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sabato 16 febbraio 2013

LA PICCOLA, MISEREVOLE, MIGNOTTOCRAZIA DELLA CASTA LUCANA





Piccola miserevole mignottocrazia della casta 
Al vaglio il rischio di altri sperperi come quelli già accertati: tra le carte anche soggiorni all’estero
Prova catenaccio in corsivo prova e riprova con catenaccio in corsivo etc etc etc

Vacanze e signorine così così. Al vaglio il rischio di altri sperperi come quelli già accertati: tra le carte anche soggiorni all’estero. 
di LEO AMATO

Titolo ad una sola riga
Catenaccio light per primo piano da non modificare - CATEGORICO
di LEO AMATO
POTENZA - C’è la signorina di dubbia professione che ha disconosciuto il contratto di collaborazione a suo nome, e piuttosto ha ammesso una frequentazione “a chiamata” con il consigliere. Ci sono le fatture di ristoranti oltreconfine che sembrano accessorie di un periodo di beata vacanza con i propri cari, più che di impegnative missioni internazionali. Pranzi di compleanno per sé e per i propri familiari. Fatture inesistenti, fatture contraffatte, fatture usate più volte, spese personali (anche le più banali), e tanto altro ancora: tipo portaborse fantasma, e schede carburante che farebbero la felicità di qualunque distributore. Tutto pagato con soldi pubblici, e raccolto in un unico grande libro che rischia di travolgere un’intera classe dirigente, senza distinzioni tra destra e sinistra. Perché in Basilicata la mangiatoia per anni è stato un fatto bipartisan.
Sono al vaglio dei pm Eliana Franco e Sergio Marotta da mercoledì i risultati del lavoro di quasi quattro mesi sulla documentazione giustificativa del “rimborso” per spese di segreteria e rappresentanza, che tra il 2010 e il 2011 è finito in tasca a 48 tra consiglieri, assessori esterni più il governatore, che si sono avvicendati nel parlamentino di via Verrastro. Certo se si vanno a guardare le presenze, rispetto ai lavori dell’assemblea, c’è chi è stato più assiduo e chi molto meno. Ma poco conta, dato che il rimborso lo intascavano lo stesso, e perdipiù in maniera anticipata a colpi di 2.600 euro al mese. Poi però bisognava presentare le proverbiali “pezze”, ed è qui che a quanto pare si sarebbe scatenato il più squallido dei saccheggi alle casse dell’assemblea. 
All’inizio era solo un sospetto alimentato dagli scandali del Lazio e della Campania che il Quotidiano della Basilicata aveva provato a smentire chiedendo di vedere le carte. Ma in tanti si sono opposti, e gli uffici hanno eretto uno scudo di protezione invocando la privacy dei consiglieri, nemmeno si trattasse della loro biancheria sporca. Poi sono arrivati in forze finanza, carabinieri e polizia, e non si sono limitati a una scorsa veloce: hanno esaminato ogni singolo scontrino risalendo alla fonte per accertarne la veridicità. E ne è venuto fuori di tutto.
Ai due magistrati spetterà adesso il compito di portare avanti un’inchiesta destinata a restituire la dubbia moralità di tanti, tantissimi per essere precisi, e la sfrontatezza, se non proprio l’arroganza e la presunzione d’impunità, di tutti gli altri, sempre in numero considerevole, che con ogni probabilità verranno chiamati a renderne conto davanti al Tribunale. Soltanto in pochi finora sarebbero andati esenti da segnalazioni: si parla di 9 in tutto nell’arco delle due legislature, ma concentrati perlopiù tra quelli non rieletti della prima, per cui sono stati presi in considerazione gli ultimi sei mesi e basta. A pensar male si capisce anche perché, se si considera che tra le spese ammissibili per legge al rimborso ce ne sono diverse riferibili a una campagna elettorale, con la possibilità - utilissima in occasione di simili ricorrenze - di giustificare ora per allora pure il “non speso” già erogato in precedenza. Legale ma immorale, tanto per restare in tema, dato che il contributo di cui si parla era stato previsto per «l’esercizio del mandato senza vincoli di mandato», mentre il rinnovo del mandato è cosa molto diversa. 
Resta aperta la questione dei tempi, vista la mole e la complessità degli accertamenti effettuati che richiederebbero uno studio più che approfondito. D’altra parte c’è però l’esigenza di impedire che altri soldi vengano sperperati da chi ha dimostrato leggerezza, o peggio, nell’utilizzo di risorse pubbliche. Qui però il discorso andrebbe diversificato, distinguendo i singoli consiglieri dai capogruppo e dagli assessori in carica che ogni giorno firmano delibere di spesa più o meno impegnative a seconda del rispettivo portafoglio. Per i primi di fatto la questione quasi non si pone, una volta reintrodotti - da un lato - i controlli dell’ufficio economato per l’anno 2012 (quelli sostanzialmente aboliti dal 2005, ndr) e tagliati - dall’altro - i rimborsi stessi con la spending review sugli sprechi degli enti locali. Per i rimanenti, al contrario, la questione potrebbe essere presa molto sul serio, come avvenuto anche in altre regioni dove sono scattate misure cautelari di vario tipo. Un’eventualità che potrebbe comportare una proroga sui termini di chiusura delle indagini fissati per aprile e la trasmissione degli atti al gip per un ulteriore vaglio di quanto emerso finora. 
......."POTENZA - C’è la signorina di dubbia professione che ha disconosciuto il contratto di collaborazione a suo nome, e piuttosto ha ammesso una frequentazione “a chiamata” con il consigliere. Ci sono le fatture di ristoranti oltreconfine che sembrano accessorie di un periodo di beata vacanza con i propri cari, più che di impegnative missioni internazionali. Pranzi di compleanno per sé e per i propri familiari. Fatture inesistenti, fatture contraffatte, fatture usate più volte, spese personali (anche le più banali), e tanto altro ancora: tipo portaborse fantasma, e schede carburante che farebbero la felicità di qualunque distributore. Tutto pagato con soldi pubblici, e raccolto in un unico grande libro che rischia di travolgere un’intera classe dirigente, senza distinzioni tra destra e sinistra. Perché in Basilicata la mangiatoia per anni è stato un fatto bipartisan. Sono al vaglio dei pm Eliana Franco e Sergio Marotta da mercoledì i risultati del lavoro di quasi quattro mesi sulla documentazione giustificativa del “rimborso” per spese di segreteria e rappresentanza, che tra il 2010 e il 2011 è finito in tasca a 48 tra consiglieri, assessori esterni più il governatore, che si sono avvicendati nel parlamentino di via Verrastro. Certo se si vanno a guardare le presenze, rispetto ai lavori dell’assemblea, c’è chi è stato più assiduo e chi molto meno. Ma poco conta, dato che il rimborso lo intascavano lo stesso, e per di più in maniera anticipata a colpi di 2.600 euro al mese. Poi però bisognava presentare le proverbiali “pezze”, ed è qui che a quanto pare si sarebbe scatenato il più squallido dei saccheggi alle casse dell’assemblea. All’inizio era solo un sospetto alimentato dagli scandali del Lazio e della Campania che il Quotidiano della Basilicata aveva provato a smentire chiedendo di vedere le carte. Ma in tanti si sono opposti, e gli uffici hanno eretto uno scudo di protezione invocando la privacy dei consiglieri, nemmeno si trattasse della loro biancheria sporca. Poi sono arrivati in forze finanza, carabinieri e polizia, e non si sono limitati a una scorsa veloce: hanno esaminato ogni singolo scontrino risalendo alla fonte per accertarne la veridicità. E ne è venuto fuori di tutto. Ai due magistrati spetterà adesso il compito di portare avanti un’inchiesta destinata a restituire la dubbia moralità di tanti, tantissimi per essere precisi, e la sfrontatezza, se non proprio l’arroganza e la presunzione d’impunità, di tutti gli altri, sempre in numero considerevole, che con ogni probabilità verranno chiamati a renderne conto davanti al Tribunale. Soltanto in pochi finora sarebbero andati esenti da segnalazioni: si parla di 9 in tutto nell’arco delle due legislature"......
Rif. e articolo completo su:http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/politica/711002/La-piccola-miserevole-mignottocrazia--.html#.UR9JaWDqDnE.facebook











venerdì 14 dicembre 2012

IL PIANO DI BONIFICA DEL SITO ITREC DEL CENTRO TRISAIA DI ROTONDELLA NASCONDE ALTRE INTENZIONI ???

LO AFFERMIAMO DA TEMPO: C'E' MOLTA RETICENZA SULL'ARGOMENTO.
COSA SI NASCONDE DIETRO I LAVORI DI AMPLIAMENTO DEL SITO? MOVIMENTI, LAVORI, ASSUNZIONI.... DAVVVERO SOLO MESSA IN SICUREZZA? O C'E' DELL'ALTRO, INCONFFESSABILE?
https://www.facebook.com/photo.php?
fbid=378817108880001&set=a.378817085546670.90722.100002551449756&type=1&theater

http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011/03/trisaia-perche-si-continua-rischiare.html
http://ottavioframmartino.blogspot.com/2011/03/barre-nucleare-alla-trisaia-un-pericolo.html
http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011/02/cimitero-di-scorie-radioattive-in.html
http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?otype=1012&id=547399&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011/02/enea-rotondella-quanti-tesori.html
http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011/10/basilicata-la-regione-piu-colpita-da.html
http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011_11_01_archive.html
http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011/11/nucleare-la-sogin-costruira-un-deposito.html
http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011/11/scoriechi-ci-tutela-se-nemmeno-noi-ci.html
http://lucaniconlepalle.blogspot.it/2011/11/scorie-nucleari-tanti-sapevano-del-sito.html

giovedì 6 dicembre 2012

Finanza: in Basilicata 16 dirigenti sanitari denunciati


Finanza: danno erariale per 100mila euro, 16 dirigenti sanitari denunciati

Il Nucleo di Polizia Tributaria di Potenza, nei giorni scorsi, a seguito di complesse ed articolate indagini, ha inoltrato alla Procura Regionale della Corte dei Conti una dettagliata informativa contenente gli estremi di una segnalazione per danno all’erario, pari ad oltre 100.000 euro, e la denuncia di nr.16 Dirigenti, responsabili a vario titolo delle Aziende sanitarie coinvolte.

Le indagini svolte, mirate a controllare la correttezza della spesa delle amministrazioni pubbliche, hanno riguardato il distorto uso di denaro pubblico (problema centrale dell’attuale congiuntura economica) da parte delle Aziende sanitarie, legato alla mancata attivazione di più postazioni di” sanificazione delle ambulanze” del servizio di emergenza-urgenza “118”.
In particolare, i militari operanti hanno accertato che le ambulanze del servizio “118”, provenienti dai 36 diversi presìdi territoriali di soccorso distribuiti nel territorio regionale, percorrevano anche fino a 400 km “solo” per raggiungere e rientrare dall’unica postazione attivata nella Regione (azienda di autolavaggio sita a Sant’Arcangelo), per essere sottoposte al processo di” sanificazione ordinario e straordinario”, muovendosi anche da località molto distanti dalla predetta, quali San Nicola di Melfi, Lavello, Venosa, Pescopagano, con intuibili diseconomie gestionali quali chilometraggi ingenti, costi rilevanti di carburante, usura consistente dei mezzi, spese elevate di missione, e, particolare non secondario, indisponibilità del mezzo, sottraendolo alle altre emergenze sanitarie.
Spreco di denaro pubblico che non si sarebbe verificato (impoverendo i bilanci delle Aziende sanitarie) se i responsabili delle Aziende Sanitarie Locali avessero attivato più postazioni di sanificazione, distribuendole, attesa anche la morfologia del territorio lucano, in maniera uniforme. In merito all’identificazione dei responsabili, si è segnalati come tali nr 16 Dirigenti, ovverosia tutti i direttori generali ed amministrativi delle ASL “Potenza 2” e “Matera 4” e delle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera, che nel tempo si sono succeduti alla guida dei suindicati Enti, per la mancata attivazione di altre “postazioni di sanificazione” nelle menzionate sedi, come, peraltro, appositamente previsto da specifica legge regionale.

Sul particolare fenomeno, la solerzia delle Fiamme gialle potentine ben si è adattata alla penetrante attività istituzionale dell’Autorità Giudiziaria contabile.
E’ nota ,infatti, la particolare attenzione del Governo Centrale al contenimento della spesa pubblica e il diuturno impegno profuso dalla Guardia di Finanza nel particolare settore operativo, quale polizia economico-finanziaria fortemente impegnata nel contrasto allo sperpero di denaro pubblico.
Dall’inizio dell’anno, con la segnalazione odierna, sono oltre 3,2 i milioni di euro segnalati per “danni erariali” da parte delle Fiamme Gialle Potentine alla Procura Regionale della Corte dei Conti della Basilicata.
http://www.lasiritide.it/art.php?articolo=7222

giovedì 29 novembre 2012

Spese della casta: in Basilicata indagati ventinove consiglieri e tre dirigenti



POTENZA - E' un terremoto il primo passo formale dell'inchiesta sui rimborsi delle spese presentate dalla casta regionale. Un vero assedio al Palazzo. Sono 32 gli iscritti nell'informativa consegnata dalla polizia giudiziaria alla Procura: tre alti dirigenti, due assessori in carica, e poi consiglieri regionali, molti della consiliatura in corso, altri di quella passata. Il contesto politico è trasversale, maggioranza e opposizione, centrosinistra e centrodestra. (...) Il danno quantificato finora ai danni della Regione Basilicata è di circa un milione di euro, quasi due miliardi delle vecchie lire. Gli anni di consiliatura presi in considerazione sono quelli relativi al 2009, 2010 e 2011.L'indagine, allo stato degli atti, risulta nei confronti dei seguenti esponenti politici: l'assessore all'agricoltura dell'Idv, Rosa Mastrosimone; l'assessore alle attività produttive del Pd, Marcello Pittella (ma la condizione d'assessore non c'entra, la condotta presa in esame li riguarda come consiglieri). Poi i seguenti consiglieri: Pasquale Robortella (Pd), Gianni Rosa (Pdl), Vincenzo Santochirico (Pd), Romeo Sarra (Pd), Mario Venezia (Pdl), Rocco Vita (Psi), Mariano Pici (Pdl), Nicola Pagliuca (Pdl), Alfonso Ernesto Navazio (Io amo la Lucania), Francesco Mollica (Mpa), Franco Mattia (Pdl), Vito Gaudiano (gruppo misto), Roberto Falotico (Mpa), Giuseppe Dalessandro (Pd), Paolo Castelluccio (Pdl), Luca Braia (il capogruppo del Pd), Nicola Benedetto (Idv), Antonio Autilio (Idv). Inoltre gli ex consiglieri Adeltina Salierno, Vincenzo Ruggiero, Donato Salvatore, Giacomo Nardiello, Innocenzo Loguercio, Antonio Di Sanza, Pasquale Di Lorenzo, Giovanni Carelli. Infine tre dirigenti regionali: Gerardo Calvello, ex direttore generale del consiglio regionale, Luigi Gianfranceschi, attuale direttore generale, e Maria Teresa Lavieri, dirigente dell'ufficio risorse strumentali finanziarie e tecnologiche del consiglio regionale. (....)
giovedì 29 novembre 2012
http://www.ilquotidianodellabasilicata.com/news/politica/709231/Spese-della-casta--32-indagati.html


venerdì 2 novembre 2012

Servizio odontoiatrico per disabili, una mamma: "tempi troppo lunghi"

"Mi manda Picone..."??? [commenti]
Un servizio bellissimo, utile, che viene utilizzato da decine di famiglie, non solo dell’area sud e non solo della Basilicata: è il servizio di odontoiatria per il “paziente critico” attivo da qualche anno presso l’ospedale di Chiaromonte. Un progetto sacrosanto, come sacrosanto, però, è il diritto delle famiglie di poterne godere in maniera appropriata. E’ quanto segnala la signora Maria Caldararo, madre di un ragazzo disabile di 28 anni. Ma andiamo con ordine. Il progetto nasce per pazienti che, a causa di gravi disabilità, hanno una limitata capacità di collaborare alle cure. Per questo motivo viene messa loro a disposizione un’equipe di medici che, tra le altre cose, prevede un piano anestesiologico personalizzato in base al paziente. “Nel mese di febbraio- spiega la signora Caldararo- mio figlio ha subito il primo intervento. Subito dopo ci è stato comunicato che, dopo un mese, ci avrebbero chiamati per i dovuti controlli. La chiamata, però, non è arrivata. I mesi sono diventati due, tre e così via. Intanto mio figlio aveva necessità di un controllo ma, nonostante le mie sollecitazioni, il giorno del controllo non è arrivato”. La signora racconta che, dopo ogni sollecitazione, le veniva assicurato che, di lì a breve, sarebbe stata chiamata. Ma, evidentemente, così non è stato. Fino a poche settimane fa. “Dopo otto mesi- spiega ancora la signora- mi sono recata personalmente presso il presidio e ho lamentato palesemente il disagio mio e di mio figlio. Ho chiesto di parlare con i medici, ho spiegato, in maniera concitata, le mie ragioni. Alla fine sono stata “accontentata” e mio figlio è stato inserito in lista”. La signora, però, non sembra molto contenta di questo. “E’ questo il punto- dice- io non voglio essere accontentata. Non voglio riuscire ad ottenere qualcosa perché alzo la voce, perché chi non lo fa deve avere le stesse possibilità che ho io”. La signora Caldararo evidenzia la necessità e l’utilità di un servizio del genere anche perché, in altri casi, sarebbe pressoché impossibile curare pazienti come suo figlio, che ha bisogno di essere accudito in tutto. “Ma- sottolinea- il servizio deve funzionare bene. Prima c’era il servizio di clown terapia. Ora, per colpa dei tagli, non è stata rinnovata la convenzione. Inoltre sarebbe bene aggiungere piccoli accorgimenti per accogliere anche le persone che vengono da lontano e che devono restare in ospedale tutto il giorno. Se i tagli sono necessari, tagliassero altrove, non nella sanità, soprattutto quella riservata a chi ha già quotidianamente bisogno di cure”.[...]

In merito alla segnalazione della signora Caldararo, che ha sollecitato, tra le altre cose, la cancellazione di alcuni servizi contingenti a causa dei tagli, abbiamo contattato l’azienda sanitaria di Potenza attraverso il suo ufficio stampa. Ci è stato riferito che dalle indagini effettuate risulta che il paziente in questione a distanza di un mese dal primo intervento poteva subire il secondo intervento. “Si è reso necessario differire tale intervento odontoiatrico per far fronte a improcrastinabili urgenze. Il paziente è stato comunque operato successivamente”(e meno male-ndr). [...]

Mariapaola Vergallito
art. originale e completo su:
http://www.lasiritide.it/art.php?articolo=7057

giovedì 25 ottobre 2012

Basilicata: in eccesso 1 unità su 2 del personale della Regione

Le spese della Basilicata
Personale della Regione
in eccesso 1 unità su 2



POTENZA - Uno su due è di troppo. E 577 

sono tutti quelli di cui si potrebbe fare
a meno. È l’eccesso di personale della
Regione, numeri che dimostrerebbero
come un dipendente regionale su due
è in esubero. Invece, degli attuali 985 ne basterebbero 408. Con un eccesso di
spesa di 48 milioni e 100 mila euro, un
possibile ulteriore risparmio di 6 milioni e
200 mila euro e una cifra che tocca il 100
per cento dell’addizionale regionale del
l’ Irpef. E soprattutto con una risparmio in
tasse per ogni cittadino lucano di 82 euro
l’anno.Lo dice un dossier dell’ufficio studio
della Confartigianato sull’eccesso di personale nelle regioni italiane. In particolare, il dossier
dopo aver suddiviso gli enti in raggruppamenti omogenei per dimensioni e categorie, e dopo aver individuato per ciascun gruppo la regione virtuosa ha fatto i calcoli e tratto le relative conseguenze.
Con non poche sorprese: come quella, appunto, di un esubero di personale che per l’ente 
regionale ha raggiunto il 58, 6 per cento.
La Regione ha, infatti, 985 unità su una popolazione di 587mila 517 unità, circa l’1,3 per cento quindi.
Con l’adeguamento alla regione più virtuosa ne basterebbero 408. Un 1,7 per cento ogni 1000 abitanti.
In più, quindi, secondo lo studio vi sono 577 addetti regionali. Un numero decisamente alto, un
numero che come viene sottolineato nella relazione, se tagliato potrebbe portare ad una notevole 
riduzione della spesa. Secondo la relazione, infatti, la Basilicata ha speso per il personale 61
milioni di euro ossia 104 euro pro capite per ogni lucano. Con la riduzione del personale, invece,
si avrebbero anche risparmi interessanti come il 100 per cento dell’addizionale Irpef. «La dimensione
degli eccessi di spesa rende evidente la possibilità di utilizzare tagli di spesa e la riduzione degli
sprechi per abbassare la pressione fiscale per cittadini e imprese - precisa la relazione......
..... Perchè come conclude la relazione «si tratta di risparmi conseguibili nel tempo, 
attraverso un rigido blocco del turnover ed un nuovo disegno dei processi produttivi dei
servizi regionali».
di    Antonella Inciso

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=563176&IDCategoria=12

venerdì 5 ottobre 2012

118 IN AFFANNO... Ambulanze ferme nei parcheggi ..però c'è l'"indispensabile" elisoccorso notturno...


Riceviamo e pubblichiamo:
Ogni volta che al 118 Basilicata si apportano piccole modifiche organizzative vengono sempre enfatizzate dai “governanti della sanità “ come delle “rivoluzioni copernicane”, ricordiamo l’ultima relativa ai voli notturni dell’elisoccorso. 
Ma poi in Basilicata la realtà si dimostra essere sempre altra cosa ed alle “parole politiche” non seguono mai i fatti, tutto ciò grazie all’incapacità dei “manager-politici” super pagati cui si contrappone la professionalità degli operatori in prima linea. Lavoratori che non messi in condizione di poter offrire il miglior servizio agli utenti per una serie di mancanze ed in primis proprio un numero di addetti non adeguato alle esigenze. Ed il risultato è che molte autoambulanze del 118 non partono, ferme nei parcheggi perché mancano gli autisti e gli infermieri cui si accompagna un servizio non efficiente della centrale operativa di Basilicata Soccorso perché in affanno rispetto al numero esiguo degli operatori ed alle migliaia di telefonate che si generano. Due/tre operatori al massimo a turno che seppur specializzati si trovano di fronte ad un carico di lavoro abnorme ed è fisiologico che molte domande possano trovare risposte tardive. 
Tante le denunce che ciclicamente si ripetono con le quale i cittadini evidenziano i disservizi del 118, di contro dalla governance nessun provvedimento viene posto in essere per porre rimedio.
Ho protocollato questa mattina due interrogazioni su queste tematiche (attività autoambulanze e centrale operativa) chiedendo al Governatore De Filippo spiegazioni e provvedimenti consequenziali. La speranza è che questa mia iniziativa possa contribuire a cambiare la situazione esistente.
Il cittadino ha diritto ad ottenere servizi efficaci ed efficienti, se a detto sacrosanto principio abbiniamo il particolare momento che attraversiamo, la sanità rientra in pieno nei tagli previsti per i finanziamenti nazionali, necessita ancora di più una riorganizzazione complessiva del sistema sanitario, che porti all’eliminazione degli sprechi e al contestuale potenziamento di quei servizi utili come il 118. 
Spero che questo semplice concetto sia chiaro anche alla politica e ai super manager sanitari.

Potenza 5/10/2012
Gianni Rosa

venerdì 21 settembre 2012

SCUOLA: DURA PROTESTA DEI GENITORI DI NOEPOLI


Riceviamo e pubblichiamo

DA LUNEDI 17 SETTEMBRE NOI GENITORI DELLA SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA DI
NOEPOLI PROVINCIA DI POTENZA , STIAMO SCIOPERANDO NON FACENDO FREQUENTARE I NOSTRI FIGLI LE LEZIONI, PERCHE' RIVENDICHIAMO UNA QUALITA'  MIGLIORE D'INSEGNAMENTO.IN PRATICA LA SCUOLA ELEMENTARE GIA IN REGIME DI PLURICLASSE DA DIVERSI ANNI HA COMUNQUE AVUTO TRE INSEGNANTI, CHE GARANTIVANO UNO SDOPPIAMENTO D'INSEGNAMENTO DEI VARI PROGRAMMI DELLE VARIE CLASSI , QUEST' ANNO A FRONTE DEI TAGLI E DELLE VARIE CRISI ECONOMICHE SBANDIERATE CONTINUAMENTE SIA A LIVELLO REGIONALE CHE NAZIONALE GLI INSEGNANTI SAREBBERO 2 PRODUCENDO NOTEVOLI DISAGI SIA AL LAVORO DEGLI INSEGNANTI CHE ALL'APPRENDIMENTO DEI NOSTRI FIGLI.NOI CHIEDIAMO CHE SIA CONCESSA IN QUALSIASI FORMA UN INSEGNANTE CHE PERMETTA LO SDOPPIAMENTO DELLE VARIE CLASSI AL FINE DI NON PEGGIORARE IL LIVELLO QUALITATIVO DELL'INSEGNAMENTO E DEL CONSEGUENTE APPRENDIMENTO DEI NOSTRI FIGLI.
QUESTO ESCLUSO A PRIORI DALLA DIRIGENTE  SCOLASTICA , SENZA PERO OFFRIRCI UN EVENTUALE SOLUZIONE IMPEDENDOCI DI DIALOGARE .CON LA NOSTRA PROTESTA CHE NATURALMENTE CONTINUERA AD OLTRANZA , GRAZIE ANCHE ALLE ALTRE ISTITUZIONI OLTRE A QUELLE SCOLASTICHE , CHE PUR VENUTE A CONOSCENZA DELLA PROTESTA DI NOI GENITORI MESSA INATTO, GRAZIE ALL'INTERESSAMENTO DI VARIE TESTATE GIORNALISTICHE RAI , TV PRIVATE RADIO E TESTATE GIORNALISTICHE   SEMBRA CHE NON MERITIAMO ATTENZIONE COME SE NOI GENITORI E UNACOMUNITA INTERA NON ESISTA, A NOI GENITORI PRESENTI A PRESIEDERE DAVANTI LA SCUOLA, NON E' STATA OFFERTA NESSUNA POSSIBILITA' DI DIALOGARE CON
NESSUN ORDINE IN GRADO DI RACCOGLIERE E ANALIZARE LE NOSTRE RICHIESTE.
LO SCONFORTO NOSTRO E' TANTO NEL VEDERSI ABBANDONATI DA CHI DOVREBBE
GARANTIRE SIA A NOI GENITORI CHE SOPRATTUTTO AI NOSTRI FIGLI UN DIRITTO FONDAMENTALE QUALE QUELLO DELLO STUDIO FATTO IN UNA MANIERA UGUALE PER TUTTI E SOPRATUTTO SENZA OSTACOLI .QUATTRO GIORNI DI SCIOPERO SENZA CHE NESSUNO SIA VENUTO A CHIEDERCI PERCHE' 14 BAMBINI DELLE ELEMENTARI E 14 RAGAZZI DELLE MEDIE E RELATIVE FAMIGLIE , VISTO CHE SI PARLA TANTO DI NUMERI POSSONO ESSERE SACRIFICABILI E QUESTO CHE CI PIACEREBBE CONOSCERE DA CHI CI PUO RISPONDERE.
(I GENITORI DEGLI ALUNNI DI ELEMENTARI E MEDIE DI NOEPOLI PZ)
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-559ca240-22a9-400a-8c62-0fbfb5481623-tgr.html#p=0
http://www.lasiritide.it/flash.php?number=1550
http://www.lasiritide.it/art.php?articolo=6869

RIFIUTI RADIOATTIVI: COSA INTENDE FARE DE FILIPPO?


Sui rifiuti radiottivi De Filippo cosa vuole fare?

Chissà se il Governatore della Basilicata Vito De Filippo, ultimamente convertitosi sulla strada della Val D’agri all’ambientalismo ed alla protezione della natura, sulla misteriosa vicenda dei bidoni radioattivi insabbiati in qualche località lucana voglia porre la stessa attenzione? 


Una vecchia vicenda che ebbe anche una travagliata e strana storia giudiziaria, quando agli inizi degli anni 2000 si parlò di circa 600 bidoni di materiale radioattivo partiti dall’Enea di Rotondella, di cui 500 mandati in Somalia e 100 in terra lucana.
Da sottolineare che i 100 bidoni “presumibilmente infossati illegalmente” in Basilicata non furono mai ritrovati. Ma la questione non è chiusa e dobbiamo anche questa volta dare atto al settimanale di inchiesta Basilicata24 che ha pubblicato l’8 settembre 2012 un articolo ove si riferisce nuovamente di presunti materiali radioattivi provenienti dalla Enea di Rotondella, sotterrati in territorio lucano. Insomma Basilicata24 è ritornata sul caso facendo un sopraluogo in una zona recintata tra i calanchi tra Pisticci e Ferrandina, dopo aver avuto alcune informative da persone informate dei fatti. I giornalisti di inchiesta si sono recati prima due volte a controllare e misurare i livelli di tossicità e una prima volta riscontrato valori tra i 0.020 ed i 0,024 millirandom/ora sino a punte di 0,031 in alcune zone della presunta discarica radioattiva. A distanza di 3 mesi Basilicata24 effettua un altro sopraluogo in zona, addentrandosi in campo aperto coltivato a grano ed olivi, rilevando livelli di 0.022 ed i 0,035 millirandom/ora.
Con professionalità e scrupolo civile, i giornalisti di inchiesta fanno un terzo sopralluogo, ma questa volta in compagnia di un esperto geologo munito di uno strumento professionale di alta precisione che rileva 0.180 microsievert/ora e lateralmente alla discarica 126 microsievert/ora. Valori che segnano un’anomalia evidente dato che superano tre volte e mezzo il valore di radioattività naturale.
Che dire? Di certo la notizia è inquietante per tutti i lucani, immaginiamoci per la popolazione residente nella zona e sta destando preoccupazione sull’origine e le cause del particolare fenomeno rilevato.
Pertanto è necessario che la Regione Basilicata intervenga immediatamente con un monitoraggio “ufficiale” serio, approfondito e trasparente.
Oggi è stata presentata un’interrogazione con la quale si chiede al Presidente De Filippo se la notizia di questa presenza di rifiuti tossici evidenziata dalla inchiesta di Basilicata24 corrisponda al vero.
Ma una risposta che deve essere suffragata dai fatti e dalle carte, cioè se gli enti regionali preposti hanno condotto analisi e con quali risultati e se sono state intraprese ulteriori azioni di monitoraggio ambientale.
Infine ho richiesto per tranquillizzare la popolazione residente, l’immediato intervento dell’Arpab e/o ASM per determinare compiutamente le cause ed i motivi del fenomeno segnalato e le relative prescrizioni.
A contempo, alla burocrazia regionale, spesso disattenta e poco comunicativa si prega volere anche predisporre un’adeguata pubblica informazione al fine di rendere edotta l’opinione pubblica su quanto realmente accaduto.
Siccome di Fenice, Pertusillo, mancate analisi in Val D’Agri, Fiume Noci e via dicendo, insegnano e certificano che lo scarso rispetto per l’ambiente ormai è costume in Basilicata, cui si accompagna l’amorale prassi di non monitorare o nascondere i dati, ci auguriamo che questa volta trattandosi di rifiuti tossici non si continui a scherzare con la salute dei cittadini.
Già sentiamo troppe barzellette di una Basilicata Verde, pulita, incontaminata e poi le crisi ambientali è sempre dietro l’angolo. E’ ora di finirla con questo pressappochismo che sta iniziando a diventare immorale e pericoloso.

Potenza 21/09/2012

Gianni Rosa
 http://www.giannirosapdl.it/

giovedì 13 settembre 2012

BASILICATA- SOSPETTI CONTINUI SUGLI AFFIDAMENTI DEGLI INCARICHI

- SOSPETTI CONTINUI SUGLI AFFIDAMENTI DEGLI INCARICHI -
13 sett- CONSULENZE E "I FIGLI E I PARENTI DI" AL CROB


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È noto ai suoi lettori, che Blogallo si occupa in particolare di sanità con inchieste e approfondimenti. E spesso, come molte redazioni, riceve lettere, anche anonime, e segnalazioni sulla sanità regionale. In qualche caso riguardano il tema degli incarichi, delle assunzioni e dei concorsi del comparto regionale. Ultima in ordine cronologico racconta l'affidamento di una consulenza all'ospedale Crob di Rionero in Vulture. Si tratta del posto per un ingegnere biomedico o con laurea equipollente per la gestione dei software e delle macchine dell'ospedale. Una figura della quale negli ultimi anni molte aziende sanitarie si stanno dotando, molto utile a coadiuvare i medici nella scelta e nella gestione delle apparecchiature diagnostiche ed elettromedicali. Chi ha scritto la lettera di segnalazione è un giovane ingegniere lucano, molto deluso come tanti giovani che si affaciano nel mondo del lavoro, che ha manifestato i suoi dubbi sulla modalità di espletamento dell'iter e della conseguente assegnazione della consulenza. A suo parere rientra in un «andazzo generale» che investe l'intero comparto regionale delle assunzioni pubbliche. La cronaca lucana degli anni trascorsi, in linea generale gli da ragione al di la del caso singolo da lui sottoposto. Intanto sono stati chiesti da Blogallo lumi alla direzione del Crob che con dovizia di particolari ha chiarito i passaggi, per la verità abbastanza farraginosi, dell'affidamento della consulenza. Infatti vi sono state 3 riaperture dei termini di presentazione delle domande e l'ampliamento della fascia dei titoli per parteciparvi. Tutto regolare a rigor di norma. L'atteggiamento, a loro dire, è stato tecnicamente ineccepibile e molto attento, anche al fine di evitare ricorsi che sono sempre dietro l'angolo; Ma non le polemiche. Il dato è che c'è di mezzo un nome noto e di rilievo nel mondo della giustizia lucana. Il Crob non è nuovo a questi fatti, sono più di uno i "figli o parenti di" che vi lavorano o vi hanno lavorato. Naturalmente questo non significa che ci sia del losco sempre e in automatismo, e non ci sono certamente dati che devono far pensare male "anche se a volte ci si azzecca" Il giovane ingegnere deluso ed escluso ha forse malignamente, pensato che l'iter per l'affidamento della consulenza alla quale anche lui mirava, fosse stato guidato al fine di favorire il figlio del noto Giudice. Questo, a rigor di norma, non può tecnicamente essere affermato. Anche se la macchina delle assunzioni e dell'affidamento delle consulenze, al di la del candidato di questo o di altri casi, nell'atto conclusivo può far pensare a una discrezionalità eccessiva della commissione alla quale nessuno, nemmeno gli organi di controllo, possono opporsi.
SE SI CAMBIASSE SISTEMA FIORSE I DUBBI SI RIDURREBBERO
È una commissione interna che decide chi promuovere in "camera caritatis" senza dover dar conto a nessuno se non alla propria coscienza. Nel caso segnalato dal giovane ingegnere, sono stati il direttore scientifico, il dottor Musto e un ingegnere elettronico interno, Scapicchio, a scegliere l'ingegnere elettronico "figlio di" come è stato definito nella segnalazione, titolare di quella che loro hanno ritenuto la professionalità più adatta alle loro esigenze. Quindi, al di la del singolo caso, dovrebbe essere l'autoregolamentazione a dover rivedere le modalità di affidamento e di assunzione al fine di garantire il massimo della trasparenza, per non sollevare sollevare dubbi, che probabilmente in molti casi vanno a ledere la professionalità di un assunto forse mal   visto   solo   perchè "figlio o parente di".
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