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venerdì 17 giugno 2011

LAVORO: SELEZIONI E SEGNALAZIONI …..BENVENUTI AL SUD


La “SELEZIONE” – colloquio di lavoro-  mira alla ricerca dell’eccellenza, del meglio disponibile in un determinato momento e luogo: obiettivo è potenziare, rendere più competitiva un’azienda o impresa.
La “SEGNALAZIONE” prescinde dalle “qualità” (e se ci sono è casualità pura), mira alla “sistemazione” di amici, parenti, amici di amici e amanti: obiettivo è affermare, consolidare potere politico.
I “SELEZIONATI” sono persone capaci, competitive; stimolate, dalla competizione, a migliorarsi e autoaffermarsi.
I “SEGNALATI” spesso sono passivi, non interessati ( incapaci?) all’accrescimento delle proprie competenze; disposti ad invecchiare nell’attesa, si vendono al politico di turno,  malinconicamente, a volte, disposti a tutto.
Il “SELEZIONATORE” ha a cuore il successo dell’azienda e risponde in prima persona di eventuali errori.
Il “SEGNALATORE” ha a cuore il proprio  successo. Dei danni arrecati raramente risponde; ricadono sui cittadini.
SELEZIONARE” è prassi consolidata nelle zone più evolute economicamente del nord Italia, dove prosperano piccole, medie e grandi aziende.
SEGNALARE” è una caratteristica molto meridionale dove,  eccetto poche isole felici, l’economia arranca e   “l’azienda” più importante è la Pubblica Amministrazione.
……Benvenuti al Sud!lavori in corso

mercoledì 8 giugno 2011

consulenze trasversali nella sanita' lucana


I consiglieri Gianni Rosa, Nicola Pagliuca, Mario Venezia e Mariano Pici del gruppo Pdl hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Giunta De Filippo riguardante la delibera di Giunta 1404/2010 del 1 settembre con la quale si approva una convenzione tra la Regione Basilicata e l’Age.Na.S - Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Locali - compenso pattuito euro 100.000, che prevede l’instaurazione di un rapporto di collaborazione per approfondire, valutare e migliorare la bozza del Piano Regionale della Salute e dei Servizi alla Persona 2010-2012 e l’elaborazione di nuove linee guida per la stesura degli atti aziendali. Con la stessa delibera viene affidato il coordinamento tecnico dei rapporti con l’Age.Na.S. al dott. Giuseppe Montagano, dirigente pro tempore all’Ufficio Formazione ed Aggiornamento e Politiche del Personale del SSR del Dipartimento Salute e Sicurezza della Regione Basilicata,
Dichiarano i firmatari “Innanzitutto rileviamo l’assenza dell’Assessore Martorano nella seduta di Giunta, nonostante la delibera riguardi il suo dipartimento, l’importante cifra impegnata e la delicatezza e l’importanza dell’oggetto della convenzione, troppo spesso capita che gli assessori siano in altre faccende affaccendati, quando si decide su materie loro delegate”. Il gruppo Pdl però fa notare che la settimana prima, in data 25/08/2010 (DD 1767) è stato conferita dall’Age.Na.S. al dott. Giuseppe Montagano, una consulenza tecnica con un compenso previsto di euro 45.000. “Sempre e solo una coincidenza, nell’assoluta regolarità amministrativa, ma come da costume della maggioranza è manifesta l’inopportunità politica e l’insobrietà amministrativa” – continuano i consiglieri “la Regione Basilicata nonostante abbia in organico il dott. Montagano, risorsa umana di notevole competenza professionale, fatto confermato dal rapporto di consulenza con la stessa Age.Na.S, poi stipula con un evidente aggravio di spesa una specifica convenzione con la stessa Agenzia. L’assessore Martorano, imprenditore prestato alla politica deve spiegare la ratio di una tale scelta che risulta essere anti-economica ed in contraddizione con la normale logica. Come se in un’azienda si ha un super esperto e non lo si utilizza, preferendo invece rivolgersi all’esterno con altro esborso finanziario. Forse la logica del risparmio non è importante con i soldi dei cittadini”. Nell’interrogazione i consiglieri del Pdl chiedono se il Presidente De Filippo e l’assessore Martorano erano e sono a conoscenza del rapporto di consulenza tecnica esistente tra il dirigente pro tempore del Dipartimento Salute dott. Montagano e l’Age.Na.S e la natura dell’incarico affidato allo stesso dall’Age.Na.S, gli eventuali altri rapporti avuti negli ultimi cinque anni con l’Age.Na.S. dal Montagano e da altri dipendenti regionali e la copia dei curriculum vitae. “Non crediamo che sia una semplice coincidenza, che tra l’affidamento delle due consulenze citate in premessa trascorrano solo pochi giorni” sostengono Rosa, Pagliuca, Venezia e Pici “ma devono dirci se esiste una specifica pianificazione da parte della Giunta Regionale oppure si tratta del solito “giochino” per premiare qualche dirigente alquanto ligio al “potere” e non al Dovere”. Intanto, a qualche mese dalla convenzione abbiamo chiesto una relazione sullo stato attuale dell’incarico attribuito all’Age.Na.S. visto che alcune previsioni della convenzione dovevano essere definite entro sei mesi dalla stipula della stessa”. “Da inizio legislatura abbiamo sempre evidenziato come la Giunta De Filippo prenda decisioni senza una vera strategia di governace, in tutti i settori” – concludono “poi nella sanità, nonostante le dichiarazioni di esultanza, i vani tentativi di riforme, i tanto proclamati tagli alle spese inutili, per l’ennesima volta dimostrano che questa volontà non esiste. Mentre il bilancio della Sanità va sempre più in deficit, il Governo Regionale persevera nell’uso della finanza pubblica ad uso e consumo dei “singoli” e non della “collettività”. Si continua a dare regalie e contentini alle varie “caste” piccole o grandi che siano. Si continua a calpestare anche ogni minino criterio di buon senso e di sobrietà. Ci aspettiamo che l’assessore Martorano, tecnico ed esterno alla “partitocrazia”, prenda le distanze da tali scelte? Come mai non le stoppa sul nascere, dando una concreta svolta alla governance della Sanità? Non può? Non gli lo permettono oppure le approva? Ce lo faccia sapere possibilmente prima di qualche altra regalia, sia a noi che sopratutto ai lucani che pagano tasse e ticket”.

Potenza 23/05/2011
Gianni Rosa, Nicola Pagliuca, Mario Venezia, Mariano Pici 

lunedì 30 maggio 2011

Inchiesta "DOMINO" il grande imbroglio Lucano che fa tremare i palazzi della politica


LUNEDÌ 30 MAGGIO 2011

Inchiesta "DOMINO" il grande imbroglio Lucano che fa tremare i palazzi della politica

[Osservatorio Media] Riportiamo di seguito l’interessante articolo di Pino Perciante pubblicato oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Mette in luce aspetti sui gravi indizi di colpevolezza a carico di indagati ed arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Domino”. Una maxi truffa che vede coinvolti per il momento imprenditori ed amministratori di società in Basilicata attive nel settore delle energie rinnovabili sulle quali la Ola ed i comitati locali da tempo ne evidenziavano, in grandi linee, lo scopo speculativo e gli interessi. Una inchiesta che - secondo la Ola - non ha niente di diverso da quanto avvenuto anche in altre regioni italiane sulle energie rinnovabili divenute purtroppo un settore ove si sono accesi gli appetiti di speculatori e/o loro prestanome ed anche gli interessi ddel mondo della politica. Di seguito l’articolo di Perciante che offre interessanti spunti di riflessione sul ruolo delle società, dietro cui vi sono i nomi di quello che la Guardia di Finanza ed il GIP definiscono maxi truffa. Una indagine che inevitabilmente finirà per coinvolgere e far tremare i palazzi della politica. Li da dove partono le autorizzazioni ambientali ai progetti energetici:[di Pino Perciante *] Ecco il grande imbroglio da 91 milioni di euro come emerge dalle 133 pagine dell’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip di Lagonegro, Lucia Iodice, su richiesta del pm Francesco Greco. Il provvedimento svela tutta la vorticosa rete di relazioni commerciali ed economiche finte messe in piedi dall’ex sindaco di Latronico Franco Mastropietro arrestato mercoledì scorso, insieme ad altre quattro persone, dalla Guardia di finanza di Lauria nell’ambito dell’operazione «Domino» che vede anche quindici indagati a piede libero. Insieme a Mastropierro, un ruolo di primo piano nell’organizzazione smantellata dalla Gdf lo assume anche un altro degli arrestati: Francesco Solimando, di Policoro, ex della giunta della Camera di commercio di Matera. A lui come a Mastropietro sono riconducibili diverse società (Energaia Srl, Clean Energy Srl, Euroimpianti Srl, Windenergys Srl,Ventilo Srl, Vis elettrica Srl). La frode raggiunge il culmine proprio quando i due vengono in contatto. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti la Medialuc (gruppo Mastropierro), emette una fattura (la numero 79 del 10 dicembre 2007) ad Energaia (gruppo Solimando) che reca come oggetto «fornitura biomassa per centrale di Teana – contratto del 3 dicembre 2007- primo acconto». Ma dell’impianto non è ancora sorta neppure la prima pietra, che mai sorgerà. La centrale di Teana non è un progetto da realizzare, ma serve solo a mascherare una serie di false fatturazioni per non pagare le tasse. Un imponibile di quella fattura era di 100mila euro, l’iva di 20mila

euro. E’ uno degli esempi più eclatanti del grande imbroglio ma ce ne sono altri. Per la ditta individuale di Domenico Chiacchio (tra gli indagati), la Medialuc emette una fattura (la numero 35 del 30/12/2007) per un imponibile di 25mila euro e iva di 5mila euro che reca come oggetto «emetto fattura in merito allo studio di fattibilità ed ai rapporti con le boschive del territorio per parco nazionale del Pollino – primo acconto» . La fattura, scrive il gip, siriferisce ad un’operazione inesistente perché la ditta Chiacchio è titolare solo di una piccola attività commerciale. In altri casi è risultato che ditte destinatarie di fatture erano all’oscuro di tutto. Ma tornando alla centrale, il 17 gennaio 2007 la Medialuc acquista per 17.500 euro da un privato a Teana un terreno che il 9 febbraio viene venduto alla Energaia (gruppo Solimando) al prezzo di 230mila euro più iva (46mila eur o) per un totale di 276 mila euro. Per tale cessione la Medialuc emette fattura numero 1 del 15 gennaio 2007. Circa un anno dopo, il 20 febbraio 2008 vengono registrati altri due atti: con il primo ,del 23 gennaio 2008, la Medialuc acquista da un privato ulteriori particelle confinanti con il precedente terreno per l’importo di 40 mila euro; con il secondo vende le particelle sempre alla Energaia per l’ importo di 210 mila euro. Per questa ulteriore cessione la Medialuc emette fattura numero 4 del 31 gennaio 2007 per 252mila euro. Per il gip:«Un aumento di valore cosi elevato in cosi poco tempo in un’operazione che si ripete per lo stesso fondo ad un anno di distanza, e, poi, con le stesse modalità anche per un altro fondo, non può spiegarsi semplicemente con le regole del libero mercato, soprattutto se le due società,
Medialuc ed Energaìa, prima, e Mediafin ed Energaìa, poi, operano in un quadro già caratterizzato da finalità criminose mediante lo scambio di fatture per operazioni inesistenti. In definitiva, si è accertato che questa doppia vendita ha obbedito alla funzione di creare un costo fittizio elevato (la seconda cessione) per la Energaia srl, idoneo ad abbattere in misura rilevante l’ammontare dei ricavi». Un’altra fattura emessa «per prestazioni eseguite per il raggiungimento della delibera regionale a costruire la centrale a biomasse in Teana»( ndr la Regione esprimerà in seguito diniego alla società Energaia), si rivela, secondo gli inquirenti, clamorosamente falsa. Infatti, si è accertato che mentre Medialuc ha registrato la fattura n.112 del 27 dìcembre 2007 per l’importo di 15 mila euro, la Vis Elettrica ha dichiarato la fattura n. 82 del 27 dicembre 2007 (identica nella descrizione della prestazione) con un importo imponibile pari a 350mila euro. In sostanza, lo stesso documento è stato registrato con uno zero in più che decuplica l’imponibile. A fronte di costi sostenuti per circa 30 mila euro, la Tecnocostruzioni avrebbe fornito macchinari in acciaio per industrie alimentari per oltre un milione di euro, effettuato lavori di movimento terra, posa in opera di impianti, indagini per individuazioni di terreni per il fotovoltaico, mini eolico e grande eolico in alcuni comuni del materano: tutto falso.

martedì 24 maggio 2011

Sanità lucana ancora sprechi e doppi incarichi


pubblicata da Gianni Rosa il giorno martedì 24 maggio 2011 alle ore 10.06
I consiglieri Gianni Rosa, Nicola Pagliuca, Mario Venezia e Mariano Pici del gruppo Pdl hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Giunta De Filippo riguardante la delibera di Giunta 1404/2010 del 1 settembre con la  quale si approva una convenzione tra la Regione Basilicata e l’Age.Na.S - Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Locali - compenso pattuito euro 100.000, che prevede l’instaurazione di un rapporto di collaborazione per approfondire, valutare e migliorare la bozza del Piano Regionale della Salute e dei Servizi alla Persona 2010-2012 e l’elaborazione di nuove linee guida per la stesura degli atti aziendali. Con la stessa delibera viene affidato il coordinamento tecnico dei rapporti con l’Age.Na.S. al dott. Giuseppe Montagano, dirigente pro tempore all’Ufficio Formazione ed Aggiornamento e Politiche del Personale del SSR del Dipartimento Salute e Sicurezza della Regione Basilicata,
Dichiarano i firmatari “Innanzitutto rileviamo l’assenza dell’Assessore Martorano nella seduta di Giunta, nonostante la delibera riguardi il suo dipartimento, l’importante cifra impegnata e la delicatezza e l’importanza dell’oggetto della convenzione, troppo spesso capita che gli assessori siano in altre faccende affaccendati, quando si decide su materie loro delegate”.  Il gruppo Pdl però fa notare che la settimana prima, in data 25/08/2010 (DD 1767) è stato conferita dall’Age.Na.S. al dott. Giuseppe Montaganouna consulenza tecnica con un compenso previsto di euro 45.000.
“Sempre e solo una coincidenza, nell’assoluta regolarità amministrativa, ma come da costume della maggioranza è manifesta l’inopportunità politica e l’insobrietà amministrativa” – continuano i consiglieri “la Regione Basilicata nonostante abbia in organico il dott. Montagano, risorsa umana di notevole competenza professionale, fatto confermato dal rapporto di consulenza con la stessa Age.Na.S, poi stipula con un evidente aggravio di spesa una specifica convenzione con la stessa Agenzia. L’assessore Martorano, imprenditore prestato alla politica deve spiegare la ratio di una tale scelta che risulta essere anti-economica ed in contraddizione con la normale logica. Come se in un’azienda si ha un super esperto e non lo si utilizza, preferendo invece rivolgersi all’esterno con altro esborso finanziario. Forse la logica del risparmio non è importante con i soldi dei cittadini”


venerdì 13 maggio 2011

Consigliere Regionale Ruggiero condannato: deve lasciare Regione.



MERCOLEDÌ 11 MAGGIO 2011

Sentenza della corte di appello di Potenza di decadenza da consigliere Regionale per il capogruppo regionale UDC Enzo Ruggiero


Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale,Vincenzo Ruggiero (nella foto), è decaduto dalla carica. Lo ha stabilito stamane la “sentenza esecutiva” emessa dal Giudice della Corte di Appello di Potenza che ha praticamente capovolto la pronuncia di primo grado. Subito dopo il deposito della sentenza Ruggiero dovrà abbandonare i banchi del parlamentino lucano e fino ad allora dovrà astenersi da ogni deliberazione in quanto presente durante la lettura del Giudice. Ruggiero, difeso dall’avv. Gulfo e dal prof. Caputi Jambrenghi, potrà chiaramente ricorrere in Cassazione. Dunque, il Giudice d’Appello ha accolto il ricorso presentato tra gli altri dall’ex sindaco di San Giorgio, Gennario Labollita, difeso dall’avv. Vincenzo Montagna, e dal subentrante consigliere Gagliardi difeso dal prof.re Abbamonte del foro di Napoli. Certamente Ruggiero potrà ricorrere in cassazione , ma la sua carriera di consigliere Regionale per adesso finisce qui. In questo periodo si era distinto soprattutto perchè si era attivato per scippare , riuscendoci , l'indirizzo informatico al professionale di Policoro e poi essendo stato l'artefice dell'accordo con Lopatriello dell'entrata dell'UDC in giunta , e protagonista dell'alleanza del grande centro Policorese consumatasi con una cena in una capannina a base di bufale napoletane . Adesso molti saranno gli orfani che lascerà per strada , a cominciare dai piani fatti per una casa di mastrisimoniana memoria. Ma come i Virgorsol si cambia aria , morto un re se ne cercheranno un'altro.......... tanto la quaglianide è diventata un'infezione dilagante.......
(foto a sinistra tratta dal corriere di policoro)

sabato 23 aprile 2011

CIMITERO DI SCORIE AD OGNI COSTO???????


Scorie nucleari, L'Espresso smentisce la Sogin

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ROTONDELLA – Le scorie custodite all’Enea della Casaccia, vicino Roma, potrebbero essere trasferite nel centro della Trisaia. Una notizia bomba, quella pubblicata ieri sul settimanale L'Espresso, che confermerebbe i sospetti delle associazioni ambientaliste sul “sovradimensionamento” dei due capannoni che hanno ottenuto di recente il “VIA” da parte del Ministero dell’Ambiente.
Nell’articolo, firmato da Luca Carra e intitolato “Nucleare che già c’è”, si legge: “Sono in corso le valutazioni tecniche finalizzate al trasferimento di combustibile all’impianto Itrec di Rotondella”. Finora la Sogin ha sempre escluso questa ipotesi, anche nell’ultima riunione della cabine di regia, al termine della quale in un lungo comunicato stampa si affermava che “nulla verrà portato in Basilicata da altri siti”. Nella stessa occasione, l’assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi, ha sostenuto che “i rapporti tra Regione e Sogin sono cambiati” perché la società che gestisce i rifiuti nucleari “ha intrapreso un percorso di grande onestà in maniera attenta e responsabile”. Tesi condivisa dall’assessore alle Infrastrutture, Rosa Gentile: “Abbiamo intrapreso la strada giusta, ora dobbiamo lavorare perché si proceda celermente”.
In una nota pubblicata nel pomeriggio su Basilicatanet, l’assessore Mancusi ha dichiarato di aver preso atto della “netta posizione della Sogin con cui si rigettano le ipotesi di progetti reconditi di portare in Basilicata le scorie custodite nella Casaccia”, poi ha aggiunto che “l’attenzione sul tema resterà altissima”.
A tre giorni di distanza dall’emendamento che, con ogni probabilità, ha solo spostato di 12 mesi la definizione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare - secondo molti attenti osservatori semplicemente al fine di boicottare i referendum di giugno - se queste voci venissero confermate l’incubo del deposito nazionale si sposterebbe dopo 8 anni di appena 8 km, cioè da Scanzano a Rotondella.

venerdì 8 aprile 2011

REFERENDUM :ANONIMO HA DETTO......

 Anonimo ha detto...

Ai referendum di
domenica 12 e lunedì 13 giugno vota SI per dire NO.
1- Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.

2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.

3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè
Berlusconi non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il
quorum lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per
tutti i cittadini italiani:
1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU'
FARE ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.

2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA,
BERLUSCONI NON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA'.

3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON
POTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E DOVRA' DIMETTERSI.
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E'
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Secondo la
propaganda berlusconiana le cose devono andare a finire così:
1 - I cittadini si informano attraverso la Tv.
2 - Le Tv appartengono a Berlusconi.
3 - Berlusconi, per i motivi sopra indicati, non vuole che il referendum passi.
4 - Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
5 - I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
6 - I cittadini, non andranno a votare il referendum.
7 - Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà, resterà al suo posto.
8 - I cittadini, continueranno a prenderla nel deretano.

mercoledì 6 aprile 2011

ENEA di ROTONDELLA: QUANTO CONTANO IN LUCANIA SALUTE E AMBIENTE ?

PLUTONIO

....."Oggi  la Regione Basilicata ha escluso la possibilità di ospitare nuove centrali ed esiste un tavolo della trasparenza che coinvolge istituzioni regionali, associazioni e comuni sulle questioni che riguardano  il nucleare, anche se non sono incoraggianti i risultati raggiunti fn’ora dal  tavolo,  soprattutto  in  tema di monitoraggio ambientale:    “l’ Arpab non  effettuerebbe  come dovrebbe i necessari controlli sul pozzetto di scarico delle acque che confluiscono in mare, disattendendo  il protocollo d’intesa  sottoscritto  con l’Ispra, ma si limiterebbe a convalidare i dati forniti dalla Sogin che svolgerebbe in questo modo il duplice ruolo di controllore e controllata” (G. Bruno “Il Metapontino.it”). Oggi la Sogin vuole costruire all’interno del centro Itrec della Trisaia un mega capannone di 14mila metri quadrati per lo  stoccaggio delle  scorie nucleari di  terza categoria e il timore delle associazioni e dei cittadini del luogo (di quelli che ne sono informati naturalmente)  è  che  dietro  questo  progetto  ci  sia  il disegno di stoccare scorie provenienti da diverse parti. Tocca al Ministero dell’Ambiente effettuare  la valutazione di  impatto ambientale che dovrebbe dare il via al progetto e al momento né il presidente De Filippo, né l’assessore Mancusi, né il sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano si sono espressi in merito. Anzi a ben ricordare il sindaco Francomano qualcosa  l’ha detta,  in occasione di un incontro pubblico svoltosi qualche settimana fa a Rotondella e organizzato dall’Arci e da Libera, alla presenza del procuratore Caselli. In quell’occasione, di fronte ai timori espressi sui misteri del centro della Trisaia e del nucleare in genere, Francomano si  affrettò a rassicurare i presenti sull’avvenuto cambiamento della Sogin “Non è più la stessa, dell’attuale presidenza ci si può fidare”.
La moglie di Francomano si dice sia assunta  dalla Nucleco,  società  controllata  per  il 60% dalla Sogin e per il 40% dall’Enea, ma questo anche se fosse non è di alcun rilievo"....

Ivano Farina       (Buongiorno - Settimanale - n. 13 - sabato 26 marzo 2011)

lunedì 4 aprile 2011

SPESE PAZZE IN BASILICATA-32 MILIONI DI CONSULENZE

Spese pazze in Basilicata, 32 milioni di consulenze

Trentadue milioni di euro all’anno spesi in consulenze esterne (in totale 2500) tra Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Provincia di Matera, Comune di potenza e Comune di Matera. Più dell’Emilia Romagna, che spende 28 milioni all’anno. Questo e altri sprechi dell’amministrazione lucana sono stati denunciati ieri mattina dal Pdl regionale in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali del Pdl Nicola Pagliuca, Gianni Rosa, Mariano Pici, Michele Napoli, Franco Mattia, Mario Venezia ed Emilio Sarra. In Basilicata, hanno detto i consiglieri, «esiste una questione morale» in tutti i settori della vita pubblica, che deve essere «affrontata prima di tutto in Consiglio regionale» con «atti di trasparenza e con la correttezza delle procedure».
I consiglieri del Pdl,riferendosi all’azione del partito in Consiglio regionale hanno parlato di «collaborazione sui grandi temi che riguardano la Basilicata come la governance e il petrolio» e di «intensa azione di controllo sul piano degli atti, perché è necessario inviare un messaggio positivo alla popolazione in questi tempi così difficili».
Tra i casi emblematici denunciati dal Pdl, quello del videogioco «Verdino», finanziato «in tempi oltremodo brevi all’associazione Ameno, il cui presidente fa capo ad un partito di maggioranza dal quale è partita l’iniziativa che ha poi portato all’approvazione della delibera di Giunta». A tal riguardo il Pdl chiede «il ritiro dell’atto, altrimenti la questione sarà portata in Consiglio regionale».
Ma il «caso Verdino» non è l’unica ombra sollevata dal Pdl sulla gestione della cosa pubblica in Basilicata. Tra gli altri nodi indicati da Nicola Pagliuca, Gianni Rosa, Mariano Pici, Michele Napoli, Franco Mattia, Mario Venezia ed Emilio Sarra, la mancata istituzione di una Commissione d’inchiesta per quanto concerne le assunzioni nella pubblica amministrazione, la nomina dei vertici aziendali delle Asl, la questione tuttora irrisolta dell’ospedale unico di Lagonegro che sta solo comportando una lievitazione dei costi, il progetto Salute e Ambiente per la verifica dei danni da idrocarburi in Val d’Agri, oggi sospeso, avrebbe comportato un impegno di spesa di 2,5 milioni di euro, il buco di 910 mila euro nel bilancio di previsione dell’Arpab approvato dalla maggioranza in Consiglio regionale. «La stessa Corte dei Conti – è stato detto – ha evidenziato forti criticità per quanto riguarda gli organismi consultivi e gli enti strumentali della Regione».
I consiglieri del Pdl hanno sottolineato che il richiamo alla questione morale in politica «risponde ad un bisogno della comunità lucana che invoca un’azione amministrativa cristallina e rigorosa nella gestione quotidiana delle risorse». Un bisogno, è stato detto, particolarmente sentito dalle giovani generazioni, che sono costrette ad emigrare da una regione pur ricca di petrolio e di altre risorse naturali».
Sostegno all’iniziativa del Pdl è arrivato anche dalla Dc, che in un comunicato ha scritto: «Condividiamo la forte denuncia del Pdl perché in Basilicata esiste una questione morale in tutti i settori della vita pubblica, che tocca direttamente aspetti economici, produttivi, sociali, culturali e civili», e ancora: «La Giunta regionale e il centrosinistra dimostrino nei fatti che non ci sono corsie privilegiate, scelte discrezionali, favoritismi, sottoscrivendo un codice di comportamento etico rispetto al quale chiedere ai cittadini valutazioni e quindi verifiche, senza fermarsi all’anagrafe finanziaria degli eletti».
tratto dal giornale Lucano

mercoledì 30 marzo 2011

TRISAIA - Perchè si continua a rischiare?

"Proviamo ad immaginare che cosa accadrebbe nell’ipotesi di un’alluvione o di un terremoto dalle dimensioni impreviste e con un incidente alla più grande diga in terra battuta d’Europa, quella di Monte Cotugno che si trova a monte della Trisaia.
Che fine farebbe il sistema di sicurezza per la conservazione delle barre e delle scorie cementificate? Quali conseguenze si avrebbero? E ancora, va messo in conto anche un atto terroristico sia sulla diga che alla Trisaia, derivante da una politica estera oscillante tra i baciamani ai dittatori e la partecipazione al loro bombardamento.
Non a caso i due siti sono stati nella guerra all’Iraq definiti sensibili e sorvegliati.
Il disastro nucleare in Giappone e le notizie relative al Centro della Trisaia che sono state filtrate, pongono interrogativi ed esigono risposte e soluzioni non più rinviabili."
VINCENZO MAIDA