo determinato ma prorogabili ulteriormente. Hanno accesso anche coloro che hanno attivato convenzioni con l’ente, per brevi periodi di lavoro. E guarda caso molti dei fortunati vincitori di concorso corrispondono ai nomi di coloro che al Parco erano già conosciuti. Ma, soprattutto, noti sono soprattutto i loro parenti. Nel gruppo infornato a giugno troviamo a esempio, la figlia del vicesindaco di Marsico Nuovo, Pasquale Casaletto; Donata Coppola è la moglie del segretario del Pdl di Tramutola, Donata Coppola, e figlio dell’ex senatore Alfredo Pierri. Simona Aulicino è invece vicina al Pdl. Teresa Orlando è la figlia dell’ex sindaco di Moliterno, Nicola Orlando, pure consigliere provinciale. E a riprova del fatto che quando si parla di posti di lavoro da spartire Pd e Pdl sanno bene come intendersi, tra i fortunati assunti troviamo anche il figlio dell’ex assessore alla Viabilità della Provincia di Potenza e attuale consigliere regionale, Pasquale Robortella, fedelissimo di De Filippo. Tutto quello che è successo in questi mesi a Marsico probabilmente è solo una coincidenza. Anche perché per tutti gli esami erano previste le prove sia scritte che orali. Eppure ci sono delle anomalie che hanno accompagnato gli iter concorsuali. A cominciare dalle selezioni del concorso per organi collegiali. Le prove sono state sostenute la prima volta, poi si è deciso di rifare il concorso. Forse perché, viene da pensare maliziosamente oggi, l’esito non è stato quello sperato. A vincere la riedizione del concorso proprio Simona Aulicino, vicina agli esponenti del Pdl. Un vero e proprio mistero aleggia, invece, intorno al concorso per addetti al turismo. Le prove sono state svolte regolarmente. Poi non se n’è saputo più niente, il bando è scomparso anche dal sito. Mistero fitto. Quel che è certo è invece che, se queste semplici coincidenze fossero confermate, ne uscirebbe il quadro un ente pubblico gestito come se fosse una cosa privata.

Mariateresa Labanca
http://www.ilquotidianoweb.it/it/basilicata/potenza_parco_va_dagri_posto_figli_politici_2011.html

lunedì 17 ottobre 2011

L'agonia del sistema Basilicata


L'agonia del sistema Basilicata
17/10/2011 

"........Lo diciamo senza tentennamenti: il sistema di potere e di occupazione della cosa pubblica di questo centrosinistra è nella sua fase terminale, e questo ci preoccupa non poco, perché significa che trascorreremo i prossimi mesi a registrare una caotica agonia, e non a occuparci di sviluppo, di sanità, di petrolio, di turismo, di cultura, di infrastrutture, di energia, di efficienza amministrativa e professionale. Il vecchio metodo della congiura del silenzio – usato in queste ore ancora una volta dal presidente De Filippo – non funziona più, perché la società civile si è evoluta (non siamo più contadini subalterni dei tempi di Colombo), e perché in questa Regione ci sono migliaia di uomini liberi che non devono niente al munifico portafoglio regionale.

Non pensasse il segretario regionale del Pd di cavarsela dando in pasto all’opinione pubblica l’ennesimo capro espiatorio (Vincenzo Sigillito), perché è un film già visto, e perché il vero tema è il clientelismo degli enti regionali o subregionali, che poi, a catena, crea asservimento e incapacità professionale (se c’è un solo non raccomandato dell’Arpab, che esca allo scoperto), e quindi negligenza (caso Fenice). Detto in altri termini: non è Sigillito in sé il problema, ma il dato di fatto che chiunque voglia far parte della classe dirigente regionale (e sono in pochi, sempre gli stessi da quindici anni, e sono pochi perché non è facile rispettare tutti i patti “segreti” che la politica ti chiede) deve rispettare precise regole non scritte, che Speranza si guarda bene dal cancellare; Speranza, anzi, del sistema clientelare condivide ogni cosa (vedi sponsorizzazione di Maroscia al San Carlo di Potenza), e ai cittadini lucani offre una stucchevole e vergognosa doppia morale: da un lato dice che bisogna alzare l’asticella della buona politica, dall’altro si è fatto furbissimo arbitro e garante di un sistema corrotto e clientelare (non basta essere giovani per essere “nuovi”).

Anziché dire di avere fiducia nella magistratura, perché Speranza non dice che il partito che lui dirige è una sorta di ufficio di collocamento (a discapito di tante professionalità “senza santi in paradiso”) per iscritti più o meno illustri? Siccome lui non può dirlo, allora lo diciamo noi: il partito-Regione è una gigantesca macchina di affari “interessati”, di prebende e di clientelismo, e questo sarebbe anche accettabile (paradossalmente) se il risultato fosse un buon Pil, una buona sanità, una buona pubblica amministrazione, un buon ruolo della Basilicata sullo scacchiere nazionale, una crescita della società civile e culturale, una spesa pubblica sobria, oculata e giusta, e invece questo non accade, perché sempre la corruzione e il clientelismo ammalano la società, e la società lucana (e non solo i suoi terreni) è gravemente ammalata, e noi tutti – intellettuali, giornalisti, amministratori onesti, semplici cittadini che vivono di lavoro – abbiamo il dovere di dirlo, di dirlo senza paura, perché parliamo solo in difesa dei “beni comuni”, del futuro della nostra terra.

Succedono cose strane, in questa Regione. Succede per esempio che fratelli, sorelle (o fratelli e sorelle insieme), cugini, autisti, ecc., siano tutti sistemati nei vari Eldoradi che si chiamano Arpab, Arbea, Asl, Acquedotto lucano, Regione, ecc. E come mai i più intelligenti e i più preparati di questa Regione sono sempre imparentati o legati a uomini politici? Ne dobbiamo dedurre che i figli di nessuno siano sempre ignoranti e impreparati? Ora, siccome tutti – da Pagliuca a Restaino, da Latronico a Folino – condividono lo stesso metodo clientelare, è ovvio che si abbia interesse ad acquietare le acque, perché “il sistema” va preservato anche a costo di calpestare la verità e la dignità di un popolo. Noi però non ci stiamo, perché vogliamo che qualcuno bonifichi la nostra terra dai veleni della politica e dai veleni delle multinazionali. E che lo faccia subito, prima che sia troppo tardi.

Si proceda perciò al commissariamento del Pd (essendo il partito il luogo di confluenza degli interessi particolari e dei governi locali, e quindi lo snodo principale del “sistema Basilicata”), e si costringa il Pd ad autorinnovarsi, per spingere la politica di governo a tagliare i ponti con un “sistema” che è entrato nella sua fase finale. Se non lo farà il Pd, lo farà autonomamente il corso progressivo degli eventi politici, perché la maggioranza dei lucani non ne può più di corruzione, di lotte per bande, di signori delle tessere, di nomine squalificanti, di manovre di palazzo, di rimestatori pagati dal pubblico danaro. Se in coscienza Roberto Speranza pensa che quella lucana sia davvero “buona politica”, o che da quando c’è lui qualcosa è migliorato, allora le sue dimissioni diventano obbligatorie e doverose. A meno che non ammetta di essere il garante di un “sistema” corrotto che premia i pochi a svantaggio dei tanti. In quel caso ne apprezzeremo la cinica onestà. Ma non ci faremo intortare da un linguaggio astratto e furbo, di chi cerca di accontentare tutte le bande affamate del partito. Ci aspettiamo parole chiare. Perché non permetteremo che la sua ambizione di diventare futuro presidente della Regione passi sulla dignità di migliaia di persone offese da un sistema squallido e corrotto che sta mettendo in pericolo addirittura la nostra sopravvivenza istituzionale. Le dimissioni di De Filippo (che volle fortemente Sigillito all’Arpab) non le chiediamo solo perché non abbiamo voglia di impantanarci nella sua furbesca bravura a scaricare responsabilità e connivenze, a cadere dalle nuvole di fronte a ogni problema (in perfetto stile andreottiano). La furbizia logora chi non ce l’ha. E noi non abbiamo tempo da perdere. "


Andrea Di Consoli

estratto da:

lunedì 3 ottobre 2011

Bimba down discriminata a Senise?


Vicenda foto scuola Senise: Margiotta (Pd) presenta interrogazione

1/10/2011

“Presenterò lunedì alla Camera, congiuntamente al collega deputato del PD Ermete Realacci, una interrogazione al Ministro della Pubblica Istruzione in relazione a quanto avvenuto in una scuola di Senise, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, a firma di Maria Paola Virgallito, e successivamente, oggi, dal Corriere della Sera, a firma di Gianna Fregonara”. Lo dichiara Salvatore Margiotta, deputato e componente della Direzione nazionale del Pd.
“La vicenda, se accaduta così come riportato dagli organi di stampa, - prosegue - e' triste e sconcertante: in una scuola elementare la tradizionale foto ricordo di fine anno sarebbe stata ripetuta due volte, in modo che in una delle due versioni non comparisse una bimba down.
Ho sentito le spiegazioni fornite dal Dirigente scolastico al TG3 Basilicata, ed anche le sue scuse. Immagino - voglio crederlo e ne sono certo - la sofferenza che stanno vivendo in queste ore le stesse maestre, e voglio credere che solo casualità e coincidenze abbiano determinato la ripetizione della foto.
Proprio perché voglio assolutamente crederlo, e perché conosco la civiltà antica dei lucani, chiederò nell'interrogazione che la vicenda sia immediatamente chiarita: se invece venisse fuori che vi e' stata davvero la volontà di ottenere un editing "ritoccato", come per un casting fotografico, dell'immagine di fine anno, dovremmo davvero prendere atto che il degrado nei rapporti umani di questo paese e' giunto a livelli intollerabili. E la Scuola di Senise somiglierà in modo sinistro allo storico ed elegantissimo bar di Torino in cui si continuavano a consumare gli aperitivi mentre una donna giaceva morta nella toilette...”.
http://www.lasiritide.it/canestro.php?articolo=4542

lunedì 21 marzo 2011

INCARICHI DIRIGENZIALI ESTERNALIZZATI

incarichi dirigenziali esternalizzati - Interrogazione di Venezia

21/03/2011
Il consigliere ha presentato insieme con i colleghi del Pdl, Rosa e Pici, una interrogazione sul “costante ricorso da parte della Giunta ad incarichi dirigenziali assegnati a persone esterne al ruolo regionale”
“La ragione della mia ultima interrogazione, rivolta al presidente De Filippo – precisa Venezia – trova oggettivi riscontri nell’atteggiamento del Giunta regionale di procedere agli incarichi esterni, spesso attivati per favorire gli amici e, talvolta, gli amici degli amici. Raramente i curricula hanno una valenza significativa e ancor meno la conclamata professionalità, ne consegue una generale mortificazione dei funzionari interni che, in tal modo, vedono vanificato ogni sforzo lavorativo e l’impegno profuso nell’interesse del conseguimento degli obiettivi dell’Ufficio presso cui operano”.

“In più – spiega Venezia - l’interrogazione ha lo scopo precipuo di valutare appieno la coerenza degli atti assunti dalla Giunta regionale, in particolare nel dicembre scorso, quando ha varato una serie di deliberazioni finalizzate all’attribuzione di incarichi dirigenziali basati su una dubbia interpretazione della vigente norma. Infatti, non appare affatto legittimo assegnare ad esterni il 10 per cento dei posti vacanti in organico anche in considerazione delle perplessità espresse dalla Corte dei Conti che ritiene possibile destinare tali incarichi nel limite massimo dell’ l’8 per cento. Tesi, questa, condivisa anche dal collega consigliere di maggioranza ed avvocato Singetta”.

“Ma al di là dei meri dati numerici – prosegue Venezia - quel che desta stupore e che, a fronte di una normativa che ha profondamente riformato il rapporto del pubblico impiego (la combinazione tra legge 15/2009 e decreto legislativo 150/2009), restano ancora molto presidiate, nella Giunta regionale, le posizioni interpretative, secondo le quali, sarebbe ancora possibile incaricare dirigenti a contratto per via fiduciaria, come emerge chiaramente da talune deliberazioni adottate il 14 dicembre 2010, ove gli incarichi dirigenziali sono stati affidati nientemeno che forti del solo ‘intuito personae’. Inoltre, la Basilicata ha in vigenza una legislazione in materia superata anche dalla recente pronuncia della Consulta (sentenza n.34 del 2010) che ha evidenziato come la connessione tra gli incarichi dirigenziali e la durata del mandato elettorale lede la Costituzione Italiana. Occorre ripensare totalmente l’impostazione assunta, in materia, dalla maggioranza di sinistra, ispirata alla logica del contentino per vincolare i singoli dirigenti alle logiche clientelari e di partito, facendo venir meno il principio della autonomia e della responsabilità della funzione dirigenziale. Per questa ragione – conclude Venezia - chiedo al presidente De Filippo di dare risposte certe affinché sia possibile valutare la correttezza e la regolarità degli atti assunti, invitandolo, eventualmente, a revocarli in autotutela. Non escludendo, nel caso la maggioranza di Governo regionale non intenda fare i necessari passi indietro, di proporre azioni eclatanti, solo nell’interesse della collettività lucana”.

venerdì 25 febbraio 2011

ASSUNZIONI C.U.P._ LA REGIONE NON CHIARISCE_

24/02/2011 18:28Il consigliere regionale dell’opposizione richiama il Governo regionale sul tema “delle assunzioni nel Centro unico di prenotazione”
ACR
Il consigliere regionale Mario Venezia (Pdl) ha presentato oggi un’interrogazione con cui chiede di conoscere “le modalità di reclutamento del personale assunto nei Cup (centro unico prenotazioni), i nominativi e gli stipendi”. Nel ricordare che la stessa interrogazione è stata presentata lo scorso gennaio e nel parafrasare “un vecchio detto, interrogato il morto questi non rispose”, Venezia ha fatto riferimento “all’ultimo episodio, in ordine di tempo e da me già previsto, del Governo regionale che alle interrogazioni presentate, in particolare sulle modalità di assunzione di personale, risponde senza mai dare risposte, tentando, al contrario, di nascondersi dietro una serie di lunghi e noiosi discorsi totalmente privi di significato. Questa è la strategia adottata dalla Giunta De Filippo per nascondere le verità”.

Ricorda Venezia che “per l'ennesima volta ed in spregio alle più elementari regole democratiche, anche nell'ultimo Consiglio regionale, la Giunta non ha risposto ad una mia interrogazione specifica sulle modalità di reclutamento adottate per il personale inserito nei Cup delle Aziende sanitarie. Certo che dopo la bocciatura della commissione d’inchiesta sulle assunzioni nella Pubblica amministrazione lucana, figuriamoci se l’assessore Martorano poteva mai permettersi di svelare i retroscena di una vicenda i cui contorni appaiono sempre più oscuri, come le tante altre vicende lucane in tema di sanità come l'inchiesta sul San Carlo di Potenza e quella sulla direzione generale dell'Azienda sanitaria di Matera”. _fonte consiglio informa_
http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=294146&value=consiglioInforma

venerdì 28 gennaio 2011

Salviamo i piccoli centri dallo spopolamento


“Piccolo è bello”, “Salviamo i piccoli centri dallo spopolamento”: questi alcun slogan – sottolinea Rosa - coniati dal centrosinistra lucano, sempre vicino (a parole) alle problematiche di quei tanti piccoli Comuni lucani che per la scarsità delle risorse finanziarie hanno quotidiane difficoltà.

“Solidarietà a parole – continua l’esponente del Pdl - come d’uso di questa ‘casta’ autoreferenziale poi pronta a scagliarsi contro i pericoli derivanti dai futuri tagli del Governo nazionale, dal futuro federalismo che penalizzerà il Sud ed i piccoli centri. Qui in Basilicata, invece, i governanti oltre ad inventarsi degli slogan, cosa fanno? Semplice: disattendono le normative regionali come il ‘Fondo di Coesione Interno’, ossia la legge regionale n. 10 del 31 gennaio 2002 che all’articolo 22 prevede: ‘è istituito il Fondo di Coesione Interno per il sostegno dei Comuni più svantaggiati delle aree interne della Regione, la promozione e l’incentivazione delle gestioni associate di funzioni e servizi all’interno della Comunità Locale, e il supporto all’elevazione delle capacità amministrative e progettuali’. Finanziato fino al 2010, dal 2011 la Giunta regionale ha deciso, violando il disposto normativo di non stanziare nemmeno un euro per il Fondo di Coesione. Violazione bella e buona, in quanto la Giunta regionale non ha alcun potere che gli permette di non rispettare una previsione legislativa. Inoltre, rispetto a tale decisione, né il Consiglio regionale, né le Commissioni consiliari permanenti sono stati investiti della vicenda, di conseguenza nessun dibattito in seno alla massima istituzione è stato mai aperto”. Fonte Consiglio Informa

mercoledì 26 gennaio 2011

REGIONE BASILICATA...... SILENZIO SU ASSUNZIONI.....

Contratti di assunzioni interinali, interrogazione di Rosa

26/01/2011 11:13Il consigliere regionale del Pdl chiede di conoscere “se corrisponda al vero la notizia che la Regione Basilicata stia avviando procedure per nuovi contratti di assunzioni interinali”
ACR“Oggi - rende noto il consigliere del Pdl, Gianni Rosa - ho presentato un’interrogazione all’esecutivo regionale in cui, rispetto alle notizie apparse sugli organi di informazione, ho chiesto se corrisponda al vero che la Regione Basilicata stia avviando procedure per nuovi contratti di assunzione interinali e se sia veritiero che in questi mesi alcuni lavoratori interinali presso la Regione Basilicata abbiano ottenuto un contratto di collaborazione continuativa con l’Ente. Ho chiesto di conoscere, altresì, il numero e le generalità anagrafiche dei beneficiari, il compenso economico, la tipologia contrattuale, la prestazione specifica, il dipartimento e/o ufficio con cui si ha la consulenza professionale”.

Il consigliere Rosa nel sostenere che: “quando si parla di precari e super precari, collaborazioni esterne con la Regione Basilicata, la Giunta regionale diventa reticente e si chiude a riccio”, sottolinea come “la Basilicata si spopoli sempre più”. “Secondo gli ultimi dati Istat – prosegue Rosa - i residenti sono diminuiti del 2 per cento, quindi, significa che molti giovani disoccupati emigrano, altri pochi fortunati, invece, appartenenti alla categoria dei ‘precari politici’, riescono magicamente a moltiplicarsi grazie agli artifici degli illusionisti di Viale Verrastro”.

“Il 4 ottobre - precisa Rosa - con una precedente interrogazione invitavo il presidente De Filippo a fornire un report sulle risorse umane dell’Ente. Ossia chiedevo di conoscere il numero dei dipendenti a contratto indeterminato (i cosiddetti regionali), di quelli a tempo determinato (i futuribili stabilizzati) ed il numero esatto dei collaboratori non dipendenti esterni impiegati nella Regione Basilicata (co.co.co. e lavoratori internali), richiedendo generalità anagrafiche, tipologia di contratto e/o società interinale, trattamento economico, ufficio e dipartimento ove si svolge l’attività e la funzione, con l’evidenziazione di eventuali rinnovi contrattuali già effettuati. Per avere poi un quadro chiaro, chiedevo altresì di conoscere anche il numero dei contratti di consulenza in corso con la Regione Basilicata, insieme alle generalità anagrafiche dei beneficiari, al compenso economico, la tipologia contrattuale, la prestazione specifica, il dipartimento e/o ufficio con cui si ha la consulenza professionale”. “All’esecutivo regionale - continua il consigliere - ho chiesto le modalità ed i criteri utilizzati per la selezione dei collaboratori non dipendenti e dei consulenti e le varie motivazioni che sono alla base della scelta di avvalersi di collaboratori esterni, tra cui i lavoratori con contratto interinale. Inutile specificare che non ho ottenuto risposta; anche perché si parla di circa 180 co.co.co cui aggiungere interinali e consulenze varie. Quindi, il numero cresce esponenzialmente fino a risultare difficoltoso il conteggio. Da qui nasce il dubbio che neanche i governanti conoscano il numero esatto degli occupati negli uffici ‘presidenziali’”. “Spero – conclude l’esponente del Pdl – che questa volta la Giunta regionale dia una risposta alla mia interrogazione”.

lunedì 24 gennaio 2011

Gli insulti di Berlusconi all’Infedele

martedì, 25 gennaio 2011
Gli insulti di Berlusconi all’Infedele
Verso la fine della puntata di ieri sera il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha chiamato in diretta L’Infedele producendosi in una raffica di insulti. Poi ha invitato la deputata europea del Pdl, Iva Zanicchi, ad abbandonare lo studio. Ho molto apprezzato la scelta della Zanicchi di non sottostare a quell’imposizione. Ecco il video dell’accaduto el’articolo riportato da Repubblica.it